Lavori anche per la viabilità e per mitigare il rischio idraulico, con fine prevista a ottobre 2027
MESSINA – La Città metropolitana di Messina prosegue il lavoro sul progetto di rigenerazione della “Città del Ragazzo”, confermando l’impegno a restituire alla comunità uno spazio rinnovato e dedicato all’inclusione sociale. In questo quadro, il vice sindaco metropolitano Flavio Santoro ha inviato una nota alle associazioni “Nati per la Vita”, “Il Volo”, “Una Vita in Out” e “Bambini Speciali”, fornendo riscontro alle loro richieste di chiarimento sui tempi di realizzazione e sullo stato delle attività in corso.
L’intervento prevede la riqualificazione complessiva dell’area, con l’obiettivo di restituire alla comunità uno spazio moderno, funzionale e orientato al sostegno delle persone più fragili. Il progetto “Dopo di Noi” punta alla creazione di un sistema integrato di servizi e strutture destinato a chi vive una condizione di disabilità grave senza supporto familiare, promuovendo percorsi di autonomia e inclusione.
Fin dall’avvio, la Città metropolitana “ha adottato un approccio partecipativo, coinvolgendo il territorio attraverso avvisi pubblici rivolti a soggetti privati, enti del Terzo Settore e startup sociali. Le proposte raccolte sono state recepite nella progettazione definitiva ed esecutiva, oggi già tradotta in cantieri attivi”, si legge in una nota.
Per quanto riguarda lo stato dei lavori, l’Ente conferma il completamento delle demolizioni degli edifici esistenti. Sono in corso gli interventi di ristrutturazione dell’ex residenza di Padre Nino Trovato, i lavori sul “Castellaccio”, le opere di mitigazione del rischio idraulico – necessarie per l’avvio delle nuove costruzioni – e la realizzazione della viabilità interna. Il cronoprogramma approvato prevede la conclusione dell’intervento entro ottobre 2027.
La Città metropolitana “ribadisce la propria disponibilità al dialogo con il mondo associativo, sottolineando il valore sociale e territoriale del progetto. L’obiettivo è consegnare alla comunità uno spazio capace di garantire servizi adeguati, condizioni di autonomia e una migliore qualità della vita per le persone più fragili. Palazzo dei Leoni assicura inoltre aggiornamenti costanti e un confronto aperto con il territorio durante tutte le fasi di attuazione”.
«Comprendiamo l’attenzione delle associazioni – ha dichiarato il vice sindaco metropolitano Flavio Santoro- e riteniamo importante confermare che il progetto procede secondo le previsioni. “Dopo di Noi” rappresenta un impegno concreto verso le persone più fragili e continueremo a seguirne ogni fase con la necessaria attenzione».
Scurria: “Opera a rischio”
“Secondo i dati pubblicamente disponibili sulla piattaforma OpenPnrr/Openpolis, a fronte di 56 milioni di euro stanziati, il livello di spesa risulterebbe fermo intorno al 30% delle risorse previste. Un dato allarmante che, se confermato, racconta molto più di qualsiasi comunicato”. Lo dichiara il candidato sindaco di centrodestra Marcello Scurria che specifica ancora: “Il Pnrr non è un fondo ordinario: le risorse devono trasformarsi rapidamente in cantieri, lavori e spesa rendicontata. Se questo non accade entro le scadenze previste (marzo 26), i finanziamenti semplicemente si perdono. A questo punto i cittadini di Messina hanno il diritto di sapere: a che punto siano realmente le demolizioni e la ristrutturazione della struttura; quale sia il cronoprogramma reale dei lavori; quanti dei 56 milioni annunciati siano stati davvero impegnati. Messina non può permettersi l’ennesima occasione perduta. Se i dati sono quelli che emergono dalle piattaforme pubbliche, siamo davanti all’ennesimo fallimento di Basile nella gestione dei fondi europei destinati alla città. Inoltre – conclude Scurria – è inaccettabile che le associazioni che difendono i diritti dei disabili siano rimaste senza risposte da parte della Città Metropolitana sul progetto scientifico che si intende realizzare nella ex Città del Ragazzo. Solidarietà ai presidenti di “Nati per la Vita”, “Il Volo”, “Bambini Speciali” e “Una Vita in Out” che hanno promosso un incontro con la stampa proprio davanti ai cantieri di Gravitelli per sottolineare come due pec, con richieste di incontro, siano rimaste senza risposte”.
La replica di Santoro
“I timori sollevati sono frutto di una ricostruzione incompleta: il progetto non è a rischio, i finanziamenti, come per tutti quelli dei piani urbani integrati delle città metropolitane, sono stati trascinati su fondi nazionali e il cantiere dell’ex Città del Ragazzo procede regolarmente verso il completamento nel 2027”, ha spiegato il vicesindaco metropolitano.
In merito alle dichiarazioni dell’avvocato Marcello Scurria sul progetto del “Dopo di Noi”, Flavio Santoro, vicesindaco della Città Metropolitana di Messina, “interviene per fare chiarezza sullo stato dell’intervento, respingendo ricostruzioni che non corrispondono alla realtà dei fatti”.
