Il Ccpm resta a Taormina ma collegato a Catania, con l'ok del cdx. M5S dice no: "Rischio chiusura"

Il Ccpm resta a Taormina ma collegato a Catania, con l’ok del cdx. M5S dice no: “Rischio chiusura”

Redazione

Il Ccpm resta a Taormina ma collegato a Catania, con l’ok del cdx. M5S dice no: “Rischio chiusura”

martedì 17 Febbraio 2026 - 14:00

I 5 Stelle temono "che questa scelta, nei prossimi due anni, possa portare allo smantellamento progressivo del reparto così come oggi lo conosciamo"

La Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana ha votato oggi sul futuro della cardiochirurgia pediatrica di Taormina, stabilendo che la sede resterà fisicamente a Taormina, ma verrà collegata all’ospedale Rodolico di Catania. Il centrodestra ha votato a favore di questa scelta.

“Insieme al collega Carlo Gilistro e il MoVimento 5 Stelle abbiamo convintamente votato in modo contrario, perché non ci accontentiamo del semplice mantenimento della sede fisica a Taormina. Il nostro obiettivo è preservare l’attuale livello di cure e, soprattutto, l’attuale assetto organizzativo e professionale che negli anni ha garantito qualità e sicurezza alle famiglie siciliane”. Lo dichiara Antonio De Luca, capogruppo del MoVimento 5 Stelle all’ARS e componente della Commissione Sanità.

“Il modello approvato oggi – spiega il deputato pentastellato – è un sistema frammentato e confuso: il personale infermieristico dipenderà dall’Asp di Messina, quello medico dal Bambino Gesù (finché resterà), l’amministrazione dal Rodolico di Catania, l’organizzazione dal Civico di Palermo, che a sua volta è in convenzione con il San Donato di Milano. Una gestione spezzettata su più livelli e più enti che rischia di creare caos, inefficienze e, soprattutto, di compromettere la continuità assistenziale”.

“Al netto dei proclami che nelle prossime ore verranno diffusi dai deputati di centrodestra – aggiunge, voglio ricordare che mi occupo, combatto e dico la verità su questo argomento sin dal 2019. Oggi non solo si è consumato uno scippo ai danni di Messina, ma è stato partorito un vero e proprio pastrocchio istituzionale e sanitario”.

“Temo – conclude il deputato messinese – che questa scelta, nei prossimi due anni, possa portare allo smantellamento progressivo del reparto così come oggi lo conosciamo. Spero sinceramente di sbagliarmi, ma una cosa è certa: io non smetterò di vigilare, perché la salute dei bambini non può essere oggetto di propaganda né di giochi di potere”.

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