Il leader di Azione: "Lo Stato si deve riprendere sanità e strade. dato il fallimento della Regione siciliana"
MESSINA Carlo Calenda a Messina. Sabato scorso il leader politico ha incontrato gli iscritti ad Azione del territorio nella sede al Boccetta. E ha sostenuto: “È fondamentale per la Sicilia che lo Stato intervenga e tolga le competenze che la Regione non sta esercitando: dalla gestione dell’acqua, dove ci sono 51 società che non riescono a fare nessun lavoro, e va nazionalizzata, a quella della sanità e delle strade”.
“La Sicilia – ha continuato Calenda – oggi spende pro capite quanto la Lombardia per la sanità, ma a voi sembra che i servizi siano a livelli della Lombardia? E allora forse è arrivato il momento di prendere atto che questo esperimento ha fallito”, con riferimento all’autonomia regionale.

L’incontro è stato introdotto dal segretario provinciale Andrea Ferrara. Erano presenti il deputato Ettore Rosato, la vicesegretaria nazionale Francesca Scarpato e, per la direzione nazionale, Gianni Palazzolo e Sonia Alfano.
Si è pure discusso di Europa, della crisi del mondo occidentale e della guerra in Ucraina. Molti gli spunti di riflessione lanciati dal leader di Azione, in vista della stagione congressuale che si aprirà sabato prossimo con i congressi provinciali.

Ha ragione.
Caro Carlo, comu si vidi chi non si Sicilianu… l’autonomia mica è stata fatta per avere una sanità a livello di quella della Lombardia o per fare funzionare l’acqua o altre cose… l’autonomia è stata fatta affinché tutte queste cose vengano “gestite”
Lo statuto speciale è ormai anacronistico rispetto al periodo in cui fu concesso. Fu concesso dal re prima che andasse in esilio (1945). Purtroppo di tale concessione non è stato fatto un uso per favorire lo sviluppo economico dell’isola, ma anzi un uso quasi contrario. Solo adesso dopo 50 anni si inizia a parlare di raddoppi ferroviari sulla Catania Palermo e Messina Catania. Il sotto sviluppo genera il serbatoio elettorale ed il bisogno. Altre regioni hanno fatto tesoro di questo privilegio, noi purtroppo no.
Ha assolutamente ragione. L’autonomia, sta distruggendo sanità, vie di comunicazione e scuola. L’unica autonomia sensata è quella fiscale: dove ci sono stupendi più bassi e minori servizi,vai dovrebbero pagare meno tasse. Vuoi che paghi più tasse? Garantiscimi stipendi più alti, sicuri e servizi migliori. E allora con piacere pago le tasse. Senza obbligare i cittadini a fare la fila anche su appuntamento.
ha ragione
L’autonomia delle Regioni dovrebbe essere molto limitata, dato che sta creando troppe differenze nel Paese e troppo caos. Anche perche’ non ha fin ora portato benefici, ma solo aumento degli sprechi.