Attraversamento dello Stretto: disservizi e inefficienze - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Attraversamento dello Stretto: disservizi e inefficienze

Attraversamento dello Stretto: disservizi e inefficienze

giovedì 15 Novembre 2012 - 10:48

Piero David, docente di politica economica all'Università di Messina, ha riassunto tutti i disservizi che giornalmente i pendolari subiscono

Migliaia di pendolari ogni giorno attraversano lo Stretto da e verso Messina principalmente per studio o lavoro. Piero David, docente di politica economica all’Università di Messina, ha fatto presente alcuni dei problemi che i pendolari subiscono ogni giorno. Ritardi negli orari, prezzi aumentati, zero collegamenti in città, niente posti auto…

“La questione è quella dell’attraversamento dello Stretto per le migliaia di pendolari che ogni giorno studiano o lavorano nei comuni di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni. In sostanza, in quella che per anni, chi come me si occupa di economia, ha chiamato Area metropolitana dello Stretto e che ancora qualcuno pensa possa essere una possibile prospettiva di sviluppo territoriale per i tre comuni.
Andiamo per ordine:
1) Innanzitutto grazie al disinteresse politico dei comuni interessati, Messina principalmente, l’Area metropolitana dello Stretto non esiste. Per essere precisi, esiste solo geograficamente, poiché in pochi chilometri sono concentrati oltre 430 mila abitanti, ma non esiste ne politicamente e ne economicamente. Infatti, qualsiasi area metropolitana può esistere solo se collegata. Se per andare da Reggio a Messina, si impiega e si paga tanto quanto per arrivare a Patti, allora non possiamo certamente parlare di integrazione. Aggiungiamo che durata e prezzo del trasporto, grazie all’assenza di concorrenza, sono aumentati mentre l’offerta di trasporto è diminuita (poiché, riducendosi ad una sola compagnia per l’attraversamento veloce – la Metromare – le corse si sono ridotte). Condizionando, così dicono i traghettatori, anche la politica dei prezzi della Caronte-Tourist che, per il limiti imposti al numero di passeggeri da imbarcare, ha deciso negli ultimi due anni di far pagare 2,50 euro a corsa a passeggero. Senza che ci sia nessuna differenza tra residenti e turisti.

2) Ma se il modello di sviluppo dell’Area dello Stretto può non interessare alla classe politica e dirigente della città di Messina (forse non conoscono nemmeno il significato del termine sviluppo), almeno nella qualità di amministratori dovrebbero occuparsi di quei servizi minimi che consentono ai propri cittadini di studiare o lavorare, come i trasporti. E in termini di trasporti i tre comuni dell’Area sono sostanzialmente ai livelli di città periferiche del terzo mondo. Dal servizio autobus, al tram, ai collegamenti ferroviari, il trasporto a Messina è una variabile casuale. Come rispose il dipendente alla biglietteria FS ad una turista che si lamentava del fatto che una nave era partita con oltre dieci minuti di anticipo rispetto a quanto indicato nel tabellone: “e che ci vuole fare signora, siamo l’opera dei pupi”.

3) E tra i trasporti, quello marittimo, dimostra chiaramente il disinteresse di tutti i soggetti pubblici nei confronti dei pendolari. A cominciare dall’Autorità Portuale che nella riqualificazione dei marciapiedi ha lasciato tra la strada e l’area recintata del porto uno spazio di solo un metro dove ogni giorno sono costretti a passare i circa mille pendolari che attraversano lo stretto e le migliaia di crocieristi che sbarcano giornalmente in città. Forse quando uno dei tanti automezzi che ogni giorno attraversano quel tratto di strada spianerà un pendolare o un crocierista l’Autorità Portuale si accorgerà del problema. E si può continuare la rassegna dei disservizi con la difficoltà di trovare un parcheggio in zona porto sia per le macchine che per i motorini. E’ mai possibile che in un’area dove ogni giorno sono costretti a utilizzare i mezzi veloci del consorzio Metromare circa un migliaio di pendolari (oltre quelli che utilizzano i traghetti FS), ci siano a disposizione al massimo una ventina di posti auto? Ed è civile che, lucrando su tale disservizio e vessando studenti e lavoratori, la polizia municipale faccia periodicamente la multa a chi sosta nella carreggiata destra e sinistra del tratto di strada di fronte la dogana, in virtù di un divieto di sosta di cui, come si vede nella foto, non si capisce il senso? Ed ancora, chi sono i “privilegiati” che possono tranquillamente occupare con le loro auto ed i loro motorini gli spazi all’interno dell’area recintata dall’Autorità Portuale? Se la permanenza in quell’area è stata vietata, si dice per ragioni di sicurezza, anche ai pescatori, per quale ragione alcuni cittadini in particolare possono parcheggiare i loro mezzi?

