Affollata presentazione del candidato sindaco di Rinascita Messina. Al suo fianco l'ex senatore Giorgianni: "Basile ha sbagliato i conti sui tempi delle dimissioni. Rischiamo un anno di commissariamento"
di Giuseppe Fontana
MESSINA – Gaetano Sciacca è il candidato sindaco di Rinascita Messina. L’ufficialità è arrivata nel pomeriggio di oggi, all’Istituto dei Padri Rogazionisti di Cristo Re, davanti a una sala colma di partecipanti. Al fianco di Sciacca e di Rinascita anche i Movimenti Autonomisti Siciliani.
L’ex senatore Angelo Giorgianni ha esordito così: “Non ci crederete ma sono emozionato, perché sono qui per condividere i miei sentimenti verso una città che amo veramente. Sono qui nella consapevolezza che stasera scriveremo una pagina di indipendenza e orgoglio di questa città. Oggi non presentiamo solo un candidato. Vogliamo spiegare ai cittadini perché questa città ha bisogno di cambiare strada. È una stagione particolare, che mi ricorda tempi passati e quando una parte silente di città è scesa a difendere Messina. Parlo delle stagioni di Accorinti e Providenti, ma anche in parte di quella di Basile, un uomo che ha amministrato la città per procura. Noi oggi vogliamo raccogliere un grido di dolore e sofferenza della città: ora basta. C’è chi dice che hanno volato alto? Talmente alto da non vedere più i cittadini e gli elettori. Noi vogliamo volare insieme a voi, a quella parte di città che si ribella”.
“Commissariamento rischia di durare un anno”
E ancora: “Si è articolata una campagna elettorale strana, dove il presupposto è che ci sia una torta di elettori da dividere. I portatori della vecchia cultura sono convinti che la città non sappia reagire. Abbiamo una campagna elettorale finta. Siamo passati da una gestione teatrale della città a una gestione teatrale della campagna elettorale. Ricordiamoci che oggi siamo qui di fronte a una scadenza non naturale, perché qualcuno ha deciso di portarci al voto. E questo nonostante il disastro del ciclone Harry. Tutto per calcoli politici. Arriveremo a maggio con un commissariamento che doveva durare tre mesi ma che rischia di durare un anno. Non so se Cateno De Luca o il suo staff hanno sbagliato. Forse non sono bravi in matematica. Occhio alle date. Basile si è dimesso il 7 febbraio 2026. Qualcuno pensava che sarebbe tornato indietro, ma non lo ha fatto. Ma sono diventate definitive ed efficaci giorno 27. I conti non tornano. Dal 7 al 27? La finestra per votare a maggio si chiudeva il 24, quindi ci sono tre giorni di ritardo. Lo dice la giurisprudenza. Questa campagna elettorale è viziata da tante stranezze. Abbiamo un centrodestra che dice che si fa contaminare dal civismo, di cui noi siamo invece espressione. Da lì il corteggiamento a Gaetano Sciacca dall’avvocato Marcello Scurria. Ma lui è stato una scelta dall’alto. Un anno fa lui si era dichiarato uomo di sinistra, ultimo segretario dei Ds, con una vita intera dal partito comunista al PD. Poi sulla via di Damasco si è convertito. Io da uomo di destra non mi riconosco in un uomo di sinistra. È una candidatura debole”.

