Consiglio Metropolitano, il voto slitta in autunno.Ma sarà campagna elettorale fino alle Regionali

Consiglio Metropolitano, il voto slitta in autunno.Ma sarà campagna elettorale fino alle Regionali

Rosaria Brancato

Consiglio Metropolitano, il voto slitta in autunno.Ma sarà campagna elettorale fino alle Regionali

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venerdì 19 Agosto 2016 - 22:05

Si voterà in una data compresa tra il 1 ottobre ed il 30 novembre. I componenti del Consiglio Metropolitano saranno 14, eletti tra i sindaci ed i consiglieri comunali inseriti nelle liste. L'organismo, una sorta di "giunta", resterà in carica al massimo un anno e mezzo, fino alla conclusione del mandato sindaco di Accorinti.

Dal referendum Costituzionale in poi sarà tutta una “volata elettorale” comprese quelle di Città Metropolitane e Liberi Consorzi.

La Sicilia peraltro, sarà un test determinante anche sul piano nazionale sia perché i riflettori sono tutti puntati sulle Regionali 2017, che si terranno in autunno, sia per l’applicazione della nuova legge elettorale per le amministrative che prevede una serie di novità e che servirà da “apri-pista” a nuove formule.

Passaggio chiave, anche per testare alleanze, sarà l’elezione dei Consigli Metropolitani di Palermo, Catania e Messina e quelle per i Liberi Consorzi tra Comuni. Dopo un travaglio di 3 anni anche la Sicilia ha partorito la riforma delle ex Province e la data per le elezioni dei Consigli Metropolitani era stata faticosamente individuata dapprima nel novembre 2015, poi, dopo le impugnative del governo è slittata al 25 settembre 2016. Il governo aveva anche impugnato parte della norma che riguardava le elezioni dei Liberi Consorzi, rendendo necessario un rinvio, ma sotto il sole d’agosto, alla vigilia delle ferie l’Ars ha votato un ddl che ha rinviato le elezioni dei Consigli Metropolitani ad una data tra l’1 ottobre ed il 30 novembre. La norma, firmata dall’assessore regionale agli enti locali Laura Lantieri, è stata pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale della Regione (legge 10 n°15 agosto 2016) e prevede la modifica alla legge regionale n°15 del 4 agosto 2015.

Diverse le motivazioni ma prioritaria è stata la necessità di evitare una campagna elettorale di secondo livello (quindi interna ai partiti ed alle coalizioni) in pieno agosto, a ridosso delle ferie di tutti, deputati, consiglieri, sindaci, partiti.

Votare in autunno, tra ottobre e novembre, consente il tempo di tessere alleanze, siglare intese in vista delle amministrative 2017(vedi Palermo) e delle Regionali 2017 nonché di vedere cosa accade con il Referendum Costituzionale, che cambierà totalmente la direzione della Politica nazionale per i prossimi anni.

Il rientro all’Ars a settembre coinciderà con l’inizio con l’ultimo anno di mandato e con una lunghissima campagna elettorale.

Il Consiglio Metropolitano di Messina sarà di 14 componenti, votati dall’Assemblea Metropolitana, che comprende tutti i sindaci e tutti i consiglieri dei 108 comuni dell’ex provincia (compreso il Comune capoluogo). Saranno eleggibili i sindaci ed i consiglieri comunali (esclusa quindi la possibilità di elezione per gli assessori che non sono stati eletti dai cittadini ed anche quelli eletti consiglieri hanno rinunciato allo scranno al momento dell’ingresso in giunta). Dovranno essere depositate le liste, ed i candidati saranno votati in base alle preferenze. Ne consegue che valgono gli stessi meccanismi di scorrimento delle liste che per le altre elezioni in caso di decadenza o cessazione dalla carica di Consigliere Metropolitano (una sorta di giunta provinciale). Con le liste entrano in gioco i partiti e quindi le alleanze in vista delle tappe successive e cioè amministrative e regionali, sempre che il risultato del Referendum Costituzionale non provochi un terremoto a livello nazionale.

Mentre per i sindaci Metropolitani Bianco ed Orlando le alleanze sono note e intrecciate da tempo, per quel che riguarda Accorinti, i partiti punteranno a creare una sorta di “cintura di protezione” guardando più al dopo-Accorinti che non al momento attuale. Da parte sua Accorinti si troverà a dover amministrare non con assessori di sua nomina e di suo gradimento ma con colleghi di pari grado in rappresentanza di diverse espressioni territoriali e partitiche (e non di rado saranno anche piuttosto agguerriti).

Le norme relative alla Città Metropolitana prevedono inoltre che in caso di decadenza o cessazione per fine mandato del sindaco Metropolitano dalla carica di sindaco del Comune capoluogo decade anche il Consiglio Metropolitano. Nel caso di fine mandato per i singoli componenti del Consiglio Metropolitano (ad esempio del sindaco o del consigliere del Comune X), decadrà anche dalla carica Metropolitana. In base al regolamento quindi il Consiglio Metropolitano che verrà fuori dalle elezioni di autunno resterà in carica fino al 2018, data della naturale scadenza del mandato di Accorinti (a meno di elezioni amministrative anticipate), quindi al massimo un anno e mezzo.

In realtà alle coalizioni i partiti lavorano già da mesi, con un occhio a Roma e uno a Palermo e, per quel che riguarda Messina, con il pensiero volto a Palazzo Zanca.

La legge regionale per le amministrative è stata calibrata su misura proprio in vista delle prossime tappe. Renzi ha annunciato che aprirà la Festa del Pd nella Catania di Enzo Bianco sindaco Metropolitano, decisione questa che potrebbe avere risvolti anche per le indicazioni sul dopo Crocetta per frenare l’avanzata del M5S con un candidato che abbia maggiori possibilità rispetto ad esempio al sottosegretario Davide Faraone. C’è chi studia addirittura una grande ammucchiata per costruire un muro anti-5stelle, ma quel che è certo è che da settembre si aprirà una nuova stagione. Anche l’elezione del Consiglio Metropolitano di Messina, e lo si capirà scorrendo le liste che saranno depositate, si giocherà con queste chiavi d’interpretazioni, ovvero le prossime competizioni elettorali, compresa quella del Comune capoluogo.

Sul fronte elezioni rinviate si registra la nota del segretario provinciale del Csa Santino Paladino : “E’ l’ennesima dimostrazione che la politica siciliana è lontana anni luce dai bisogni della gente. Tale atteggiamento non fa che aumentare il divario ed il ritardo tra le 3 Città Metropolitane siciliane e le altre 11 italiane che sono già operative da 2 anni e pronte a spartirsi le risorse a disposizione”.

Rosaria Brancato

2 commenti

  1. Ancora forse non hanno ben chiaro che hanno finito le loro pseudo carriere politiche e che alla prossima tornata elettorale il M5S farà finalmente piazza pulita..e sarebbe ora !!

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  2. Ancora forse non hanno ben chiaro che hanno finito le loro pseudo carriere politiche e che alla prossima tornata elettorale il M5S farà finalmente piazza pulita..e sarebbe ora !!

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