“Accogliamo con favore l’interesse mostrato dall’avv. Marcello Scurria per il progetto del ‘Dopo di Noi’ – dichiara Santoro – ma non possiamo non rilevare la ricostruzione parziale dei fatti con cui lo stesso sembra essersi avvicinato alla questione, mettendo in allarme le associazioni che hanno creduto sin dall’inizio nel progetto”.
“L’ex sindaco Federico Basile – prosegue il vicesindaco metropolitano– nei mesi scorsi ha già rassicurato più volte l’opinione pubblica: questo intervento, unico nel panorama nazionale e parte di un più ampio sistema di welfare urbano che la città sta costruendo dal 2018, non è mai stato a rischio. Il progetto, come tutti i PUI d’italia, e non solo a Messina, oggi è coperto da altre fonti di finanziamento, non legate al conseguimento del target nazionale PNRR previsto al 31 marzo 2026.
Santoro ha chiarito quindi alcuni aspetti tecnici relativi ai dati citati. “Il complesso intervento di riqualificazione dell’area dell’ex Città del Ragazzo ha come termine di completamento il 31 dicembre 2027 – spiega ancora –. Quanto riportato nella banca dati consultata dal candidato sindaco non rappresenta il reale avanzamento finanziario dell’opera. Le attività sono attualmente in fase di contabilizzazione e saranno successivamente trasmesse per la certificazione”.
Sul fronte operativo, infatti, i lavori stanno procedendo regolarmente. “I lavori di recupero e valorizzazione, guidati da un team esperto di architetti e archeologi, stanno proseguendo su più fronti sia nell’area dell’ex Città del Ragazzo sia nel Castellaccio, le cui mura sono state liberate dalle superfetazioni accumulate negli anni”, ha rassicurato Santoro.
“Si tratta di un cantiere complesso – spiega ancora – che ha dovuto affrontare anche una lunga attività di ricerca di ordigni bellici, richiesta prudenzialmente dalle autorità militari. Un passaggio necessario che, una volta concluso, consentirà di procedere ancora più spediti su più fronti”, aggiunge il vicesindaco, ribadendo la visione strategica che sta alla base del progetto.
“Il progetto ‘Dopo di Noi’ diventerà presto una realtà che sarà costruita insieme ai partner scientifici e sanitari e alle associazioni del terzo settore – conclude Flavio Santoro –. Un progetto che vive sui principi dell’inclusione e della condivisione e che vedrà proprio gli enti del terzo settore protagonisti nella costruzione di un modello di gestione basato su un partenariato strutturato, capace di garantire equilibrio e sostenibilità nel tempo”.
La controreplica
“Le dichiarazioni del vicesindaco metropolitano Santoro, più che chiarire lo stato del progetto sull’ex Città del Ragazzo, pongono una questione che richiede chiarezza su due piani distinti: la sorte dei fondi Pnrr originariamente assegnati e l’eventuale riprogrammazione dell’intervento su altre fonti finanziarie”. Lo dichiara il candidato sindaco Macello Scurria che specifica: “Gli interventi inseriti nei Piani Urbani Integrati del PNRR sono vincolati al raggiungimento di specifici target di avanzamento e rendicontazione entro il 31 marzo 2026. Se tali obiettivi non vengono conseguiti, le risorse non possono più essere rendicontate sul PNRR e l’intervento esce dal relativo perimetro finanziario. Nel comunicato si afferma che il completamento dell’opera è previsto al 31 dicembre 2027. Una scadenza che, per definizione, non è compatibile con il cronoprogramma del PNRR. Questo significa che è necessario chiarire in modo esplicito quale sia oggi la reale configurazione finanziaria dell’intervento. Il progetto complessivo sull’area dell’ex Città del Ragazzo vale 55 milioni di euro. Se una parte delle risorse è stata effettivamente utilizzata nell’ambito del PNRR e la restante parte è stata riprogrammata su altre fonti nazionali, è doveroso indicarlo con precisione”.
“La domanda è molto semplice – continua Scurria – e riguarda la trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche: quale quota dei 55 milioni complessivi è stata effettivamente spesa e rendicontata sul PNRR e quale quota, invece, è stata riprogrammata su altre fonti di finanziamento? Se esiste una riprogrammazione su fondi nazionali o su altre risorse pubbliche, è necessario indicare quali siano tali fondi e quali atti amministrativi – decreti, delibere o provvedimenti – abbiano disposto la riallocazione delle somme. Inoltre – aggiunge Scurria – appare doveroso specificare che non stiamo stati noi ad allarmare le associazioni. Semmai abbiamo ascoltato le loro preoccupazioni. La Città Metropolitana, infatti, non ha riposto a due pec con le quali si chiedevano chiarimenti e possibilità di partecipare al progetto scientifico. Questioni giustamente sollevate da soggetti portatori degli interessi dei disabili”.
