Secondo l'avvocato del giovane il suo stato mentale non era compatibile col carcere "responsabilità plurime probabilmente correlate"
MESSINA – Giuseppe Cultrera, l’avvocato della famiglia di Stefano Argentino, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito alla notizia che la Procura ha iscritto sette persone tra gli indagati: “Sette indagati è già presagio di plurime responsabilità, probabilmente fra loro correlate. Al momento è troppo presto e si possono fare soltanto supposizioni, auspico soltanto che, almeno stavolta, le indagini siano approfondite e possano portare a risultati concreti. Stefano avrebbe dovuto essere rinchiuso in una Rems o in un Istituto a custodia attenuata: il suo stato mentale – venuto a galla anche dalle indagini degli inquirenti – non era compatibile con la custodia in carcere”.
In relazione alla morte di Stefano Argentino in carcere a Gazzi, il 27enne che aveva confessato l’omicidio di Sara Campanella a Messina, avvenuto il 31 marzo scorso, l’avvocato Cultrera ha pure presentato un esposto. Destinatari il Garante dei detenuti, Giovanni Stimolo, e la Garante dei detenuto di Messina, Lucia Risicato.
