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Cittadinanza reggina a Liliana Segre, rigurgiti di sapore fascista in Assemblea

Mario Meliadò

Cittadinanza reggina a Liliana Segre, rigurgiti di sapore fascista in Assemblea

sabato 17 Aprile 2021 - 20:15
Cittadinanza reggina a Liliana Segre, rigurgiti di sapore fascista in Assemblea

Appena iniziata la discussione sull'onorificenza, Malaspina ha lasciato l'Aula. Ripepi invece ha chiesto la condanna contestuale degli orrori del comunismo

La senatrice Liliana Segre, ebrea italiana scampata all’Olocausto, è cittadina onoraria di Reggio Calabria. L’ha deciso oggi il Consiglio comunale reggino, in una seduta che però non è rimasta indenne da “incidenti diplomatici”.

Falsa partenza

Innanzitutto, la seduta d’Assemblea è iniziata con un ritardo di un’ora abbondante per il malfunzionamento dello streaming. Non un semplice “modernismo”, non il semplice allargamento dei meccanismi partecipativi ai cybernauti (già di per sé apprezzabile). Ha avuto poi a spiegare il segretario generale dell’Ente Maria Riva, durante le schermaglie iniziali sull’approvazione del verbale della seduta precedente, che la diretta streaming dei lavori d’Aula nei fatti «ha anche la funzione di registrare per intero tutti gli interventi d’ogni singolo consigliere e assessore». Una sorta di verbalizzazione web, insomma, che può rivelarsi particolarmente utile.

Preliminari e presunti brogli

Durante i lavori preliminari, l’ex candidato sindaco del centrodestra e consigliere comunale della Lega Antonino Minicuci – collegato in videoconferenza, come altri consiglieri – ha tra l’altro stigmatizzato «che neppure in questo Consiglio si affronti il tema dei brogli alle Comunali del settembre 2020, dopo che gli stessi magistrati hanno fatto sapere che è alle porte il terzo troncone dell’inchiesta».

Federico Milia, capogruppo FI a Palazzo San Giorgio

Mentre il capogruppo forzista Federico Milia, nel far notare che nonostante tutto la minoranza avrebbe regolarmente dato il suo contributo al dibattito sul Piano spiaggia e altri provvedimenti, ha iniziato il suo intervento levandosi il giubbotto per sfoggiare un maglioncino blu personalizzato con le scritte in bianco e rosso «Sindaco dimettiti – Subito al voto». Un outfit séguito ideale dello striscione d’analogo tenore sfoggiato in Aula qualche seduta fa.

Tra benemerenze e riaperture

Per la Sinistra radicale, Saverio Pazzano s’è poi occupato di benemerenze plaudendo alla cittadinanza onoraria alla Segre ma, al contempo, invocando un Sangiorgino d’oro anche per un’importante realtà associazionistica che veicola la lingua italiana a favore degli immigrati e costituisce «una comunità multietnica dal forte impegno valoriale». Su altro fronte, il meloniano Demetrio Marino ha ricordato che l’opposizione vorrebbe dare il suo contributo politico – al di là di quelli tecnici della task force – in materia di contrasto al Coronavirus. Un tema, la pandemia, «che incredibilmente non è stato ancòra mai affrontato in Aula». E l’ex consigliere metropolitano delegato ha posto pure l’accento sulla mozione in tema di riaperture post-pandemiche degli esercizi commerciali, che Marino chiede venga sviscerata nelle Commissioni competenti e quindi portata in Aula al più presto.

Deborah Novarro (Italia Viva) ha relazionato
sulla cittadinanza onoraria a Liliana Segre

Novarro con emozione

Relazionare sulla cittadinanza onoraria a Liliana Segre è toccato alla giovanissima consigliera di Italia Viva Deborah Novarro, con un’emozione tangibile per tutti. L’onorificenza che la città di Reggio Calabria tributa alla senatrice a vita, ha fatto presente l’esponente renziana, «non è solo memoria, non significa solo onorare un debito storico verso un passato tragico e orribile, ma ha anche un significato attualissimo d’impegno contro tutte le ingiustizie» e incarna un
«monito vivente circa la vittoria dell’umanità su violenza e sopraffazione». Poco dopo, applausi e standing ovation dell’intera Assemblea appena la Novarro ha ricordato i non remoti insulti razzisti nei confronti della Segre.
La proposta di cittadinanza onoraria è stata poi approvata all’unanimità dei presenti.