Potrei continuare con un elenco lunghissimo di disservizi ed inefficienze che affrontano ogni giorno chi purtroppo è costretto, per ragioni di lavoro o di studio, ad usufruire di questi servizi. Ma un’ultima considerazione sugli orari per spostarsi all’interno dell’Area metropolitana è doverosa. Come si fa a considerare integrato un territorio se dopo le 20,15 non ci sono più collegamenti? Neanche nel fine settimana, o in coincidenza con l’arrivo degli aerei all’Aeroporto di Reggio? E pensare che per ripristinare un servizio da città civile basterebbe poco, solo un po’ di buon senso. Purtroppo a chi gestisce la cosa pubblica in questa città, oltre le competenze, manca anche questo”.

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12 commenti

  1. Viaggio tutte le settimane da/per l’Aeroporto di Reggio Calabria e la cosa tragicomica è che, atterrando alle 22.15 ho BEN due alternative: pagare 25 euro di parcheggio + 42.50 di nave per avere la possibilità di tornare a casa a Messina; prendere la navetta per il porto di Villa S. G. che, però, parte “quando arriva l’altro aereo”(per capirci la navetta attende l’ultimo aereo che arriva lle 23.35). Cosa fare? pagare per 20 km in macchina quanto un biglietto aereo oppure, dopo una giornata faticosissima, iniziata alle 6.30 del mattino, attendere un’ora e venti l’aereo successivo per sperare di arrivare a Villa? Sono stato anche in Perù e spero che nessuno pensi che lì ci sia del sottosviluppo. i veri sottosviluppati siamo noi, signori, e nemmeno poco.

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  2. “Sono stato anche in Perù e spero che nessuno pensi che lì ci sia del sottosviluppo. i veri sottosviluppati siamo noi e nemmeno poco.”
    Avendo viaggiato anch’io per anni ne sono CERTO!!!
    Alla “favoletta” che siamo la 6/7 potenza industriale del mondo ci credono ormai solo in pochi (illusi).

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  3. ma vada all’aeroporto di Catania e la SAIS con 8 euro la porta in un’ora a Messina

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  4. dott.David,ma lei ha chiesto a Nannarè perchè la provincia di Messina è socia della Sogas,una società piena di debiti e con aeroporto che per fare atterrare gli aerei deve dare alle compagnie dei contributi a fondo perduto?basterebbe fare un accordo con la SAIS o altra compagnia e garantire il servizio pulmann da Catania sino alle 24 ed in un’ora sei a Messina,mentre da Reggio sai quando atterri ma non sai come arrivare a Messina,a meno che non fai come a Grillo,attraversare lo stretto a nuoto.

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  5. UN POPOLO COSÌ BUE,UN POPOLO COSÌ SOTTOMESSO,UN POPOLO COSÌ SUDDITO,UN POPOLO COSÌ PARADOSSALE,UN POPOLO COSÌ PARASSITARIO,UN POPOLO COSÌ INCIVILE ,UN POPOLO COSI RASSEGNATO , UN POPOLO DI ” DIPENDENTI” pubblici,UN POPOLO COSÌ INCOLTO ,UN POPOLO COSÌ PROVINCIALE. UN POPOLO DI PAROLAI INCONCLUDENTI(buddaci) NON POTRÀ CHE GENERARE E ALLEVARE Un POPOLO DI…..NO PONTE

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  6. DIECI MILIARDI DI EURO,SEMPRE SE BASTANO, PER FARE TRANSITARE I PENDOLARI,MI SEMBRANO ECCESSIVI O NO? TRANNE CHE NON LO PROLUNGANO SINO IN LIBIA PER FARE TRANSITARE GLI AFRICANI,FORSE ALLORA CI SARA’ CONVENIENZA A FARLO.