Poi l’attacco dall’altra parte: “Il centrosinistra intanto è diviso. Una compagine che esplode, vittima di scelte fraticide. Facendo i conti senza i movimenti c’è chi a destra e a sinistra pensa che Basile continuerà ad amministrare per procura di De Luca. Questa campagna elettorale sarà un referendum tra De Luca e Genovese. Basile era venuto da me a dirmi che dovevamo arginare il sistema Genovese. Noi quando ci siamo seduti al tavolo con Gaetano Sciacca, e mi è stato chiesto di impegnarmi, ho detto subito che già nei fatti c’era la volontà di denunciare quanto stava succedendo. In questa campagna tutti fanno finta di querelarsi. A me nessuno mi ha querelato quindi o dico cosa vere o hanno atteggiamenti positivi nei miei confronti. Noi non abbiamo avuto problemi di scelte, avremmo potuto presentare il nostro candidato mesi fa. Abbiamo programmato questa conferenza dopo che il quadro dei movimenti è stato fissato. Noi abbiamo senso di responsabilità. Per me Gaetano Sciacca era la scelta più alta possibile. Perché? Perché ha dimostrato di sapere dire no alle pressioni politiche e partitiche, pagando sulla sua pelle. Ha avuto il coraggio di fermare la circolazione sul viadotto Ritiro quando stava crollando un pezzo. Poi lo hanno allocato alla Regione. Lì ha detto no a chi voleva dare la Sicilia in mano alle multinazionali del green ed è stato mandato a casa. Lui ha detto no a scelte utilitaristiche. Oggi vi chiedo di sostenerci ma anche di essere amplificatori per movimenti che non hanno mezzi. Non siamo un potentato come De Luca o Genovese, ma andiamo avanti con il volontariato. Messina è una città difficile e lo abbiamo misurato sulla nostra pelle non appena ci siamo schierati. Si è passati dai corteggiamenti garbati alle minacce velate e agli accordi politici più o meno legittimi. Ma non hanno fatto i conti bene perché la nostra dignità non è negoziabile”.
Sciacca: “Abbiamo già 32 candidati e il programma”
A parlare è stato poi Gaetano Sciacca, che ha ringraziato con emozione: “Vedere tante persone interessate al nostro progetto mi dà forza e speranza. Noi come comitati civici denunciamo questa truffa ai danni della città. Perché se è vero che l’unica finestra temporale per votare a maggio chiudeva il 24, bisognava dimettersi prima. Questo è dolo, perché chi perderà le elezioni potrà impugnarle e si andrà a un commissariamento di un anno e mezzo. Poi voglio puntare i fari sulla bandiera della pace. Ricordiamoci che c’è una guerra alle nostre spalle. Noi possiamo essere attaccati senza sapere che abbiamo un arsenale tecnologico in Sicilia. Noi vogliamo liberare la nostra terra da ogni armamento e che la Sicilia sia una piattaforma di pace. Messina deve diventare un luogo di incontro di cultura e tradizioni, perché la pace si raggiunge con il dialogo. La città non deve essere più periferia ma baricentro anche da questo punto di vista”.
E ancora: “per noi è stato facile scegliere 32 candidati e il programma, mentre altri ancora non ce l’hanno. Messina 3S tre anni fa è stato fondato perché ero in Corso Cavour e stavo guardando l’installazione dei dossi. Mi sono chiesto, ma com’è possibile? Si avvicinarono anche i commercianti, non riuscivano a capire. Il cordolo ha poi anche impedito alle caditoie di raccogliere l’acqua, restringendo anche la carreggiata. Da lì abbiamo fondato il comitato senza fini politici. Questi fini sono arrivati solo quando qualcuno ha deciso che Messina avrebbe dovuto votare anticipatamente. La nostra battaglia è soprattutto sulla mobilità. Messina aveva strade larghe perché zona sismica. Negli anni le hanno ristrette, creando imbuti. Siamo a favore delle piste ciclabili ma non per quelle. Vogliamo le ciclovie che valorizzino davvero le bellezze della città. Invito tutti a leggere il Pums che prevede piste ciclabili ovunque. Una città non può sopportare queste infrastrutture. È un errore politico ma soprattutto tecnico. Quando sono stato invitato a confronti tecnici mi sono ritrovato da solo perché rifuggono il confronto. Non c’è mai la possibilità di confrontarsi. E i parcheggi di interscambio? Come si fa a farli su coperture di torrenti? Messina ha corsi d’acqua tombinati, e tu sopra questi alvei fai parcheggi e ne aumenti i rischi? Tutte queste opere non hanno avuto alcun beneficio. Si sono sprecate enormi quantità di denaro pubblico. Poteva essere messo in sicurezza il territorio dal punto di vista marino, idrogeologico e sismico”.

