Il progetto, denominato “Cuori Ribelli”, è promosso dall’Asp di Messina e finanziato dalla Ong Una Voce per Padre Pio
Si è conclusa la prima missione del 2026 del Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina – Bambino Gesù in Camerun. Riprende così anche quest’anno l’attività all’Hôpital Général de Yaoundé, dopo le quattro missioni realizzate nel 2025 durante le quali sono stati operati al cuore 107 bambini.
Il progetto, denominato “Cuori Ribelli”, è promosso dall’Asp di Messina e finanziato dalla Ong Una Voce per Padre Pio, presieduta da Enzo Palumbo.
In un solo anno di attività il programma ha registrato progressi significativi. Oltre al numero crescente di interventi cardiochirurgici, è stata infatti formata una squadra sanitaria locale che oggi è in grado di trattare autonomamente alcune cardiopatie congenite più semplici, segnando un importante passo verso l’autonomia del centro camerunense.
L’intervento record sul piccolo Mathis
Durante l’ultima missione, svoltasi dal 1° al 7 marzo, l’equipe italiana guidata dal cardiochirurgo Sasha Agati ha trattato chirurgicamente 41 pazienti e visitato oltre 200 bambini. Nel corso della settimana è stato inoltre eseguito per la prima volta in Camerun e nell’Africa subequatoriale un intervento di trasposizione delle grandi arterie (TGA) su un bambino di tre mesi.
Si tratta di una patologia complessa che nei Paesi occidentali viene generalmente operata alla nascita, entro le prime due settimane di vita, e richiede una lunga gestione post-operatoria. Nonostante il quadro clinico iniziale fosse particolarmente compromesso, l’intervento è riuscito e il piccolo Mathis è attualmente in fase di recupero.
Solidarietà oltre la sala operatoria
Accanto alle missioni mediche, l’associazione Una Voce per Padre Pio promuove anche interventi di carattere sociale e umanitario. Durante la missione è stato inaugurato un pozzo d’acqua nel villaggio di Ecumtic, nel distretto di Lobo. Gli abitanti della comunità erano infatti costretti a percorrere chilometri nella foresta per accedere all’acqua potabile.
Un secondo pozzo verrà realizzato grazie al sostegno dell’imprenditore etiope del settore del caffè, Berhan Tetla, che ha conosciuto il progetto e il dottor Agati lo scorso dicembre durante un soggiorno a Taormina. Da questo incontro è nata una collaborazione che porterà il gruppo italiano a svolgere una nuova missione in Etiopia nel mese di aprile, all’ospedale generale Ethio Istanbul di Addis Abeba.
Le operazioni saranno effettuate gratuitamente a beneficio delle famiglie che non hanno la possibilità di accedere a cure specialistiche. L’attività medica sarà finanziata da Una Voce per Padre Pio, mentre la logistica sarà sostenuta dallo stesso Tetla.
Il riconoscimento delle istituzioni
In visita all’ospedale, l’ambasciatrice d’Italia in Camerun, Natalia Saginiti, ha espresso grande emozione nel tornare nella struttura dopo alcuni mesi e rivedere la speranza negli occhi delle mamme e il sorriso dei bambini che, poco alla volta, tornano a respirare e a vivere meglio.
«Per l’Ambasciata è un onore assistere a una delle espressioni più belle dell’Italia: generosità, solidarietà, tecnologia e attenzione verso il prossimo», ha affermato, ribadendo il sostegno della sede diplomatica al progetto avviato dal suo predecessore, Filippo Scammacca del Murgo. «Continueremo a camminare accanto ai medici e soprattutto ai bambini».
La missione appena conclusa segna il completamento del primo anno di attività del progetto, avviato nel marzo 2025, portando il numero complessivo dei bambini operati a 148.
L’equipe italiana era composta dal cardiochirurgo Sasha Agati, dalla cardiologa Rita Calaciura, dalla neonatologa Valeria Manzo, dai perfusionisti Samuele Puglisi e Giorgia Raneri, dagli strumentisti Angelo Sanzone e Alice Vailati, dagli infermieri Giuseppe Trischitta, Mario Cortiello e Davide Calabrò, e dal reporter Matteo Arrigo.
