S. Teresa. "Quella carezza del Papa al piccolo Mattia una benedizione per l'intera comunità" - Tempo Stretto

S. Teresa. “Quella carezza del Papa al piccolo Mattia una benedizione per l’intera comunità”

c. casp.

S. Teresa. “Quella carezza del Papa al piccolo Mattia una benedizione per l’intera comunità”

lunedì 06 Giugno 2016 - 08:18
S. Teresa. “Quella carezza del Papa al piccolo Mattia una benedizione per l’intera comunità”

Il Giubileo dei parrocchiani del Santuario della Madonna del Carmelo, guidati da don Fabrizio Subba. Tre giorni intensi di fede. L'incontro con l'arcivescovo emerito La Piana.

La comunità parrocchiale della Madonna del Carmelo di Santa Teresa di Riva, con la guida di don Fabrizio Subba, ha vissuto tre giornate intense di fede e di fraternità in pellegrinaggio a Roma, per celebrare il giubileo ed attraversare la Porta Santa. In questo viaggio c’è stata la possibilità di visitare molti luoghi di culto significativi della storia del cristianesimo in Italia, ma in particolare ci si è soffermati sulle quattro basiliche papali San Pietro, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le mura e San Giovanni in Laterano. Soprattutto queste ultime, nella loro maestosità e nella risonanza della sacralità raffigurata, hanno consentito un simbolico e significativo cammino di meditazione sul senso dell'appartenenza alla chiesa. Infatti, molti hanno sentito l’esigenza di celebrare il sacramento della Riconciliazione per mantenersi costantemente in grazia di Dio e sperimentare la bellezza dell’incontro con Gesù. Oltre alle visite, ci sono stati momenti rilevanti d’incontro, che hanno permesso di vivere una forte esperienza di fede e di comunione, a cominciare da quando abbiamo incontrato, nella basilica del Sacro Cuore della comunità dei salesiani a Roma, l'arcivescovo emerito, mons. Calogero La Piana. Si è trattato di un incontro affettuoso e gradito, che ha messo in evidenza come non venga mai meno il carattere della reciprocità nel legame pastorale, sostenuto dalla fiducia e dalla preghiera, subito rinnovato nella celebrazione eucaristica presieduta da sua eccellenza e dalla successiva condivisione del pranzo.

Il momento più emotivamente coinvolgente è giunto nella mattinata di sabato, festa di san Mattia, in quanto, nonostante le condizioni climatiche avverse, tutto il gruppo, alzatosi di buon mattino, ha assistito all’udienza straordinaria giubilare del Papa, da una postazione di privilegio, alla sinistra del sagrato della Basilica vaticana. L’attesa ed il sacrificio dei più, bambini ed anziani, sotto l’acqua battente, non solo è stata ricompensata dall’aver visto il Papa da vicino e sentito le sue parole, ma ha potuto godere dell’attenzione di Sua Santità a Mattia, il più piccolo, sei anni, della comunità, che si è avvicinato, meravigliato e trasognato con il suo dolce sguardo, al Santo Padre. E’ stato abbracciato, baciato e benedetto, ricevendo in dono la corona del santo rosario, immortalato dal servizio fotografico, evento risultato emozionante per tutti, genitori, sorellina, nonna e compagni pellegrini.

Questo momento che ha reso il piccolo Mattia protagonista, è stato percepito come “elezione” e “benedizione” speciali per tutta la comunità, partecipe del sentimento di riconoscenza del dono e della gratificazione come carezza di Dio. Infine, un altro momento emozionante è stato vissuto a San Giovanni in Laterano, insieme alla comunità militare di Civitavecchia, guidata dal Generale Maurizio Boni e accompagnata da don Massimo Carlino, Cappellano militare. In questa occasione abbiamo celebrato un momento di preghiera giubilare, attraversato e baciato la Porta Santa, e in processione, al canto delle litanie dei Santi, ci siamo recati all’altare papale per celebrare l’eucaristia, durante la quale, una coppia di sposi della nostra comunità ha rinnovato le promesse matrimoniale nel 50° anniversario. Ancora una volta si è respirato il senso di essere chiesa in cammino, unita ed impegnata per la pace, la protezione dei cittadini, la difesa dei più deboli e la solidarietà, nel rispetto dei propri compiti e delle diversità, cosa ricordata da don Massimo durante la sua omelia. Questa esperienza vissuta da pellegrini ha ritemprato lo spirito, della comunità, richiamandola, secondo le parole dell’apostolo Paolo, ad andare in cerca della città futura, che non abita quaggiù, ma nei cieli, disponibili a ricercare sempre più relazioni comunitarie, che aiutano a crescere nella fede.

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