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Compravendita di loculi a Francavilla, 4 condanne

Alessandra Serio

Compravendita di loculi a Francavilla, 4 condanne

giovedì 13 Febbraio 2020 - 08:52
Compravendita di loculi a Francavilla,  4 condanne

Sono 4 le condanne per la compravendita di loculi al cimitero di Francavilla, scoperta dalla Guardia di Finanza nel 2016

E’ severo il verdetto della I sezione Penale del Tribunale per gli imputati del processo legato alla compravendita di loculi al cimitero di Francavilla di Sicilia. La sentenza è arrivata nella tarda serata di ieri: la Corte ha condannato custodi e addetti cimiteriali, stabilendo pene ancora più pesanti rispetto a quelle chieste dalla Pubblica Accusa.

La Corte (presidente Silipigni) ha condannato a 5 anni e 9 mesi di reclusione il custode cimiteriale Tindaro Scirto, 2 anni e 9 mesi di reclusione al fratello Giuseppe, 4 anni all’addetto comunale Salvatore Damino, un anno e 3 mesi al collega Giuseppe Nuciforo (per lui la pena è sospesa).

I giudici hanno poi deciso alcune assoluzioni parziali e, riqualificando i reati, ha dichiarato la prescrizione per gli acquirenti dei loculi Vincenzo Russotti e Salvatrice Di Pietro, che escono dal processo.

Ad aprile scorso,   il PM Pietro Vinci aveva chiesto la condanna per i due fratelli Scirto, il custode cimiteriale Tindaro e il fratello Giuseppe, rispettivamente a 3 anni e 8 mesi e 2 anni e 4 mesi.  Per gli addetti comunali  Damino Nuciforo e per  gli acquirenti dei loculi Russotti e Di Pietro era stata invece chiesta l’assoluzione. 

Il processo aveva poi subito uno stop, ripartendo da capo. Ieri l’ultima udienza, con l’Accusa che ha confermato in sostanza le proprie richieste, e i difensori, gli avvocati Giovambattista Freni e Rosario Polizzi, che hanno invocato l’assoluzione.

La vicenda venne fuori nell’aprile 2016 con gli arresti della Guardia di Finanza, a lavoro sul caso dopo un esposto.

Secondo l’accusa, con la complicità degli altri addetti il custode, dietro somme tra i 3500 e i 5 mila euro, accontentava i parenti dei defunti, trovando loro una collocazione di là delle disposizioni comunali.

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