"Catemoto" di Pintaldi: la post- politica che "sorpassa" la comunicazione - Tempo Stretto

“Catemoto” di Pintaldi: la post- politica che “sorpassa” la comunicazione

Rosaria Brancato

“Catemoto” di Pintaldi: la post- politica che “sorpassa” la comunicazione

venerdì 28 Giugno 2019 - 08:02
“Catemoto” di Pintaldi: la post- politica che “sorpassa” la comunicazione

Messina- Il saggio del giornalista è un' analisi della Politica 3.0, la fotografia di una trasformazione che rischia di travolgere il mondo dell'informazione

La politica ai tempi dei social, il virtuale vissuto come reale ed i nuovi leader che usano la “post-verità” per parlare direttamente alla pancia degli elettori. “Catemoto De Luca” (Casta Editore) del giornalista Emilio Pintaldi è una fotografia nitida e nel contempo un pugno allo stomaco per quanti, intellettuali ed addetti alla comunicazione, rischiano di essere sopraffatti dal fenomeno della post politica, che azzera qualsiasi filtro (compreso quello del cervello).

E il re quasi del tutto incontrastato nella capacità di fare Politica 3.0 è senza dubbio il sindaco di Messina Cateno De Luca che vive il rapporto con gli elettori come i protagonisti del reality “Grande Fratello”, postando in diretta dalla mattina a sera qualsiasi cosa lo riguardi, stando attento a trasmettere la “sua verità”.

Quella di Pintaldi è un’analisi lucida, priva di considerazioni politiche, che si basa sui dati e sulle ricerche che negli ultimi anni si stanno soffermando sul nuovo modo di fare politica, da Salvini ai 5Stelle. Il suo non è mai un giudizio morale, semmai è una sveglia per i giornalisti e per il mondo della comunicazione, che rischia di restare troppo indietro rispetto alle trasformazioni.

Cateno non usa ufficio stampa, né addetto stampa, né gost writer, né portavoce. Fa tutto da solo, trova il nemico, lo “azzanna”, crea il problema e annuncia la soluzione, posta tutti i documenti, le carte, i programmi, le foto del suo caffè al mattino o di incontri che magari in altri tempi sarebbero stati definiti “segrete stanze”. Posta ogni giorno il suo programma, va in diretta ogni volta che gli passa per la testa.

Lui corre e gli altri, giornalisti compresi, sono costretti a rincorrerlo.

Catemoto è la notizia che cambia, è l’informazione che rischia di essere travolta (e uccisa) dalla comunicazione. E’ una domanda che tutti noi giornalisti ci poniamo e che gli stessi oppositori di De Luca, piuttosto che di Salvini, si pongono.

Il rischio è da parte degli oppositori sottovalutarlo e da parte di De Luca sopravvalutarsi.

Il libro è stato presentato alla libreria Ciofalo alla presenza dei due docenti universitari Francesco Pira e Marco Centorrino che si sono soffermati, anche rispondendo alle interessanti domande del pubblico, sulle trasformazioni in atto e su quanto sta accadendo anche in altri Paesi, nonché sulle diverse tipologie autoritarie (come il Caudillo) che “piacciono” in alcune epoche storiche ad una fascia di elettori. Nel libro c’è un approfondimento del giornalista di Tempostretto Santi Cautela che ha analizzato le parole ed i temi usati (scientificamente) da De Luca in campagna elettorale.

Manco a dirlo Cateno De Luca, si è presentato in libreria, ha risposto alle domande ed ha persino annunciato che andrà “oltre il post ed oltre facebook”. Insomma quanto prima arriverà l’app di Cateno De Luca, diretta ad informare solo chi decide d’installarla.  Del resto, come ha evidenziato lo stesso Pintaldi, da un sindaco che riesce a “ribaltare” persino le parodie contro di lui (come i “Doppiaggi scatenati”) facendoli salire sul palco di uno dei suoi tantissimi comizi, c’è da aspettarsi che sappia “annusare” qualsiasi evoluzione di un fenomeno.

Nel saggio il giornalista sottolinea anche un altro particolare aspetto di De Luca, che lo differenzia dagli altri politici social e che probabilmente è legato ai suoi inizi nei paesi della provincia: sa unire la massima presenza virtuale a quella reale con i comizi e con continue visite nel territorio a qualsiasi categoria di cittadino, dai baristi alle processioni religiose, dagli artisti ai bambini delle scuole.

Catemoto è una fotografia che siamo obbligati a guardare attentamente se vogliamo comprendere l’attuale momento politico senza snobismo intellettuale ma con la capacità di governare i cambiamenti piuttosto che esserne travolti.

La metà dei diritti che spettano all’autore sarà devoluta al centro Nemo sud di Messina che si occupa dei pazienti affetti da malattie neuromuscolari e all’associazione Abc amici dei bimbi in corsia.

Rosaria Brancato

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