Il 14 luglio alle ore 17.30 i funerali. Brolo si ferma nel ricordo di un suo giovane figlio strappato alla vita a causa di un tragico incidente stradale. Toccanti le parole del primo cittadino Salvo Messina.
Interpretando il dolore e lo sconcerto dell’intera comunità per la scomparsa di Paolo Gullà, il primo cittadino brolese ha proclamato un momento di raccoglimento collettivo nel giorno delle esequie. “Un gesto naturale, opportuno”, ha sottolineato il sindaco, che stigmatizza come l’intera comunità brolese, profondamente turbata da questo drammatico avvenimento, si stringe intorno ai familiari e partecipa al loro enorme dolore. La proclamazione del lutto cittadino è un atto partecipato dalla Presidenza del Consiglio e dalla Giunta Comunale. Con tale decisione è dunque prevista la sospensione di ogni attività in tutti gli uffici pubblici, osservando tre minuti di silenzio consecutivi, con l’esplicito invito ad organizzare iniziative di riflessione sul tragico avvenimento. Sarà prevista anche la chiusura di tutti gli esercizi commerciali, delle imprese e delle attività artigianali con l’abbassamento delle serrande, in concomitanza con la cerimonia funebre e l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali e pubblici. Salvo Messina, dopo la proclamazione del lutto cittadino ha commentato: “ho deciso, di comune accordo con l’amministrazione comunale, di indire un momento di riflessione, attraverso il lutto cittadino, in concomitanza con il funerale di Paolo. Un momento in cui tutto il paese abbraccerà, e mi auguro che in tanti saranno in chiesa, il dolore di questa famiglia sconvolta dal lutto più grande che si possa immaginae: sopravvivere alla perdita di un figlio. La morte di Paolo ci sconvolge, ci lascia attoniti al di là della perdita umana. Avevamo nutrito la speranza, avevamo invocato un miracolo, avevamo pregato … ma sapevamo che tutto era legato al flebile filo di un destino che è stato avaro. Una sogno che si spezza. Un pezzo di quella meglio gioventù di Brolo che ci lascia. Ma Paolo, al di là della retorica, ci dà un esempio: ha lottato per rimanere, per vivere, ha tenuto duro, per giorni, ci ha dato la speranza. Questo è il messaggio più bello, un testamento giovane, fresco, che deve darci la speranza, la voglia di lottare. Lui era uno sportivo, correva, sorrideva, rideva con tutti. Mancherà ai suoi cari, agli amici che lo ricorderanno sempre. In questi sei giorni dove tutti siamo stati in apprensione per lui, ci ha detto che bisogna lottare, non mollare mai, fino alla fine, ed è questo che lui ci ha sottolineato, e che noi terremo ben fermo nella nostra mente e nel nostro cuore. Noi adulti per costruire il paese che lui voleva, voi ragazzi per lottare affinché quello che sperate, che vi spetta, i “grandi”, gli “adulti”debbano darvelo. Paolo resterà nei nostri cuori. Ora è il tempo del dolore, del distacco, di comprendere che il dolore di una famiglia è quello di un’intera comunità perché Paolo era uno di noi”.
