Cannizzaro-Galatti, niente tempo prolungato: 2 classi "non entrano" per protesta - Tempostretto

Cannizzaro-Galatti, niente tempo prolungato: 2 classi “non entrano” per protesta

Giuseppe Fontana

Cannizzaro-Galatti, niente tempo prolungato: 2 classi “non entrano” per protesta

martedì 04 Ottobre 2022 - 15:55

I bambini della IID e della VE non svolgeranno le 40 ore settimanali per via dei turni, con il piano inagibile

MESSINA – All’Istituto comprensivo “Cannizzaro-Galatti” continuano i disagi dovuti a turnazioni e strutture. Dopo le lezioni tra giardino e cortile, per protestare contro la mancanza di spazi sicuri, dovuti soprattutto al piano inagibile dell’Istituto, si apre il caso di due classi che per una settimana e forse più non parteciperanno all’attività scolastica. Una scelta precisa da parte dei genitori dei bambini della II D e della V E.

Il motivo? L’inserimento dei turni non permette di portare a compimento il tempo prolungato e quindi di svolgere le 40 ore settimanali che avrebbero dovuto completare. Tra mattine e pomeriggi e l’alternanza con altre classi, i bambini in questione ne farebbero poco più della metà. Intanto appena pochi giorni fa il Consiglio d’istituto ha incontrato l’amministrazione comunale e ha avuto rassicurazioni su interventi pronti che possano risolvere lo stato di disagio in cui versa uno degli istituti più grandi del centro città, che ormai da tempo combatte con la mancanza di aule.

Nel frattempo, l’amministrazione comunale, con il sindaco Federico Basile, si è impegnata a trovare una soluzione in tempi rapidi.

“La quinta E e la seconda D non entreranno”

La denuncia sul tempo prolungato, intanto, arriva da Mariachiara Mancuso, rappresentante dei genitori della II D. “La quinta E e la seconda D non stanno entrando e non lo faranno neanche la prossima settimana – racconta la dottoressa Mancuso, spiegando la situazione -. Il problema è che queste classi sono a tempo prolungato, quindi in realtà è un doppio disagio. Capiamo il problema strutturale, abbiamo raccolto firme e abbiamo chiesto al Comune. Al di là di questo aspetto, però, noi abbiamo presentato una richiesta per 40 ore settimanali. Così invece questi bambini al disagio della turnazione aggiungono quello di un buco formativo non indifferente, perché non vanno a ricevere l’offerta formativa richiesta“.

Il doppio disagio: “Per almeno un mese niente 40 ore”

Un disagio nel disagio, tra la mancanza delle ore previste e la turnazione. Aggiunge la rappresentante dei genitori: “Senza contare il contesto generale, perché questi bambini vengono da due anni di Covid, abbiamo interpellato neuropsichiatri per capire che tipo di disagio psicologico c’è alle spalle di bambini di seconda elementare. Hanno fatto due settimane di scuola in giardino senza dire nulla, senza banchi e cattedre, e ora che dovrebbero avere il tempo prolungato non ce l’hanno. E i bambini di quinta elementare che il prossimo anno andranno alle medie? Qui non è il sacrificio di un giorno ma si parla di almeno un mese in cui non si faranno queste 40 ore”.

Mariachiara Mancuso poi conclude: “Noi non siamo neanche stati interpellati, ma è nostro diritto avere accesso al tempo prolungato. Ci sono persone che si spostano per avere 40 ore e invece così ne hanno 23. Bisogna assicurare un diritto formativo, non stiamo andando a fare una passeggiata”.

Il Consiglio d’istituto ha incontrato Basile

In attesa del rientro della dirigente, il Consiglio d’istituto in rappresentanza dei genitori ha incontrato nei giorni scorsi il sindaco Federico Basile e l’amministrazione, ricevendo rassicurazioni. Lo spiega la presidente del Consiglio, Graziella Galletta: “Noi possiamo avere voce in capitolo da intermediari, ma non a livello decisionale. Io personalmente ho espresso piena solidarietà a tutti i genitori coinvolti, hanno ragione e capisco la loro rabbia. Siamo genitori anche noi e la situazione è complicata, non soltanto in relazione al tempo pieno. Abbiamo avuto questo incontro con l’amministrazione e ci sono state date alcune informazioni a completamento di quelle che già avevamo. Aspettavamo risposte su fattibilità e tempistiche di alcuni interventi sulla scuola. Si è aperto un dialogo ma ovviamente non abbiamo una data: ci è stato detto che stanno lavorando e proveranno ad accelerare perché si possano assegnare i locali in tempi ragionevoli“.

La settimana d’attesa della Cannizzaro-Galatti

“Siamo stati convocati, abbiamo dialogato – ha completato poi Graziella Galletta – e ora aspetteremo qualche giorno. Non possiamo pretendere che ci si veda il mercoledì e si risolva il problema il giovedì. Non dovesse succedere nulla, poi vedremo cosa fare tutti insieme. In questa settimana ci aspettiamo qualche movimento coerente con quanto ci è stato detto”.

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3 commenti

  1. Perke’ accettano iscrizioni superiori alla disponibilita’ delle aule?

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  2. i piani terra sono agibili , utilizzati o utilizzabili ?

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  3. Un gesto forte, ma dovuto. Evidentemente affinché si venga ascoltati bisogna fare rumore. Pur comprendendo le difficoltà dovute alle condizioni dell’edificio, ritengo molte delle scelte compiute estremamente discutibili. Ieri mattina, all’uscita da scuola, noi genitori dei bimbi della seconda C primaria, abbiamo scoperto che i nostri figli erano stati improvvisamente spostati nel seminterrato, in spazi inadeguati, con arredi troppo grandi per loro che sono ancora così piccoli. L’unico conforto ci arriva dalla Maestra Eva Buttà che fa di tutto per arginare questi problemi improvvisi e che in questa occasione, complice il tempo ancora clemente, ha accompagnato i bimbi all’aperto, alla luce. Penso di poter dire a nome di tutti che siamo stanchi, amareggiati e pentiti di aver iscritto i nostri figli in questa scuola che versa nel totale abbandono da parte dell’amministrazione comunale. Il problema non è recente, i nostri bambini hanno iniziato il loro percorso scolastico l’anno scorso immersi nei disagi dei turni, come se non bastassero già le difficoltà dovute alla pandemia. Ritengo che sia giusto fornire a noi genitori informazioni chiare e trasparenti, senza disporre dei bambini a ns insaputa. Ritengo inoltre che il sindaco e tutta l’amministrazione ci debbano delle risposte rapide e concrete. Se tutto ciò dovesse protrarsi sarà inevitabile un esodo massivo verso altre scuole.

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