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Stu Tirone, verso la bozza del nuovo Piano industriale. Ma c’è chi chiede lo scioglimento

Danila La Torre

Stu Tirone, verso la bozza del nuovo Piano industriale. Ma c’è chi chiede lo scioglimento

martedì 24 Febbraio 2015 - 23:13

Incontro a Palazzo Zanca tra i consiglieri comunali, il presidente della società di trasformazione urbana Parrinello e l’amministratore delegato Franco Cavallaro. Si va verso l’ennesima modifica dei progetti ma il consigliere Trischitta ed il consiglio della IV circoscrizione chiedono di staccare la spina. Si attende di conoscere la posizione ufficiale dell’amministrazione Accorinti

Dopo mesi di silenzio, la Stu Tirone si è riaffacciata in Consiglio comunale o meglio nella Commissione urbanistica, presieduta dal consigliere comunale Pietro Iannello. In Aula , a relazionare ieri mattina ai consiglieri comunali sullo stato dell’arte, c’erano sia il presidente della società di trasformazione urbana scelto dall’attuale giunta, Marcello Parrinello, sia l’amministratore delegato, Franco Cavallaro (nella foto in basso).

La novità più significativa emersa dall’incontro è che Parrinello si è impegnato a presentare entro 45 giorni una bozza del nuovo Piano industriale della Stu, che sarà sottoposta all’attenzione degli esponenti del Civico Consesso.

La Stu Tirone, dunque, resta in vita – anche per non incorrere in ricorsi da parte dei soci privati che poterebbero procurare danno erariale al Comune di Messina – ma dovrà essere rivisto ancora una volta il progetto, che al momento prevede la realizzazione di un parcheggio, un centro commerciale, edilizia residenziale ma anche pubblica per consentire lo sbaraccamento dell’antico borgo.

«Nessun progetto è perfetto per definizione, tutto è perfettibile e siamo anche disposti a tagliare la parte residenziale per spostarla altrove e ridurre il parcheggio», ha spiegato Cavallaro, contattato telefonicamente.

A questo punto, sarebbe dunque interessante capire quali sono le intenzioni dell’amministrazione Accorinti. Né l’assessore competente Sergio De Cola né alcun componente della giunta era presente in commissione per dire concretamente cosa questa amministrazione intende realizzare al Tirone e con quali risorse, visto che i fondi del contratto di quartiere sono andati persi perché dirottati altrove.

Solo qualche settimana fa, l’assessore De Cola affermava testualmente: «l’obiettivo dell’amministrazione Accorinti è quello di riqualificare il Tirone, ma adesso che non ci sono più i fondi del contratto di quartiere, i privati dovranno dirci se sono disponibili ad attuare interventi di rigenerazione del quartiere. Sia chiaro che nella nostra concezione di riqualificazione non è prevista la realizzazione né di parcheggi né di centri commerciali».

In attesa che l’amministrazione Accorinti prenda posizione pubblicamente sul futuro del Tirone, c’è chi si dice contrario al mantenimento in vita della Stu. Il capogruppo di Forza Italia, Pippo Trischitta, ha annunciato ai colleghi che presenterà una delibera per lo scioglimento della società di trasformazione urbana, riproponendo il contenuto di una vecchia proposta che vedeva come primo firmatario l’ex consigliere Giuseppe Melazzo ed era stata sottoscritta dallo stesso esponente azzurro.

Anche il Consiglio della IV Circoscrizione storce il naso sulla prosecuzione di un iter che sino ad oggi non ha portato alcun beneficio e lunedì scorso ha approvato all'unanimità un ordine del giorno per chiedere al Comune di dismettere le quote azionarie nella STU-Tirone.

«Il Consiglio – si legge in un comunicato – è partito dallo studio dei recenti atti e provvedimenti relativi alla Stu-Tirone, in particolare del verbale con cui lo scorso 30 luglio il Comitato Paritetico del Ministero delle Infrastrutture-Regione Sicilia ha sancito che il finanziamento del Contratto di Quartiere 2 è stato precedentemente revocato e della deliberazione n° 9 del 21.01 u.s. con cui l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha rilevato due principali vizi nel procedimento (il primo evidenzia l’inosservanza della normativa sul procedimento ad evidenza pubblica, il secondo l’avere introdotto variante urbanistica successivamente alla costituzione della società, per mezzo dell’accordo di programma del 2008)».

Per il presidente Francesco Palano Quero ed i colleghi « il procedimento era viziato e doveva essere azzerato, oppure la Stu sciolta». Non mancano, quindi, le critiche all’amministrazione Accorinti: «l’unico atto concreto da citare è stata la nomina del Presidente del Consiglio di Amministrazione».

Il Consiglio della IV circoscrizione definisce « necessario impegnare l'Amministrazione comunale a porre in essere tutti gli atti utili a dismettere la partecipazione azionaria del Comune nella società, dichiarando decaduto l’accordo di programma con ogni conseguente ripristino delle precedenti previsioni urbanistiche di PRG e valutando l’eventuale danno patito dall’Ente per comprenderne le possibili responsabilità».

Palano Quero e gli altri consiglieri chiedono, inoltre, alla giunta di «convocare, in tempi rapidi, un tavolo tecnico con gli attori interessati alla vicenda per far ripartire con celerità la riqualificazione e il risanamento della zona, tutelando finalmente gli interessi pubblici e della collettività».

«C’è il rimpianto di dover constatare che, di fatto, si son persi altri due anni» è il commento amaro del Consiglio della IV circoscrizione, che conclude il comunicato scrivendo: «sul tema Stu-Tirone, adesso, non esistono più alibi per nessuno e ulteriori esitazioni non avranno alcuna giustificazione».

Danila La Torre

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2 commenti

  1. ho visto il progetto che dire è un sacco edilizio…per non parlare del centro commerciale in pieno centro è pura follia, questi vanno fatti a ridosso degli svincoli autostradali.

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  2. ho visto il progetto che dire è un sacco edilizio…per non parlare del centro commerciale in pieno centro è pura follia, questi vanno fatti a ridosso degli svincoli autostradali.

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