Sciacca ha proseguito: “La nostra economia è fatta di piccole imprese edili che con queste opere pubbliche avrebbero avuto beneficio. In 8 anni hanno fatto piste ciclabili e parcheggi di interscambio, tagliato alberi e ristretto strade”. Tra i progetti l’ingegnere ha rilanciato l’idea di un Parco Urbano a Campo Italia già lanciata mesi fa da Messina 3S e sottolineato “i danni che il tram ha fatto alle attività commerciali di provinciale”, zona che va “liberata dai binari”.
Infine: “La politica deve ascoltare i cittadini. Città smart e green vuol dire che devi parlare con il territorio senza calare progetti dall’alto. Di questa amministrazione non ce n’è uno condiviso con il territorio. Ora è uscito il rendering di una terrazza sul mare, ma da dove se le escono queste idee? Dobbiamo lavorare tutti insieme pensando che possiamo farcela. La nostra non è una presenza di servizio. Abbiamo avuto tante adesioni. Avevamo pensato a una lista ma forse saranno due, tre o quattro. Da noi vengono a chiedere di partecipare, gente comune che vuole metterci la faccia. La città è stata distrutta e noi abbiamo l’obbligo morale di ricostruirla così come è stato fatto dopo il terremoto. La comunità di Giampilieri dopo il 2009 ha testimoniato che si può rinascere. Le opere lì si sono fatte e sono state fatte in tempo per fare tornare a casa loro centinaia di persone. Si può fare. All’epoca poi sono stato rimosso ma perché la politica a volte fa cose contrarie alla logica. La verità è che quel territorio è stato messo al sicuro. Ce la possiamo fare. Quando andremo al governo di questa città la prima cosa che faremo è che toglieremo quelle assurde piste ciclabili. E nel tratto di ferrovia che sarà abbandonato tra Messina e Taormina faremo un percorso naturalistico ciclabile che valorizzerà la costa”.
Sciacca ha poi attaccato il parcheggio di interscambio di Sperone che “restringe un’arteria strategica” a pochi centinaia dietro dall’ospedale: “Accanto ci sono spazi aperti. E la via Don Blasco? Siamo a quante inaugurazioni? Cinque, sette? Per il centro commerciale di Zafferia invece abbiamo pronte le denunce perché senza la viabilità a monte e a valle non si potrà realizzare alcuna opera. Quell’area oggi assorbe, perché è terreno, ma quando sarà impermeabilizzato dove andrà quest’acqua? La colpa sarà di chi ha consentito di costruire. Bisogna andare avanti su centri commerciali naturali e negozi di prossimità. Andiamo a Milazzo perché c’è la viabilità adatta. Non lo possiamo fare a Provinciale, in via Palermo o a Messina? Qui è finita che la sera in centro non posso uscire perché non ci sono più attività aperte. Ma le attività sono luoghi di aggregazione”.
A partecipare anche Rossella Accardo, che ha dato vita alla fondazione Marco e Stefano Maiorana, e che ha parlato di una Sicilia che deve “essere un luogo in cui crescere e vivere senza paura di perdere il lavoro o di vedersi negati diritti perché il potere soverchia. Io sono una mamma che ha preso un impegno per costruire un mondo nuovo. Nessuna mamma tradisce I propri figli”. Accardo ha ripercorso la sua storia e quella della Sicilia, partendo dalle stragi di mafia e passando per le precedenti campagne elettorali. Ha spiegato: “Oggi dobbiamo essere artefici della Sicilia che vogliamo. Troppi giovani vanno via, nessuno vuole investire in Sicilia, bisogna restituire qualità nei servizi e nella vita in senso lato. La Sicilia è la terra più bella del mondo, deve essere piattaforma di pace. Noi abbiamo vinto”.

Condivido pienamente le idee Sciacca! Ho abbastanza anni da permettermi di dire che rivorrei tanto la mia città come era prima del tram,delle piste ciclabili inutili come il gran spreco di soldi che ne è derivato e di tanti anni di amministrazioni che se ne sono fregate del cittadino e della città stessa,rovinandola, per fare ciò che più interessava ad esse.
Praticamente una lista no-vax. Manca (al momento) Vannacci.
Basile può già comprare lo spumante …..