Ciclogenesi "esplosiva" in sviluppo: bufera di scirocco e rischio grossa mareggiata - Tempo Stretto

Ciclogenesi “esplosiva” in sviluppo: bufera di scirocco e rischio grossa mareggiata

Daniele Ingemi

Ciclogenesi “esplosiva” in sviluppo: bufera di scirocco e rischio grossa mareggiata

lunedì 11 Novembre 2019 - 11:29
Ciclogenesi “esplosiva” in sviluppo: bufera di scirocco e rischio grossa mareggiata

Un ciclone molto profondo sta per prendere forma sui mari ad ovest della Sicilia. Il crollo della pressione rischia di originare vere e proprie bufere di vento

Anche sul messinese, come su buona parte del sud Italia, ci attende un inizio di settimana veramente turbolento, causa la rapida successione di due cicloni, particolarmente profondi. In queste ore l’affondo, fin sull’entroterra tunisino, di una profonda saccatura (con asse meridiano), alimentata da un impetuoso ramo discendente della “corrente a getto” (venti oltre i 240 km/h a 9500 metri), scaverà un profondo ciclone mediterraneo a ridosso del Golfo di Gabes, sull’alto Canale di Sicilia.

Il cerchio nero indica l’area di sviluppo del profondo ciclone mediterraneo

Come accade generalmente con questo tipo di configurazioni il massimo di velocità della “corrente a getto”, subentrante sul lato posteriore della configurazione, all’atto del raggiungimento del vertice della saccatura, genera una rapida e violenta ciclogenesi in corrispondenza della parte sinistra della sua regione di uscita, detta “ciclogenesi meridiana”.

Il profondo ciclone nelle simulazioni del modello americano

Questo tipo di bassa pressione rischia, già dalla prossima notte, di evolvere in una ciclogenesi dalle caratteristiche “esplosive” (rapido calo della pressione atmosferica in 24 h). Per i meteorologi si tratta di un evento particolarmente affascinante, che merita di essere seguito passo dopo passo per i fini didattici. Specialmente fra il pomeriggio e la serata di domani, quando sarà probabile assistere a un processo di “warm seclusion” che si verifica ogni qual volta in un ciclone extratropicale, il fronte caldo “retrocede” velocemente verso la parte posteriore del sistema frontale, ove normalmente è posizionato il fronte freddo, e il nucleo di aria fredda post-frontale che segue quest’ultimo soggetto.

Il notevole rinforzo dei venti atteso nella serata di domani

Pertanto, in questi casi, l’arretramento del fronte caldo e dell’aria calda pre-frontale, ad esso associato, sul settore post-frontale, porta all’isolamento di una vasta bolla di aria calda, che viene circondata lungo i suoi lati dalle masse d’aria fredde post-frontali, dominanti sul settore occidentale della circolazione ciclonica extratropicale. Tale processo, sopra descritto, porta, causa l’isolamento di un nucleo di aria calda proprio nei pressi del minimo depressionario, facendo assumere al sistema le tipiche caratteristiche “ibride”, sub-tropicali, o nei casi più rilevanti più propriamente tropicali.

Le raffiche di vento attese nella serata di domani, picchi di forza 10 Beaufort sul messinese

In parole povere, a seguito di tale processo, il ciclone rischia di diventare più profondo, causando venti di tempesta e precipitazioni, a prevalente sfogo di rovescio o temporale, molto abbondanti e persistenti sui versanti sopravento ai venti di scirocco e ostro. Uno degli elementi salienti di questo peggioramento sarà rappresentato dal vento di scirocco che a partire dalla mattinata di domani, dopo le prime soffiate di oggi, andrà ad intensificarsi sensibilmente, arrivando a superare abbondantemente la soglia d’attenzione sullo Stretto di Messina e lungo le coste tirreniche, dove nel pomeriggio di domani saranno possibili burrasche intensi, con rinforzi di tempesta e raffiche che specie in serata potrebbero agevolmente oltrepassare la soglia dei 100-110 km/h.

Specie lungo l’imboccatura nord dello Stretto, per effetto “Venturi”, e lungo l’uscita delle principali vallate che degradano sul Tirreno, dove per effetto “channelling” il vento acquisterà ulteriore velocità nella discesa, raggiungendo velocità ragguardevoli. Questi venti meridionali impetuosi, inoltre, contribuiranno a rendere i mari da agitati a molto agitati, fino a grosso lo Ionio nella notte fra domani e mercoledì 13, con rischio di mareggiate veramente intense sulle coste ioniche. Ma anche lungo l’intero litorale dello Stretto, dove potrebbero entrare onde di “mare vivo” da Sud e S-SE alte più di 3-4 metri (sullo Stretto sono rare onde alte più di 3-4 metri) che rischiano di causare notevoli danni nei tratti di litorale abbondonati al fenomeno dell’erosione.

La sciroccata attesa fra il pomeriggio e la serata di domani precederà l’arrivo da ovest, della parte più intensa della ciclogenesi che nel corso della nottata raggiungerà la Sicilia, avvicinandosi al messinese, apportando piogge, rovesci e temporali che si dovrebbero nella prima fase si dovrebbero concentrare sul settore ionico, per poi risalire lungo il versante orientale dei Peloritani fino allo Stretto, riversando nuove piogge e rovesci.

Simulazione del moto ondoso per la serata di domani. L’area evidenziata in bianco indica la presenza di mare da molto agitato a grosso

Purtroppo, soprattutto sui rilievi, sono attese precipitazioni intense e persistenti che rischiano di ingrossare ulteriormente molte fiumare, provocando istantanee ondate di piena. La presenza dei forti venti di scirocco, particolarmente intensi nei medi e bassi strati, inclinando le imponenti nubi che si addosseranno sulla cima dell’Etna e dei Peloritani verso nord-nord/est, rischia di far sconfinare le piogge e i temporali anche su parte del versante tirrenico messinese, dove una volta cessato lo scirocco si potrebbero verificare piogge molto intense e forti temporali che rischiano di persistere per diverse ore sulle medesime aree.

Va anche detto che in caso di sviluppo di temporali “autorigeneranti”, in lento sviluppo fra Etna, Peloritani meridionali e area tirrenica, l’area dello Stretto e quindi anche Messina si manterrà più al riparo dal grosso delle precipitazioni, visto che questi temporali risucchieranno tutta l’energia a disposizione dell’atmosfera, per lo sviluppo di nuovi temporali poco più a nord della linea temporalesca.

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