La vedova di Luigi Valla, morto nell'alluvione del 2011 insieme al figlio Giuseppe, ha ricevuto una lettera elettorale da un candidato alle regionali. "Anche io desidero un futuro migliore per la Sicilia- ha risposto il figlio sopravvissuto, Francesco- ma voi mi disorientate. Fateci sentire almeno che non siamo un numero, anche da morti".
In campagna elettorale ormai siamo abituati a tutto, soprattutto in Sicilia, ma quel che è accaduto nei giorni scorsi a Saponara però ci lascia sgomenti e senza parole. A raccontare questa storia è stato Emilio Pintaldi nel corso della trasmissione Malalingua condotta dal giornalista su Tcf.
E’ la storia della vedova e del figlio di Luigi Valla, sepolto dal fango il 22 novembre 2011, insieme all’altro figlio, Giuseppe, che nei giorni scorsi si son visti recapitare dal postino due lettere uguali. A scrivere a quella famiglia che non è più una famiglia, in una casa che non è più casa, è un candidato del Pd che chiede il voto per le regionali.
“Le prossime elezioni devono determinare una svolta se si vuol restituire credibilità alla massima istituzione regionale e fronteggiare, con una politica onesta ed efficace, una gravissima situazione economica e sociale”. Quindi il candidato inizia ad elencare quanto fatto in questi anni ricoprendo la carica regionale, sia per i precari che per i disoccupati e poi aggiunge :“Ho sostenuto le ragioni dei cittadini colpiti dall’alluvione del 1 ottobre 2009 (Giampilieri, Scaletta, Itala etc) e dagli eventi calamitosi che hanno colpito la nostra provincia (San Fratello, Caronia, Saponara,Villafranca e Barcellona), riproponendo, data la gravità, un piano di prevenzione del rischio idrogeologico”.
La missiva elettorale si conclude tradizionalmente: “Per continuare nell’impegno difficile ma irrinunciabile per cambiare la Sicilia e assicurarle un futuro migliore confido nella Vostra partecipazione e nel Vostro consenso”.
Messina, 21 settembre 2012. Cordiali saluti.
Omettiamo il nome del candidato perchè la famiglia ha voluto non indicarlo.
Tra due mesi, in quella casa che non è più casa perché la furia del fango l’ha distrutta, in quella famiglia che non è più famiglia sarà l’anniversario del giorno che in pochi minuti ha cancellato un’intera vita. Il 22 novembre del 2012 sarà trascorso un anno senza che il volto di Saponara deturpato dall’alluvione sia cambiato. Perché finora, è bene ricordalo, non è arrivato un solo euro all’amministrazione guidata da Nicola Venuto, nonostante le sue battaglie quotidiane contro una burocrazia che uccide anche quelli che son rimasti vivi.
Possiamo solo immaginare cosa hanno provato la vedova Rosetta Valla e il figlio Francesco nel ricevere due lettere, una per il padre ed una seconda per il figlio che sanno di beffa e che sono la prova di uno scollamento tra la politica e la vita reale che sembra ormai abissale e incolmabile. Ma con la dignità di chi anche piegato dalla tragedia più grande resta in piedi e combatte hanno preso carta e penna.
Questa la loro risposta: “ Carissimo onorevole…. Sono Francesco Valla. Oggi mi è arrivata la Sua lettera di presentazione elettorale. Ma desidero informarla che l' indirizzo da Lei usato Via Roma, 317 Saponara non è più la mia (nostra casa). Visto che l' alluvione del 22/11/2011 mi ha privato non solo della casa ma anche di mio padre LUIGI VALLA e di mio fratello Dott. GIUSEPPE VALLA. Anch' io desidero un futuro migliore per la mia Sicilia, ma VOI mi disorientate. Fateci almeno sentire che non siamo un numero, anche da morti. Cordiali saluti.
Prendere l’elenco dei residenti e inviare lettere sarà probabilmente la prassi ma è anche la prova più angosciante di quel che la siamo diventati per i politici: numeri, codici di avviamento postale, cognomi senza storie dietro, mani che scrivono una x sulle schede elettorali. Mandare una lettera non solo alla famiglia Valla, ai morti, ma all’intero comune di Saponara senza neanche sentire il bisogno di conoscere casa per casa le storie di chi la casa non ce l’ha più, o vedere se magari una ruspa ha potuto ricostruire un pezzo di strada, è il sintomo di un sistema malato. Mandare una lettera in una famiglia a lutto scrivendo persino quel che si è fatto per l’alluvione di Saponara quando alla famiglia Valla basta affacciarsi al balcone per vedere che dei 48 milioni di euro non è arrivato un centesimo, è la peggiore delle beffe.
“Da politico mi vergogno” ha dichiarato Nicola Venuto e non ha aggiunto altro, perché per la verità non ci sono parole.
Rosaria Brancato

Ma purtroppo tra i politici a vergognarsi, come il sindaco Venuto, sono in pochi. Bisogna individuarli e votarli.
VERGOGNA. Ora magari gli chiederà scusa dicendo che queste lettere “partono” in automatico. Credo che questa lettera sia arrivata a parecchi cittadini. Questo/i signori (sono tutti uguali) neanche li conosciamo e si permettono di “infastidirci” fino a casa. Ci sarebbe da chiedergli: MA FINO AD ORA DOVE SIETE STATI?. Tutti che dicono “io ho fatto questo, ho fatto quest’altro….” Nessuno che abbia la decenza di dire “SCUSATE, NON SONO STATO CAPACE DI RAPPRESENTARE LA MIA TERRA”. – VERGOGNA!!!!!!!
FANNO DI TUTTO PER FARSI DISPREZZARE!
