Ciclone in sviluppo sul Tirreno: venti di tempesta sull'Italia, quali effetti sul messinese? - Tempostretto

Ciclone in sviluppo sul Tirreno: venti di tempesta sull’Italia, quali effetti sul messinese?

Daniele Ingemi

Ciclone in sviluppo sul Tirreno: venti di tempesta sull’Italia, quali effetti sul messinese?

lunedì 21 Novembre 2022 - 13:24

Sul messinese si avranno ripercussioni in termini di vento, soprattutto su parte della nostra provincia, mentre mercoledì altre piogge abbondanti in arrivo

Come avevamo preannunciato nelle previsioni per il weekend, quello appena trascorso è stato un fine settimana dominato dal maltempo. Le piogge previste sono arrivate e sono risultate veramente abbondanti sulle coste tirreniche e sul versante settentrionale dei Peloritani, dove in 24 ore sono caduti fino a oltre 60/70 mm di pioggia. Parliamo di un quantitativo di circa 60/70 litri di acqua per metro quadrato. Piogge veramente preziose specie per i monti Peloritani che dopo un lungo periodo asciutto si sono caricati di acqua.

Queste piogge non solo hanno dato una boccata di ossigeno ai terreni resi secchi dalla siccità, specie nell’area ionica, ma stanno contribuendo a ricaricare le falde a monte che poi alimentano i nostri torrenti. Il tempo andrà a migliorare nelle prossime ore, con schiarite che si faranno sempre più ampie e la progressiva cessazione delle ultime residue piogge sullo Stretto.

Secondo alcune simulazioni il minimo potrebbe raggiungere valori di 985 hPa o anche sotto tale soglia. Si tratterà di una ciclogenesi esplosiva.

Domani una ciclogenesi esplosiva sui mari italiani

Nelle prossime ore una nuova saccatura atlantica (ondulazione ciclonica) farà il suo ingresso sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo, con il suo ramo freddo, alimentato da un ramo discendente della “corrente a getto polare”. Questo ramo discendente del “getto polare” sospingerà verso il Mediterraneo centrale diversi nuclei di vorticità positiva in quota, favorirà lo sviluppo, sul mar di Corsica occidentale, di un minimo depressionario relativo, per effetto “sottovento” alle Alpi.

Proprio durante questa fase l’intensa avvezione di vorticità positiva, che dai Pirenei si muoverà verso il mar di Sardegna e il Tirreno, andrà ulteriormente ad alimentare la depressione, il quale si approfondirà sensibilmente, fino a raggiungere un valore di 985 hPa nel corso della giornata di domani. Parliamo di una vera e propria ciclogenesi esplosiva, visto che in meno di 24 ore sui mari dell’Italia settentrionale si sperimenterà un tracollo barometrico di circa -24 hPa.

Il ciclone simulato dal modello ECMWF nel momento in cui inizia ad approfondirsi rapidamente sull’alto Tirreno.

Il termine deriva dall’inglese “Bomb cyclones”, con il quale gli inglesi descrivono quei cicloni extratropicali (tipici delle nostre latitudini) che si approfondiscono molto rapidamente, in tempi molto ristretti. Il parametro per indicare questo tipo di cicloni è quello della pressione barometrica, che deve subire un crollo dell’ordine di circa -24 ettopascal (acronimo nelle carte meteo hPa) in 24 ore. Questi cicloni quando si approfondiscono molto velocemente possono produrre ondate di maltempo veramente violente, soprattutto per l’attivazione di venti molto forti, prodotti dal repentino calo della pressione atmosferica, che attiva il cosiddetto “vento Isallobarico”.

Il “vento Isallobarico”, sommandosi al vento di “gradiente”, può dare origine a brevi ma fortissime tempeste di vento che si localizzano nelle aree attorno l’occhio del ciclone. Quando i cambiamenti del campo barico su una determinata regione diventano repentini, con brusche cadute di pressione subito seguite da rialzi barici altrettanto bruschi ed estesi si una vasta area geografica, allora ci troviamo dinnanzi alle condizioni ideali per l’insorgenza del potente e temuto “vento Isallobarico”.

L’avvezione di vorticità positiva che darà origine al ciclone molto profondo sui mari italiani.