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  7. MI consenta, sig.pgiuttari…
    ma lei con sto’ ponte è proprio FISSATO!!!
    Se ne faccia una ragione:
    IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA NON SI FARA’
    === NE’ DOMANI, NE’ M A I !!! ===
    Quindi è perfettamente INUTILE ritornare sullo stesso trito e ritrito argomento.

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  8. Vorrei rispondere al artefice dell’ articolo. I posti auto all’ interno del porto per sua informazione sono occupati dal personale che lavora sui mezzi metromare e dai dipendenti dell’ autorità portuale. Se lei vuole parcheggiare in tranquillità può anche andare al parcheggio cavallotti. E poi si lamentano dei disservizi degli orari di percorrenza. Ma voi lo sapete come si naviga nello stretto i percorsi obbligatori che bisogna fare per andare e ritornare da Reggio Calabria. Percorsi non decisi da noi ma decisi da altri per noi. E bisogna rispettarli. Per non rischiare sanzioni.Comunque lei ha elencato una serie di disservizi, ma fatto sta che ogni giorno viaggiano 5000 e se non più persone al giorno.

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  9. Invitato a cena a Reggio Calabria, qualche sera fa mi è capitato di prendere un mezzo veloce nel tardo pomeriggio e pernottare a Villa perchè dopo le 22.30 non c’è nessun traghetto, L’unico albergo 4 stelle al porto di Villa costa 110 euro per una notte… no comment…

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  10. Dalla risposta se ne deduce che “Liliana” è un’addetta ai lavori di Metromare o altra compagnia di navigazione. In questo caso, gentile signora, sarebbe stata meglio una nota ufficiale della sua compagnia, piuttosto che un semplice… sfogo personale. Alla faccia della comunicazione aziendale!!!…

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  11. Ribadisco il concetto: perchè i dipendenti di Metromare o dell’Autorità Portuale possono parcheggiare in uno spazio dove invece non possono parcheggiare i lavoratori e gli studenti pendolari? Anche loro potrebbero utilizzare il parcheggio Cavallotti. Perchè non lo utilizzano? Ovviamente perchè non è gratuito (come invece è a Reggio) ma a pagamento (6 euro al giorno o 70 al mese).
    Per quanto riguarda il tempo di attraversamento, la critica non è rivolta a Metromare, ma a chi ha deciso di far pagare i costi (in termini di prezzo e tempo) solo agli utenti del servizio.
    Infine, a maggior ragione, visto che sono 5000 i pendolari che ogni giorno attraversano lo stretto, tutti gli operatori che si occupano dei servizi di trasporto nello Stretto, considerato che sono in regime di monopolio, dovrebbero chiedersi cosa possono fare per offrire un servizio migliore e non solo gestire entrate ed uscite.

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  12. Petronio Liliana 27 Luglio 2015 13:36

    26/07/2015 Concerto di Roberto Vecchioni arena Teatro Vittorio Emanuele Furnari -Messina. Il prezzo del biglietto in tribuna era di 22 € come risulta dalla brochure e dalla pagina del sito ufficiale. Ieri sera al botteghino mi hanno chiesto 27 € . Sono aumentati tutti i costi dei biglietti per gli spettacoli di agosto tra cui Massimo Ranieri che era 25 € in tribuna ora è 30 € aumento giustificato nella prevendita e al botteghino?Senza motivi validi i prezzi pubblicati per gli spettacoli previsti nel calendario sono lievitati e la prevendita ha lo stesso costo del biglietto fatto al botteghino . Questa è la realtà messinese scorrettezze e scorrettezze gravissime . Nonostante tutto la poesia di Vecchioni ha vinto ancora .

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