Leggi l’articolo e guardi i loro spot elettorali. Vengono i brividi…meno male che ancora fa caldo!!!
Sorridono e sembrano dire “caro elettore votaci, è il modo più rapido per non vederci più”!
Io direi anche di farli questi nomi visto che non hanno nemmeno il buon senso di chiedere scusai siciliani ma soprattutto ai messinesi per la loro pochezza politica, +++++++++++”.
Non capisco perché si nascondono i nomi tanto le lettere sono state spedite a tutti per cui…..
CHE COMBINAZIONE ORA SI E’ RICORDATO
…la lettera partita per errore!?…cavoli…sto innominabile ci ha provato, punto e basta…cercano voti sperando sulla disperazione della gente che hanno avuto delle disgrazie (purtroppo!)…spero ormai la gente abbia capito che razza di marmaglia ci ha governato fino ad adesso…
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Immagino che a Rosaria Brancato non sia stato facile scrivere l’articolo, ha volato come una farfalla sull’umanità della famiglia VALLA dopo che su questa è passato un elefante della politica, ma siamo in piena campagna elettorale, decisiva per le sorti dell’Autonomia della Sicilia e per il futuro dei Siciliani, quindi sentiva di rispettare gli elettori del PARTITO DEMOCRATICO, ed è stata bravissima a non confondere un’atteggiamento comune ai politici con le proposte politiche, che piacciono o no spettano agli elettori del PD. Dopo aver tenuto conto di questi due importanti aspetti, l’articolo è spietato con la classe politica in generale, noi di TempoStretto siamo corretti, in questo periodo non facciamo i nomi dei politici in gara, non per compromettere la raccolta pubblicitaria elettorale, ma per rispetto dei messinesi che li votano. Io fino a domenica 28 sarò come al solito durissimo nei miei commenti, ma non avrò nessun pregidizio sui singoli candidati in competizione. BRAVA ROSARIA
gli sciacalli volano e colpiscono i poveretti indifesi,no certo Francesco Valle,che è stato grande .Però l’onesta’ di questi politicanti che non riescono a vivere con 8000 euro al mese è sconcertante.Come è sconcertante che un politico dopo avere distrutto la citta’ di Messina,si vanti di avere completato il mandato al 99%.Ma la dignità esiste ancora? parlo di dignità non di viltà mentale.
Cara Rosaria questo nome andava fatto, amche per indicarlo alla pubblica. IL nome del candidato autore di simile bassezza non deve essere taciuto. E’ vero i politici tutti sono validi rappresentanti della banda bassotti, quindi la bassezza è scontata.
Provo così tanto disgusto verso questa politica e questi politici.
Mi chiedo se sono il solo che prova un forte senso di nausea solo al pensiero di dover entrare in una cabina elettorale e mettere una X su uno di questi nomi, destra, sinistra centro… hanno tutti un unico obiettivo, poggiare il loro sedere su una poltrona pagati profumatamente e con una pensione assicurata.
Dei nostri problemi se ne infischiano quindi perchè dovrebbero conoscere i nostri nomi o comprendere le nostre storie..?
Ovviamente ci sara chi mi considererà un qualunquista, ma non importa…
Spero che non mi censureranno dicendo che il politico in questione ha i baffi, è brizzolato e spesso lo si vede sulle pagine di questo giornale on-line in quanto ha pagato (ma per la trasparenza vorremmo sapere se con soldi pubblici o meno…) il proprio spazio elettorale.
Ad ogni buon conto potrete trovare il suo nome e il suo viso su questo link alla Commissione Cultura, Formazione e Lavoro:
http://www.ars.sicilia.it/organi/commissioni/default.jsp
Scusate la voce fuori dal coro. Ho capito bene di chi trattasi e in fondo non ha fatto altro che quello che tutti i candidati fanno nelle competizioni elettorali. Giusto o meno che sia non vi trovo un grande motivo di sbalordimento. La cosa seria è che ancora oggi vi sia chi senza conseguenze utilizza elenchi di nomi, indirizzi e altri dati senza che nessuno abbia mai dato il proprio consenso all’uso di tali dati. Che le varie Procure d’Italia anche se affaccendate in altro trovino cinque minuti per far cessare tali abusi sarebbe un segno di civiltà.
Certe persone non sanno proprio cosa sia la dignità!Non capisco perchè omettere i nomi di personaggi così squallidi. Spero la famiglia Valla decida di rendere pubblico il nome del personaggio (non della persona!), tutti devono sapere chi sono questi aspiranti governatori della regione. Non so quanto posso spingermi senza subire censura…e già, perchè se gli onesti cittadini dicono ciò che pensano (o direi meglio espongono un’analisi oggettiva dei fatti) magari si beccano una bella denuncia, i signori nostri politici fanno di queste uscite però continuano le loro campgane elettorali indisturbati!VERGOGNA!
Beh, se il nome è quello mi stupisco con chi ha cavalcato questa sottospecie di scoop. L’errore è stato fatto da chi ha mandato le lettere e non dal deputato.Sicuramente ci voleva e ci vuole un maggiore controllo, ma tutto si poteva e doveva chiudere la. Niente di eclatante, niente di stupefacente, un semplice errore di chi ha spedito e non di chi ha scritto la lettera.
Posso capire la rabbia e il dolore del figlio a ritrovarsi tra le mani quella lettera recapitata ad un indirizzo che non esiste più, ma sotto quella rabbia e sotto quel dolore è passato pure il detto deputato( sempre se di quello si tratta).
Quindi non si parli di scarsa sensibilità e si evitino indignazioni varie, si guardi al fatto per quello che è stato. Un semplice errore di spedizione. Fossero tutte queste le colpe dei politici…