Nebrodi, ciechi con lo smartphone: sequestro da 200 mila euro per 3 persone

Nebrodi, ciechi con lo smartphone: sequestro da 200 mila euro per 3 persone

Alessandra Serio

Nebrodi, ciechi con lo smartphone: sequestro da 200 mila euro per 3 persone

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giovedì 19 Aprile 2018 - 07:10

Due uomini e una donna del circondario adesso dovranno restituire allo Stato quanto percepito in indennità, dopo che i Carabinieri hanno scoperto che non erano affatto ciechi.

E' sfociata nel sequestro preventivo di 200 mila euro sui conti correnti dei soggetti interessati l'indagine dei Carabinieri di Sant'Agata di Militello su tre persone dichiarate cieche assolute, ma che in realtà non lo erano affatto.

I tre, due uomini e una donna, residenti a Capo d'Orlando, Tortorici e San Marco D'Alunzio in questi anni sono stati pedinati e filmati, ripresi a compiere tutta una serie di attività incompatibili con l'invalidità al 100% che era stata loro riconosciuta: si muovevano autonomamente anche fuori casa, compivano numerose attività pratiche, leggevano e comunicavano attraverso lo smartphone.

Gli accertamenti del Nucleo Radiomibile e della stazione di San Salvatore di FItalia è partita nel maggio 2016 ed è passata anche attraverso la documentazione relativa ai tre casi custodita alla Cittadella della Salute di Messina, dove erano state "sbrigate" le pratiche per riconoscere l'invalidità. Poi la Procura ha chiesto il consulto degli specialisti medici che li hanno visitati.

Alla fine degli accertamenti, la Procura di Patti ha disposto il sequestro per equivalente della somma di 200 mila euro, per recuperare quanto i tre hanno percepito in questi anni a titolo di indennità.

Le indagini vanno avanti per chiarire il ruolo degli specialisti che hanno certificato la loro inesistente invalidità.

Il provvedimento di sequestro è stato siglato dal GIP Andrea La Spada su richiesta del PM Francesca Bonazinga.

Alessandra Serio

Un commento

  1. Beh l’oro si sono macchiati del reato di truffa, ma da perseguire severamente e con provvdimenti gravi sono tutti i medici e ambulatori che hanno rilasciato false attestazioni

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