Il camionista arrestato a Spadafora per il tentato omicidio della convivente, colpita al petto con un coltello
Messina – Ha una lunga lista di precedenti guai con la giustizia alle spalle Santino Bonfiglio, in carcere per il femminicidio di Daniela Zinnanti. Uno dei tanti colpisce perché riguarda una vicenda fotocopia dei diversi episodi denunciati dalla ex e dell’aggressione mortale del 9 marzo scorso.
Precedente inquietante
Santino Bonfiglio infatti nel 2008 era stato arrestato dalla Polizia a Spadafora con l’accusa di tentato omicidio nei confronti della sua convivente (leggi qui il nostro articolo: Accoltella la convivente). Il camionista, allora 49enne, ha provato a fuggire dopo il fatto ma è stato bloccato dagli agenti. A salvare la donna, invece, l’intervento di un vigile urbano vicino di casa della coppia che ha sentito le urla della donna e ha reagito per bloccare Bonfiglio.
La fuga e la “minaccia” anche all’ex moglie
Quando il vigilie è sceso in strada, Bonfiglio in slip colpiva a calci e pugni la donna, esausta. All’arrivo del vicino di casa, il camionista è rientrato, ha indossato i pantaloni ed è tornato in strada con un coltello, colpendo al petto la convivente. Fermato dal vigile e dal 118, l’uomo è fuggito cercando di evitare l’arresto della Polizia, nel frattempo intervenuto su segnalazione della stessa vittima, refertata con 30 giorni di prognosi. Gli investigatori hanno poi scoperto che mentre fuggiva in auto Bonfiglio telefonava alla ex moglie residente a Milazzo, annunciandole che stava per arrivare per vedere il figlio di sei anni.
Il braccialetto elettronico dopo il femminicidio
Bonfiglio è stato arrestato martedì per il femminicidio di Daniela Zinnanti. Era evaso dai domiciliari portando con sé un coltello per recarsi dalla ex. Non aveva il braccialetto elettronico, non disponibile, e non era stato disposto eventuale aggravio di misura, in caso di indisponibilità del meccanismo.
