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Aula deserta per l’ultima seduta, duro attacco di Sonia Alfano ai consiglieri

Francesca Stornante

Aula deserta per l’ultima seduta, duro attacco di Sonia Alfano ai consiglieri

giovedì 24 Maggio 2018 - 05:30
Aula deserta per l’ultima seduta, duro attacco di Sonia Alfano ai consiglieri

In discussione doveva esserci una transazione con Tirrenoambiente, la società che gestiva la discarica di Mazzarà S. Andea e a cui il Comune deve almeno 6 milioni di euro. Era stato trovato un accordo tra società e Palazzo Zanca. Ma il consiglio ha dato forfait. E il liquidatore Sonia Alfano sferra un pesante attacco

Il consiglio comunale in questi ultimi giorni doveva tornare in aula per una seduta straordinaria che ha fatto irruzione in una campagna elettorale ormai in pieno fermento. E se in questi anni il civico consesso non ha di certo brillato soprattutto per presenza, tranne che per quella metà di consiglieri che ci sono sempre stati assumendosi la responsabilità del proprio ruolo, anche sul finire di questo mandato ha confermato la scia che lo ha visto spesso al centro di polemiche e scontri con l’amministrazione Accorinti. All’ordine del giorno c’era il famoso salvacolline, lo schema del Prg, ma anche una transazione con la società Tirrenoambiente, quella che gestisce la discarica di Mazzarrà S. Andrea in cui Messina ha portato i suoi rifiuti fino a quando non è stata travolta da un terremoto giudiziario. Un atto che era passato in secondo piano, ma che ha scatenato una dura reazione di Sonia Alfano, attualmente commissario liquidatore della Tirrenoambiente. Arriva infatti proprio da lei l’ultimo attacco sferrato ad un consiglio comunale che a quest’ultimo appuntamento sugli scranni ha preferito ancora una volta non esserci. La transazione avrebbe chiuso una lunga querelle fatta di contenziosi che Tirrenoambiente e Comune di Messina si trascinano da anni, è stata frutto di un dialogo che si è chiuso solo a fine aprile e avrebbe fatto risparmiare alle casse di Palazzo Zanca circa 3 milioni di euro: Tirrenoambiente ne chiedeva 6,5 milioni, era stato trovato un accordo per il pagamento già a partire dal prossimo mese di 3,8 milioni che avrebbero definitivamente chiuso questa partita. Ma doveva decidere il consiglio, che invece ha scelto di non decidere. E così la transazione, almeno per il momento, è rimasta solo sulla carta, scatenando la reazione di Sonia Alfano.

“La mancata presa d’atto da parte del Consiglio Comunale della transazione per oltre 3.800.000. euro già sottoscritta con il Comune di Messina, iscritta come secondo punto all’ordine del giorno, ha messo a serio rischio la sopravvivenza della Tirrenoambiente S.p.A. e, conseguentemente, delle numerose famiglie di lavoratori e lavoratrici che con scrupolo e coscienza, pur tra mille difficoltà di ogni sorta, hanno continuato e continuano a svolgere con grande dignità ed abnegazione il proprio lavoro nell’interesse delle comunità di riferimento”. Sonia Alfano parla di “inaccettabile leggerezza con la quale taluni consiglieri, che si ricorda sono stati eletti, ovvero hanno ricevuto mandato dai cittadini, per perseguire esclusivamente l’interesse pubblico ed amministrare la res publica con il necessario ed indispensabile rigore morale, hanno consumato in maniera così sleale l’epilogo finale del loro mandato nell’ultimo Consiglio Comunale utile alla collettività, non procedendo ad una semplice e formale presa d’atto che invero sembrava essere un atto scontato e dovuto, vanificando, di fatto ed in un solo colpo, mesi e mesi di lavoro, di incontri, di mediazioni, di confronti legali ed amministrativi, portati avanti dalle parti in causa con grande senso del dovere e per il grande senso di responsabilità dovuto sia alla collettività di riferimento sia alle famiglie dei lavoratori della Tirrenoambiente che si trovano in condizioni di assoluto sconforto e disperazione”.

Sui consiglieri comunali si abbatte dunque anche la colpa delle difficoltà a cui andranno incontro i lavoratori di Tirrenoambiente. Le parole del liquidatore Sonia Alfano non lasciano scampo a dubbi o interpretazioni. Anche se neanche da parte dell’amministrazione ci sono stati appelli specifici per questo atto che di certo avrebbe dato un po’ di respiro anche alle casse comunali.

Francesca Stornante

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