Un Palacultura gremito accoglie Renzi per il sì al referendum - Tempostretto

Un Palacultura gremito accoglie Renzi per il sì al referendum

Rosaria Brancato - Francesca Stornante

Un Palacultura gremito accoglie Renzi per il sì al referendum

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sabato 22 Ottobre 2016 - 17:36

Dopo Taormina e la tappa all'Università, il presidente del consiglio Matteo Renzi si è spostato in un Palacultura stracolmo per parlare della campagna referendaria sulla riforma costituzionale e spiegare le ragioni del sì.

Un Palacultura gremito ha accolto il premier Matteo Renzi poco dopo le 19. Nel tour siciliano iniziato di questo week end, oggi un pomeriggio tutto messinese per il Presidente del Consiglio. Intorno alle 16 ha visitato Taormina per mettere in moto l’organizzazione del G7, ha poi raggiunto l’Università per firmare insieme al sindaco metropolitano Renato Accorinti il Patto per Messina e infine ha raggiunto il Palacultura Antonello dove era atteso per spiegare le ragioni del sì al referendum del 4 dicembre, una delle tappe della campagna “Basta un sì” promossa dal Partito democratico.

Renzi si è scusato per il ritardo e in premessa ha parlato di G7 e del Patto per Messina, due importanti punti affrontati oggi nella provincia messinese. Prima di entrare nel vivo della campagna refendaria peò ha voluto lanciare un messaggio: “Lo so che non volete parlare di referendum ma di lavoro e sviluppo. Dal ’46 al ’92 l’Italia ha vissuto un periodo di crescita economica rapidissima, poi è iniziata la stagnazione che ci ha portato alla crisi odierna. Dobbiamo pensare ai troppi giovani che se ne sono andati ed è soprattutto per loro che dobbiamo provare a cambiare le cose. Il problema non è vedere i nostri giovani che vanno via. Ma sapere che poi non hanno la possibilità di tornare”. Così Renzi ha iniziato a parlare della Costituzione e dei motivi per cui bisognerebbe votare sì il prossimo 4 dicembre.

“Non vogliamo demolire la democrazia ma la burocrazia” ha detto il premier, non risparmiando un duro attacco ai grillini del Movimento 5 Stelle "ci attaccano paragonandoci a Pinochet, vi rendete conto? Stiamo parlando di una dittatura che ha massacrato, torturato. Queste accuse non sono verso la mia persona ma verso tutto il Paese".

E' poi entrato nei dettagli del quesito referendario, ripetendo temi già noti, dalla riduzione dei parlamentari "ci credo che un senatore leghista vota no… Non vuol perdere il posto. Eppure un tempo parlavano contro Roma Ladrona", soffermandosi sulla necessità del cambiamento: "Quando si sono resi conto che stavamo davvero cambiando hanno iniziato a dire no. C'è chi, come Berlusconi e D'Alema sta approfittando del 4 dicembre per tornare a galla".

Sporadiche le contestazion in platea, sui vitalizi, sulle pensioni, su Banca Etruria. Ma i messinesi volevano sapere del Ponte e Renzi ha "glissato" in modo elegante: "Ci sono infrastrutture da realizzare, viadotti, strade. Non è possibile che per fare Palermo Trapani ci si stia tanto. Non è possibile che i 6 miliardi di euro per la Torino Lione si trovano e per il sud no. Io dico, stiamo finendo la Salerno-Reggio Calabria entro fine anno. Dico che dobbiamo concretizzare l'alta velocità e che il Ponte sì, si fa ma dopo tutto il resto".

2 commenti

  1. Gremito ??? Al pala cultura ci sono 850 posti a sedere più 300 in piedi per un totale di 1150 persone.Da aggiungere le tre forze politiche con i suoi rappresentanti Udc,Ncd , democratici di Picciolo oltre 200 tra forze dell’ordine e altri da sottrarre ai 1150 persone.Parliamo di disfatta non di gremito.

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  2. Gremito ??? Al pala cultura ci sono 850 posti a sedere più 300 in piedi per un totale di 1150 persone.Da aggiungere le tre forze politiche con i suoi rappresentanti Udc,Ncd , democratici di Picciolo oltre 200 tra forze dell’ordine e altri da sottrarre ai 1150 persone.Parliamo di disfatta non di gremito.

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