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Coronavirus, 25 e 26 aprile negozi chiusi. De Luca a Musumeci: “Incompetenza amministrativa”

Francesca Stornante

Coronavirus, 25 e 26 aprile negozi chiusi. De Luca a Musumeci: “Incompetenza amministrativa”

giovedì 23 Aprile 2020 - 12:36
Coronavirus, 25 e 26 aprile negozi chiusi. De Luca a Musumeci: “Incompetenza amministrativa”

Due giorni di chiusura, anche dei supermercati. Il sindaco di Messina scrive al presidente della Regione e chiede di modificare l'ordinanza che dal 25 aprile è in vigore anche in città.

Dalla mezzanotte di sabato 25 aprile cadono tutte le ordinanze del sindaco Cateno De Luca ed entra in vigore l’ultimo provvedimento che allinea Messina alle misure previste dal Decreto del Presidente Conte e dall’ultima ordinanza del presidente della Regione Musumeci. C’è però un punto dell’ordinanza di Musumeci che potrebbe creare qualche disagio ai cittadini. Secondo le disposizioni, infatti, tutte le attività commerciali dovrebbero rimanere chiuse le domeniche e i festivi, compresi 25 aprile e 1 maggio. Questo significa che andremmo incontro a due giornate consecutive di chiusura, anche di supermercati e negozi di generi alimentari, visto che il 25 aprile è seguito da una domenica.

La lettera a Musumeci

Per questo il sindaco Cateno De Luca ha deciso di scrivere una lettera indirizzata al presidente della Regione Nello Musumeci. Nella missiva si chiede di modificare l’art. 7 dell’Ordinanza, introducendo per gli esercizi di vendita dei prodotti alimentari la facoltà di restare aperti nelle giornate della domenica e nei festivi, confermando al contempo il servizio di consegna a domicilio dei prodotti alimentari.

«Non posso che manifestare la mia sorpresa a riguardo – afferma il Primo cittadino. Non comprendo le motivazioni che abbiano indotto il Presidente Musumeci a dire una cosa in video e farne un’altra negli atti. Le disposizioni introdotte con la sua ultima ordinanza in merito alla disposta chiusura di tutte le attività commerciali nei giorni di domenica e nei giorni festivi del 25 aprile e del 1 maggio parla chiaro. Perché allora in video fa credere ai siciliani che ha allentato la morsa addirittura anticipando Conte? Nel disporre la chiusura nei giorni festivi e nelle giornate di domenica, forse non le è stato rappresentato che il 25 aprile cade di sabato e che, in tal modo, la chiusura si protrarrà per due giorni consecutivi. Replicando la stessa situazione che si è verificata nelle festività pasquali. Ingenerando nei due giorni precedenti alla chiusura fenomeni di assembramento davanti ai supermercati e lunghe code di clienti in attesa di entrare». 

I disagi già vissuti a Pasqua

“La soluzione adottata in quell’occasione dal Capo del Dipartimento di Protezione Civile, consistente nell’accordare la facoltà ai supermercati di stare aperti fino alle ore 23 della giornata del sabato – continua il Sindaco peloritano – a mio avviso è stata peggiore del male che si voleva evitare, perché comunicata la notte del venerdì santo, rendendo impossibile l’organizzazione di un terzo turno di personale. E in ogni caso, mi permetto di osservare che simili disposizioni, peraltro comunicate con una circolare della Protezione Civile diffusa nella tarda serata del giorno prima, dimostrano una sostanziale incapacità amministrativa le cui conseguenze si riverberano sempre sulle istituzioni locali e sui cittadini”.

“D’altro canto – conclude De Luca – l’avere previsto che nei medesimi giorni di chiusura è consentito il servizio di consegna a domicilio dei prodotti alimentari costituisce una misura alternativa che non consentirà agli utenti di soddisfare la loro richiesta. Ma esporrà comunque i lavoratori all’espletamento dei turni di lavoro e non raggiungerà neppure l’effetto di evitare gli spostamenti nel territorio comunale. Considerato che il Governo ha sempre assicurato che il rifornimento di generi alimentari non verrà mai interrotto o sospeso proprio al fine di evitare fenomeni di assembramento o di panico. E considerato anche che abbiamo già potuto verificare come la chiusura degli esercizi di generi alimentari per due giorni di fila abbia creato fenomeni di assembramento, sottoponendo i lavoratori del settore ad un ulteriore stress psico-fisico determinato dal prolungamento dell’orario di apertura, chiediamo una revisione dell’ordinanza nell’ottica del buon senso”. 

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