Caro carburanti. Salvini anticipa incontro con autotrasportatori: "pronti a stop blocco se firma protocollo"

Caro carburanti. Salvini anticipa incontro con autotrasportatori: “pronti a stop blocco se firma protocollo”

Alessandra Serio

Caro carburanti. Salvini anticipa incontro con autotrasportatori: “pronti a stop blocco se firma protocollo”

sabato 17 Ottobre 2026 - 11:07

Ieri i primi disagi a Gela e Catania. Il ministro a lavoro per sbloccare le risorse ma lo sciopero prosegue fino al 20 ottobre

Palermo – L’apertura del ministro Salvini piace agli autotrasportatori siciliani, in agitazione insieme ad altri comparti produttivi da diversi giorni, per il caro carburante. Il ministro delle Infrastrutture lavora per anticipare il tavolo tecnico inizialmente previsto per il 27 ottobre e per incontrare gli autotrasportatori, hanno riferito ieri fonti interne. Se il confronto dovesse arrivare il 20 ottobre, gli autotrasportatori sono pronti a levare il blocco, hanno fatto sapere. Il primo punto è però per loro la firma del protocollo. Intanto ieri il fermo dei tir e i presidi in alcuni punti nevralgici, dalla zona industriale di Catania a Gela, ha creato i primi disagi ai comparti.

Stop tir, cosa chiedono gli autotrasportatori siciliani

“Se il ministro Salvini accetta di firmare il protocollo d’impegni e incontrarci il 20 ottobre revochiamo il fermo. Diversamente rimane fino al 27 ottobre”, dice Salvatore Bella, coordinatore del comitato trasportatori siciliani (Cts). Il comitato ringrazia il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno e il vicepresidente regionale Luca Sammartino, “per essersi recati a Roma a difendere la causa della categoria (…)Grazie al loro intervento, una delegazione parteciperà al tavolo convocato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il quale accoglierà le principali istanze presentate”.

Le ragioni dello sciopero e la trattativa col ministero

I punti fondamentali per il Comitato sono lo sblocco immediato dei pagamenti arretrati per circa 104 milioni di euro, lo stanziamento di ulteriori 70 milioni di euro per la terza annualità (2026/2027), il credito d’imposta sul gasolio con l’erogazione immediata di 430 milioni di euro relativi alle domande già presentate, che devono essere rese subito spendibili nel cassetto fiscale. Infine i finanziamenti aggiuntivi per ulteriori 400 milioni per coprire i mesi rimasti ancora privi di tutele (almeno 4 mesi) e l’inclusione stabile del Comitato in tutti i tavoli istituzionali dedicati alla mobilità e ai trasporti, a cominciare alla nuova consulta. Nonostante l’impegno informale assunto dal ministro Salvini, il Cts resta fermo sulla linea della protesta: “Un semplice comunicato o una dichiarazione d’intenti non possono bastare”.

Caro carburanti, le soluzioni che studia Salvini

Il vicepremier Salvini intanto continua a lavorare per anticipare il confronto a martedì 20 ottobre, confrontandosi con gli altri ministri competenti per accelerare la messa a disposizione dei 590 milioni di euro già stanziati a bilancio per il rinnovo del parco veicolare delle imprese, risorse che, a causa di ostacoli burocratici, non sono ancora arrivate al settore. Si punta anche alle risorse aggiuntive per il fondo autotrasporto e per il Marebonus 2026 a sostegno delle imprese. Salvini è inoltre impegnato “per rendere immediatamente disponibili le risorse economiche già stanziate per contrastare il caro gasolio e reperire ulteriori fondi per garantire la copertura degli interventi per tutto il 2026, oltre a ottenere un’estensione del credito d’imposta al 2027 e studiare ulteriori misure per ridurre l’impatto dei rincari sulle imprese del settore”, fanno sapere fonti interne alle agenzie di stampa.

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