L’Italia sarà spazzata da venti molto forti

Fra la mattina e il pomeriggio di domani il rapido approfondimento di questo ciclone extratropicale, che dal mar di Corsica si dovrebbe spostare verso l’alto Tirreno, enfatizzerà l’infittimento delle isobare su tutta l’Italia, provocando un repentino rinforzo dei venti, a rotazione ciclonica, su tutto il nostro Paese, con venti di maestrale fino a tempesta sulla Sardegna, venti di libeccio fino a burrasca forte (forza 9 Beaufort) sul medio-basso Tirreno, forte ostro e libeccio sullo Ionio e scirocco lungo l’Adriatico. Venti molto forti che provocheranno un rapido incremento del moto ondoso su tutti i nostri mari, che da molto mossi diverranno rapidamente agitati, fino a molto agitati o localmente grossi (forza 7 scala Douglas), soprattutto il mar e Canale di Sardegna, il medio basso Tirreno e lo Ionio a largo.

Sul basso Tirreno a largo domani potrebbero entrare onde molto alte dal Canale di Sardegna, fino a oltre 6 metri di altezza.

Cosa ci dobbiamo aspettare sul messinese?

Il passaggio alto del ciclone dovrebbe tenere buona parte del territorio messinese al riparo dai venti più forti, a parte l’area delle isole Eolie, specialmente le isole di Alicudi, Filicudi, Stromboli e Panarea che domani in mattinata potranno sperimentare venti molto forti, di libeccio prima e ponente dopo, con raffiche che nei punti meglio esposti potrebbero superare la fatidica soglia dei 90-100 km/h. Così come sulle vette dei Nebrodi e dei monti Peloritani, dove il vento, sopra i 1000 metri di altezza, potrebbe farsi veramente violento, con raffiche fino a oltre i 100 km/h (sconsigliamo le escursioni in montagna).

Sulla costa ionica e nello Stretto i forti venti di libeccio si canalizzeranno, fin dal mattino presto, come sostenuti e fastidiosi venti da Sud e S-SE (ostro e scirocco), non oltre la soglia d’attenzione, che dovrebbero attenuarsi verso le ore centrali del giorno, per lasciare poi spazio alle prime raffiche di ponente sul capoluogo, che scivoleranno a “strappi” e dovrebbero essere isolate, visto che la ventilazione prevalente, fino al pomeriggio, dovrebbe essere di ponente e libeccio. Quindi non ideale per un perfetto incanalamento sulle vallate dei Peloritani (il cui asse è allineato W-NW E-SE).

Le altezze d’onda simulate dal modello lamma per domani sui mari attorno la Sicilia.

Attenzione alla mareggiata in arrivo da ovest sulle Eolie

Attenzione, invece, allo stato del mare, sia sullo Ionio che soprattutto sul Tirreno. I venti intensi da S-SW che si solleveranno in mattinata sullo Ionio, fino allo Stretto, solleveranno un bel moto ondoso, lungo, che in mattinata renderà lo Ionio e lo Stretto di Messina, da mossi a molto mossi, con risacche su tutto il litorale dello Stretto, per onde alte fino a 1,5 – 2,0 metri.

Ma l’attenzione va puntata soprattutto sul Tirreno che entro le ore centrali del giorno diverrà agitato sotto costa, con mareggiate su tutto il litorale tirrenico, specie in prossimità dei principali capi (Capo Milazzo, Capo Calavà, etc). Fino a molto agitato sul mar delle Eolie, per l’irrompere di onde lunghe, ben formate, da W-SW, che potranno raggiungere altezze di 4,0-5,0 metri, forse anche di oltre 6,0 metri più a largo, all’altezza di Stromboli e Strombolicchio. Queste onde flagelleranno le coste più occidentali dell’arcipelago, causando non pochi danni per i processi erosivi che ne deriveranno.

Da mercoledì nuove piogge abbondanti sul messinese

In termine di fenomeni cosa ci aspetta?

Rispetto alle regioni tirreniche peninsulari i fenomeni precipitativi saranno meno intensi e diffusi. In mattinata qualche locale rovescio interesserà l’area dei Peloritani. Nel pomeriggio e in serata, con il passaggio della coda del fronte freddo collegato al ciclone tirrenico, i primi piovaschi e brevi acquazzoni bagneranno le coste tirreniche, per spostarsi velocemente verso Messina. Si tratterà pero di fenomeni veloci e di breve durata. Possibili veloci temporali sulle Eolie, da W-SW. Poi mercoledì 23, con la traslazione del ciclone verso l’alto Adriatico e la vicina costa croata, l’aria fredda polare marittima in discesa dalla Francia, originerà nubi cumuliformi sul basso Tirreno che impatteranno sulle coste tirreniche e nell’area dello Stretto, dando origine a nuove piogge e rovesci, che potrebbero risultare localmente abbondanti.

Un commento

  1. Grazie, molto dettagliato e soprattutto comprensibile.
    Speriamo nevichi presto.

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