Exit strategy

Ma «dei presenti», appunto. Perché – come ha poi fatto notare Filippo Quartuccio, pur senza esplicitarne il nome – a discussione appena iniziata sulla benemerenza a Liliana Segre, il consigliere di Reggio Attiva Nicola Malaspina ha istantaneamente lasciato l’Aula. Avrà avuto qualche incombenza urgente da sbrigare? L’esponente di ReAttiva, siamo certi, non tarderà a far sapere quale inghippo l’ha tenuto fuori dall’aula consiliare nella circostanza.
Non l’unico intoppo, questo, in verità. Infatti l’Assemblea non era esattamente al completo. E quel «verificheremo il perché» del primo cittadino ha detto molto, senza grandi giri di parole: la seduta infatti ha avuto corso più o meno simultaneamente al fischio d’inizio (previsto per le 14) del confronto tra i padroni di casa della Reggina e la Reggiana. Si spera bene che a tener lontano qualche consigliere non sia stato il match visto alla tv o, peggio, direttamente allo Stadio comunale “Oreste Granillo”.

Ripepi vs. Perna

Una fase dei lavori consiliari odierni

Né si può tralasciare l’intervento quasi ostruzionistico di Massimo Ripepi di Fratelli d’Italia, pronto a chiedere una concomitante «condanna degli orrori di cui s’è reso responsabile il comunismo. E a queste parole mi aspetterei anche applausi, tutti in piedi… ma – ha ironizzato Ripepi – vedo che non vi alzate, a conferma che c’è un pregiudizio ideologico».
Gli ha prontamente risposto il vicesindaco Tonino Perna che «non c’è alcuna comparazione possibile, visto che stiamo conferendo la cittadinanza onoraria a una sopravvissuta a un regime che s’era arrogato il diritto di decidere quali razze dovessero sopravvivere sulla Terra e quali no. Se poi vogliamo parlare di Stati democratici nati dall’orrore, il tema potrebbe essere vasto – ha osservato Perna -, considerato che gli stessi Stati Uniti, “campioni di democrazia”, sono nati dal genocidio degli indiani d’America».

«Liliana, ti attendiamo»

Il dibattito sul punto ha visto anche diversi altri interventi, tra i quali l’interessante posizione di Minicuci, che da un lato ha osservato che la cittadinanza onoraria non doveva essere “un” punto in odg ma l’unico punto in discussione in un’apposita seduta, chiedendo poi d’istituire – come da proposta di legge ordinaria presentata un po’ di tempo fa – una giornata di memoria, studi e iniziative sull’ebraismo in occasione del 31 ottobre, a ricordare il 31 ottobre 1541, data in cui gli ebrei furono cacciati dalla Calabria. Ma anche altre proposte sono state rivangate, come quella dell’Anci – di cui Fdi intende comunque farsi sostenitrice – d’intitolare una via al Milite Ignoto in ogni città e dunque anche a Reggio, nella prospettiva di degne celebrazioni delle Forze armate il 2 e il 4 novembre.
Conclusioni per il sindaco Giuseppe Falcomatà, pronto a rammentare come l’iniziativa nasca dalla scorta civica improvvisata dagli amministratori nerbo dell’Anci – l’Associazione nazionale dei Comuni italiani – nel 2019 a supporto proprio di Liliana Segre. Una sopravvissuta agli orrori della Shoah, una donna ancor oggi «testimonianza vivente dei dirtti della persona, contro ogni forma di violenza fisica, verbale e psicologica». E poi un richiamo al legame adesso formalizzato con la senatrice a vita: oggi «non poteva esserci» alla luce della pandemia – tra l’altro, la senatrice compirà 91 il prossimo 10 settembre -, ma «auspichiamo di poterla presto incontrare per abbracciarla, nella sua nuova qualità» di reggina ad honorem.

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Un commento

  1. Rigurgito fascista????? Nella città più democristiana d’Italia……!!!! E poi Reggio Calabria non è per nulla una città tollerante, anzi molto settoriale e piena di se.

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