Ricostruire in fretta, ma soprattutto ricostruire bene. È questo è il messaggio lanciato dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci durante la sua visita in Calabria, nelle aree del Reggino colpite dal ciclone Harry. Un sopralluogo per toccare con mano i danni, incontrare sindaci e istituzioni locali e ribadire che senza prevenzione il rischio è di ritrovarsi, alla prossima mareggiata, punto e a capo.
Musumeci è arrivato nella tarda mattinata di ieri, facendo tappa a Melito di Porto Salvo, uno dei centri più duramente colpiti dal maltempo. “C’è una questione emergenziale da affrontare – ha sottolineato il sindaco Annunziato Nastasi – ci sono imprenditori che hanno perso i risparmi di una vita e centinaia di posti di lavoro a rischio”.

Al tavolo con il ministro anche il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e i sottosegretari Luigi Sbarra e Wanda Ferro. “Queste persone meritano di essere ristorate prima degli altri”, ha detto Occhiuto, spiegando che la Regione ha già richiesto 300 milioni di euro per far fronte ai danni. “Con le prime risorse daremo un aiuto immediato, ma sarà necessario approfondire la reale entità dei danni. Oggi contiamo le perdite, ma per fortuna non piangiamo vittime”.
Occhiuto ha poi posto l’accento sulla fragilità del territorio, raccontando di aver visto a Siderno e Caulonia una linea di costa ormai pericolosamente vicina ai centri abitati e alla ferrovia. “Servono opere gigantesche di difesa delle coste che solo il governo nazionale può realizzare. Le risorse spese in prevenzione sono investimenti, perché evitano di dover spendere molto di più nella ricostruzione”.
Un tema ripreso anche sul piano urbanistico. “Non possiamo continuare a ragionare come trent’anni fa – ha aggiunto il governatore – ho visto fiumi tombati, strade e case costruite dove prima scorreva l’acqua. La natura non si adatta alle nostre scelte”.
Parole condivise dal ministro Musumeci: “Non siamo qui per fare passerella, ma per assumere impegni. Il ciclone può arrivare anche a casa nostra, ormai è una certezza. La politica deve avere il coraggio di prendere decisioni anche impopolari per tutelare i beni primari dei cittadini”.
Il ministro ha confermato che il Consiglio dei ministri si riunirà per dichiarare lo stato di emergenza nazionale, della durata di 12 mesi prorogabili. “Alcuni interventi potranno essere finanziati subito con le risorse dell’emergenza. Si apre una fase impegnativa e ognuno è chiamato a fare la propria parte”.
Durante il sopralluogo sul lungomare di Melito Porto Salvo, in parte collassato per la mareggiata, Musumeci ha parlato della necessità di ripensare la pianificazione delle coste. “In alcune zone le onde hanno divorato fino a 100-150 metri di spiaggia, arrivando a lambire la ferrovia e il lungomare. Bisogna ricominciare daccapo, progettare bene e costruire meglio. Servirà tempo”.
Infine l’appello alla prevenzione come bussola per il futuro: “Urbanistica e protezione civile devono dialogare. Occorre sapere dove il territorio è più vulnerabile e adeguarsi. Non basta lamentarsi: se vogliamo continuare a vivere in una terra esposta a tanti rischi, dobbiamo imparare a convivere con essi. E la prevenzione diventa l’obiettivo prioritario”.
