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Cartelle esattoriali, arriva la rottamazione bis. Ecco come funziona

Francesca Stornante

Cartelle esattoriali, arriva la rottamazione bis. Ecco come funziona

mercoledì 25 Ottobre 2017 - 11:49
Cartelle esattoriali, arriva la rottamazione bis. Ecco come funziona

Dopo il primo esperimento, per i contribuenti che non sono in regola con il Fisco arriva una seconda chance per chiudere i propri debiti senza pagare interessi e mora. I messinesi possono rivolgersi agli uffici di Riscossione Sicilia. Cosa c'è da sapere

Chiudere i conti con lo Stato e cancellare more, sanzioni, interessi che accumulati nel tempo fanno gonfiare a dismisura le somme che i contribuenti non hanno versato per tasse o tributi. Dopo il primo esperimento, arriva la rottamazione-bis delle cartelle esattoriali. A beneficiare della nuova definizione agevolata dovrebbero essere non solo i contribuenti che hanno tentato di aderire alla prima rottamazione ma sono stati esclusi, ma anche tutti coloro che hanno ricevuto cartelle nei primi quattro mesi del 2017. Anche i cittadini messinesi che hanno debito col Fisco possono accedere a questa possibilità, rivolgendosi direttamente agli sportelli di Riscossione Sicilia in via Ugo Bassi per potere usufruire delle agevolazioni previste dalla legge.

In pratica il contribuente che accede alla nuova definizione agevolata può, come per la prima rottamazione delle cartelle, saldare i propri debiti pagando solo: le somme iscritte a ruolo a titolo di capitale; gli interessi legali; le spese di remunerazione del servizio di riscossione.

Aderendo alla rottamazione delle cartelle bis quindi, non sono dovute dunque le sanzioni, gli interessi di mora e le sanzioni e somme aggiuntive gravanti sui crediti previdenziali. Inoltre il pagamento può avvenire in un’unica soluzione o a rate.

Con la nuova sanatoria si pagano solo gli importi delle cartelle esattoriali, ma anche gli interessi, i titoli di aggio della riscossione, le spese di notifica e di rimborso. Non si pagano gli interessi di mora e sanzioni. Sulle multe stradali non si pagano gli interessi di mora e le maggiorazioni. Le cartelle previste dalla nuova sanatoria sono: le imposte (Iva compresa), i tributi, le prestazioni assistenziali e previdenziali, le multe, le imposte di Comuni, Province e Regioni (Imu, Tari) affidati all’agente di riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017. Con l’adesione alla rottamazione l’agente della riscossione non può più avviare nuove azioni amministrative. Sono esclusi i carichi pendenti relativi all’Iva riscossa all’importazione, le multe, ammende e sanzioni pecuniarie a seguito di sentenze penali di condanna, crediti derivanti di pronunce di condanna della Corte dei Conti.

Chi può aderire?

La prima novità riguarda tutti coloro che sono stati esclusi dalla prima misura di rottamazione delle cartelle esattoriali: si tratta di una platea importante di circa 400mila contribuenti che avevano già presentato richiesta per cartelle tra il 2000 e il 2016. In pratica una seconda chance di risparmio per tutti i cittadini che si sono visti cestinare la domanda di adesione perché non erano in regola con i vecchi piani di rateizzazione o perché hanno commesso errori nella presentazione della richiesta o non l’hanno consegnata in tempo. Chi rientra in questa tipologia potrà presentare una nuova istanza entro il 31 dicembre 2017 e pagare tutte le rate in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2018.

Possono poi accedere: contribuenti in debito che presentano domanda per la prima volta per le cartelle fino al 30 dicembre 2017. In questo caso si dovrà presentare la domanda di adesione entro maggio 2018, con i moduli prodotti dall’agente della riscossione entro fine ottobre. Il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2018 o dilazionato, fino a un massimo di cinque rate.

Chi invece ha presentato la domanda di rottamazione nel 2017, ma non ha pagato il saldo o una delle prime 2 rate con scadenza 31 luglio e 2 ottobre, potranno rimettersi in regola con i pagamenti arretrati, fino al 30 novembre 2017. In questo caso però il 30 novembre dovranno pagare o l’unica rata, per chi aveva scelto il pagamento in un’unica soluzione, oppure le prime 3 rate (31 luglio, 2 ottobre e 30 novembre).

Francesca Stornante

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