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Coronavirus a Messina. Snami e Ugl: “Chi lavora in sanità deve essere tutelato”

Redazione

Coronavirus a Messina. Snami e Ugl: “Chi lavora in sanità deve essere tutelato”

mercoledì 18 Marzo 2020 - 11:01
Coronavirus a Messina. Snami e Ugl: “Chi lavora in sanità deve essere tutelato”

#coronavirus #snami #ugl I sindacati chiedono alle istituzioni competenti di cambiare strategia rispetto ai protocolli finora vigenti

Lo Snami e la Ugl Messina ritiengono che la protezione dal coronavirus di
tutta la popolazione messinese e siciliana non possa prescindere dalla
protezione e monitorizzazione delle condizioni di salute di tutto il personale sanitario giornalmente in servizio in prima linea, che non può sottostare alle regole dell’isolamento valide per tutta la popolazione, e che può solo cercare di proteggersi nei contatti con la popolazione con i Dpi forniti col contagocce (carenti in tutta Italia) e spesso realizzati di fortuna.

I sindacati chiedono alle istituzioni competenti di cambiare strategia rispetto ai protocolli finora vigenti, che hanno visto in Italia centinaia di sanitari ammalati o peggio ancora positivi al virus, e quindi potenziali vettori inconsapevoli di contagio. “Si esorta a creare un modello messinese e siciliano di prevenzione alla diffusione del contagio, complementare alle
disposizioni ministeriali, certamente più ambizioso ma verosimilmente più
efficace proprio grazie all’isolamento naturale dell’isola, alle nuove
disposizioni regionale sulla chiusura dei traffici in entrata ed uscita dall’isola, ed alla luce dei “relativamente pochi” casi ancora registrati sul nostro territorio. Nessun sanitario senza sintomi è ancora stato sottoposto a
screening. Ma quanto vale, ai “tempi del coronavirus”, la salute di un
sanitario per la popolazione, in termini di salute e di impatto economico
locale e regionale se non si contribuisce a bloccare immediatamente la
diffusione del virus e fare ripartire la vita in Sicilia?”.

Snami e Ugl Messina chiedono “l’applicazione di un modello di screening per il coronavirus, mediante esecuzione frequente di tamponi per tutto il personale in servizio e successivo allontanamento dal servizio in caso di positività, ancorché asintomatici”.

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