Tra tradizione e innovazione, è stato presentato da Loredana Ermini a Palazzo Zanca: "L'abbraccio tra chi è rimasto e chi è arrivato"
MESSINA – Si chiama ‘Mbracciata, ed è il dolce ideato da Loredana Ermini, maestra pasticcera e titolare di una nota pasticceria in centro città, presentato oggi a Palazzo Zanca insieme alla figlia Alessandra Di Pietro. Al loro fianco il sindaco Federico Basile, che ha accolto e apprezzato l’idea. Ermini ha voluto tradurre in un dolce quanto accaduto a Messina nel 1908, dopo il terremoto. Allora la città ha ricevuto l’aiuto esterno di tante popolazioni e culture. Da questa commistione tra “ciò che è rimasto e ciò che è arrivato” nasce la ‘Mbracciata, che unisce “tradizione e innovazione”.
Basile: “La ‘Mbracciata sintesi della nostra città”
Durante la conferenza di presentazione, il sindaco ha spiegato: “Ci troviamo qui non per caso, ma per un percorso legato alla riscoperta dell’enogastronomia legato alla tradizione. Noi abbiamo tanti elementi identitari legati alla nostra storia. Oggi abbiamo qui un dolce rivisitato e legato al 1908, una sintesi della storia della nostra città. Oggi questo dolce vuole rappresentare ciò che Messina è stata dopo il 1908. Si chiama ‘Mbracciata. Ringrazio perché è un’ idea che va presentata e implementata”.
Ermini racconta com’è nata l’idea
Poi Ermini che ha raccontato com’è nato il dolce: “Io sono un’artigiana, ogni giorno lavoro in questa città da 30 anni. Ma oggi sono qui come donna che ama Messina e imprenditrice che vuole rendere un’idea un progetto. Siamo andati indietro nel tempo fino al terremoto del 1908. La città era ferita ma arrivarono aiuti da fuori per la ricostruzione. Non portarono solo aiuto materiale ma anche cultura, tradizioni, modi diversi di impastare. Da questo incontro di chi è rimasto ed è arrivato Messina si è rialzata. Ma è cambiata e si è evoluta, diventando una città nuova. La cassata è la tradizione, la lievitazione è arrivata da fuori. Due elementi che insieme narrano la storia di Messina”.
E ancora: “Perché ‘Mbracciata? È una cassata che lievita ma anche l’ abbraccio tra chi è rimasto e chi è arrivato. L’abbraccio di una città che rinasce e risorge. Non è l’idea di un giorno, ma un’idea maturata in 30 anni di lavoro, di studi e di scelte. La nostra ambizione è che diventi un dolce identitario di Messina perché ne racconta la storia. È bello poter pensare che qualcuno lo assaggi fuori Messina e pensi al coraggio di quei messinesi che si sono rialzati allora. Oggi lo presentiamo e lo regaliamo alla città”.
Di Pietro: “Bello aggiungere questo dolce alla tradizione”
Infine la figlia di Ermini, Alessandra Di Pietro: “Io sono contentissima perché la nostra è una pasticceria estremamente tradizionale. Vedo mia madre lavorare e vedo che ama la tradizione. Però attaccandosi a questo, lei ha creato un dolce tradizionale ma innovativo. Sono contentissima e spero si aggiunga a tutti gli altri dolci identitari che abbiamo. Quando uno viene in Sicilia assaggia, no? È bello aggiungere anche questo dolce”.
