"Non sono indagata ma contro me aggressioni mediatiche"
Messina – “Al fine di evitare aggressioni mediatiche e gratuite speculazioni da parte dei professionisti della cultura del sospetto, sto valutando l’autosospensione dalla carica di vicepresidente della Commissione antimafia anche per meglio collaborare, ove necessario, con l’autorità giudiziaria all’integrale accertamento della realtà storica”. Così Bernadette Grasso, dopo lo scoppio del caso Iacolino. L’onorevole regionale medita di lasciare la nomina a vice presidente dell’organismo antimafia dell’Ars, dopo che sono trapelate le notizie che la vedono collegata ai retroscena del rapporto tra il dirigente regionale Salvatore Iacolino e il boss di Favara Carmelo Vetro.
“Non sono indagata”
La sindaca di Capri Leone ribadisce di non essere indagata e precisa che si è comunque affidata ad un legale, l’avvocato Salvatore Silvestro, per seguire gli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Palermo: “Ho dato mandato al mio legale di valutare la rilevanza penale nelle modalità di diffusione delle risultanze investigative di un procedimento nell’ambito del quale non ho assunto, né potrò mai assumere, la veste di indagata”.
Non ho mai incontrato Vetro
“Preciso con fermezza che nei miei confronti non risulta elevato alcun addebito per fatti penalmente rilevanti. Peraltro, non ho mai avuto contezza, né potevo averla, delle pregresse o attuali vicissitudini giudiziarie del sig. Vetro, soggetto le cui fattezze fisiche sono a me sconosciute”, precisa l’esponente di Forza Italia.
