Dopo la pessima prestazione interna contro la Paganese, i peloritani sono chiamati a rispondere nel derby della Sicilia Orientale. La vittoria in terra etnea manca addirittura dal 1954
7 punti nelle prime 7 giornate. Un bottino troppo magro, frutto di due sole vittorie e un pareggio, a fronte di quattro sconfitte. L’inizio del Messina non è stato dei migliori e a sconfortare, ancor più dei risultati, c’è l’ultima pessima prestazione, contro la Paganese, gara nella quale i peloritani non sono stati capaci di creare neanche un’occasione degna di questo nome. Il derby di Catania arriva in un momento in cui il Messina può rispondere dimostrando che si è trattato solo di un episodio o affondare nella parte bassa della classifica. E sarebbe anche ora di invertire una tradizione lungamente sfavorevole, visto che il Messina non coglie la vittoria esterna a Catania addirittura dalla serie B del 1953-54.
L’inizio degli etnei è anch’esso scarno di punti. Appena uno in più dei giallorossi, ma la classifica dice ultimo posto a causa dei sette punti di penalizzazione. Il Catania soffre di “pareggite” ed infatti ha perso solo una volta ma ha anche vinto solo una volta, impattando tutte le altre gare.
Marra perde Foresta e Ionut ma recupera Palumbo. A sorpresa, tra i convocati non c'è Milinkovic, senza che sia stato comunicato alcun infortunio e, dunque, per scelta, probabilmente a causa di dissapori sorti durante gli allenamenti settimanali. Una scelta che non mancherà di suscitare polemiche visto che il franco-serbo, a parte l'ultima pessima prestazione al pari del resto della squadra, ha dimostrato le migliori qualità sin da inizio stagione. Marra dovrebbe confermare il 4-3-1-2 con Berardi in porta, Mileto, Maccarone, Palumbo e De Vito in difesa, Musacci, Capua e Lazar a centrocampo, Mancini dietro le due punte Ferri (o Madonia) e Pozzebon.
