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Comunità greca a rischio sfratto: l’ eurodeputato Arvanitis scrive a De Luca

Vittorio Tumeo

Comunità greca a rischio sfratto: l’ eurodeputato Arvanitis scrive a De Luca

giovedì 02 Luglio 2020 - 16:39
Comunità greca a rischio sfratto: l’ eurodeputato Arvanitis scrive a De Luca

C'è incertezza sulle sorti della storica sede nel viale San Martino. L'appello al sindaco

Un grosso punto interrogativo si scrive sul destino della sede sociale della Comunità ellenica dello Stretto, storico sodalizio culturale da anni punto di riferimento non solo per i circa duecento greci o discendenti di greci che vivono in città, ma anche per tutti i filelleni e i cittadini messinesi interessati alla memoria e alla conoscenza delle proprie gloriose radici storiche.

La sede dal 2012

Dall’ottobre 2012 le attività sociali si svolgono in un centralissimo appartamento di Viale San Martino n. 273, a suo tempo in via di confisca alla criminalità organizzata finito in amministrazione giudiziaria e concesso in locazione alla Comunità greca. Nelle more del perfezionamento della procedura di confisca, avvenuto nel 2018, la sede ha ospitato numerosissime attività socio-culturali che hanno destato l’interesse e sono riusciti a sollecitare – complice certamente la posizione centrale – la partecipazione di moltissimi, messinesi e non, tra cui anche personalità dall’Estero, promuovendo così il nome di Messina e correlandolo alla riscoperta dell’identità propriamente “greca” della città dello Stretto.

E’ scaduto il contratto

          ” Tuttavia recentemente – spiega il Prof. Daniele Macris, Presidente della Comunitàil contratto di locazione dell’immobile adibito a sede è scaduto e le richieste della Comunità greca di avere, nei modi e nei termini consentiti dalla legislazione italiana, la stabile e duratura fruizione dell’appartamento non hanno al momento ricevuto alcun riscontro. La situazione di incertezza che si è venuta a determinare ha destato la preoccupazione già di moltissimi esponenti del mondo della cultura e della politica, tra cui quella dell’europarlamentare greco Konstantinos Arvanitis, che ha preso carta e penna e ha scritto al Sindaco di Messina, Cateno De Luca.

La lettera al sindaco

Chiedo di prendere in esame personalmente e con sollecitudine la questione rappresentata – si legge nella missiva – e di sostenere attivamente la Comunità greca di Messina procurando nei modi che riterrà più opportuni e convenienti una sede sociale adeguata (auspicabilmente quella sita in Viale San Martino, 273), onde consentire la continuità delle descritte iniziative meritorie, il cui alto valore culturale e sociale è riconosciuto in Italia e all’estero, e che saranno certamente in grado di veicolare nella città di Messina la considerazione e l’attenzione delle istituzioni europee e della Repubblica Ellenica”.

Al netto di ogni questione sembra evidente che ad una soluzione si debba approdare in tempi rapidi e garantendo la prosecuzione delle iniziative del sodalizio, tra le molte si ricordano i corsi di insegnamento di lingua e cultura greca, di cui la Comunità è riconosciuta “Centro Funzionale” dal Ministero della pubblica istruzione ellenico e assicurando poi la possibilità di ospitare anche la sua ricca biblioteca, unica nel suo genere, con quasi ottocento testi in greco moderno donati dalla Biblioteca Nazionale Ellenica e messi a disposizione dell’intera cittadinanza. Le istituzioni non possono restare sorde e indifferenti di fronte alla vicenda che coinvolge la Comunità greca; la sua meritoria attività, portata avanti ormai da anni da chi ne fa parte, per giunta in un luogo simbolo del malaffare il cui destino è stato riconvertito in positivo, è la cartina di tornasole che dimostra che l’unica via di riscatto possibile, dalla mafia così come da qualsiasi altro male sociale, per una comunità, è proprio la cultura, la sua conoscenza e diffusione. La Comunità greca, così come le tante altre realtà ad essa affini che operano sul territorio, in particolare nel nostro Sud, districandosi talvolta tra le fitte maglie di una burocrazia ostile e di una politica sonnolenta, merita quindi di trovare nelle istituzioni locali un valido alleato, e non una palla da demolizione.

Messina in particolare, da cui prese avvio nel 1955 il processo di integrazione europea, ha una solida e radicata vocazione e tradizione europea da difendere e non può pertanto rimanere insensibile alle esigenze di tutela e protezione della minoranza linguistica greca riconosciuta dalla legge (art. 2 L. 15 dicembre 1999, n. 482). Ricordiamo anche che tali valori costituiscono oggetto di specifica tutela a livello europeo nel T.U.E. all’art. 3 co. 3, nel quale si afferma che l’Unione “rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo”.

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