Le mosse degli inquirenti all'inizio del processo all'ex primario del Policlinico di Messina
Messina – Nuova mossa della Procura di Messina, al processo sul caso Stagno d’Alcontres, cominciato davanti ai giudici di primo grado. L’Accusa ha infatti depositato altre carte da inserire nel fascicolo che costituirà l’impianto delle ipotesi di reato che il Tribunale dovrà vagliare.
Caso Stagno, quali sono le nuove carte della Procura
Si tratta di nuove risultanze degli accertamenti condotti da Carabinieri e Guardia di Finanza, documentazione sequestrata nel corso dell’inchiesta relativa ai rapporti del già primario di Chirurgia plastica del Policlinico, insieme ad altri atti relativi alla gestione dei convegni medici relativi ai quali gli inquirenti contestano i metodi di finanziamento. I nuovi atti andranno ora al vaglio delle parti. Intanto la prima udienza è servita per le così dette istanze preliminari. Ovvero l’ammissione delle parti civili e l’istruttoria del dibattimento- quali testimoni saranno ascolti, quali prove saranno vagliate – poi tutto è stato rinviato al prossimo 7 maggio. Soltanto quel giorno, quindi, il processo entrerà nel vivo.
Quali sono le accuse contro il primario del Policlinico
Al centro del confronto tra l’ufficio di Procura, titolare dell’inchiesta è la sostituta Giorgia Spiri, e gli avvocati Nico D’Ascola e Salvatore Silvestro che difendono il professor Stagno d’Alcontres, ci sono i sospetti di corruzione, concussione, induzione indebita a dare e avere e truffa. Tutto ruota intorno alle sponsorizzazioni ai convegni medici organizzati dalla sigla del primario da parte delle stesse ditte che fornivano al reparto del Policlinico farmaci e dispositivi medici. Per gli inquirenti il primario faceva leva sui suoi poteri decisionali per ottenere le sponsorizzazioni.
Sponsorizzazioni ai convegni medici, la versione di Stagno
Francesco Stagno d’Alcontres ha sempre respinto l’accusa. Il chirurgo 71enne ha negato le pressioni e parlando di prassi comune, nell’ambiente sanitario. Sarà ora il Tribunale a decidere se la sua versione è accettabile o se ci sono estremi di responsabilità penale nel suo comportamento. Il professore è ai domiciliari dal dicembre scorso. Proprio 24 ore prima dell’inizio del processo però la Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento del Tribunale della Libertà che aveva confermato l’arresto, chiedendo allo stesso Collegio di riesaminare la decisione.
