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Coronavirus Messina. Il sindaco De Luca: “Decreto Musumeci in contrasto col Dpcm, non lo applico”

Redazione

Coronavirus Messina. Il sindaco De Luca: “Decreto Musumeci in contrasto col Dpcm, non lo applico”

lunedì 04 Maggio 2020 - 11:19
Coronavirus Messina. Il sindaco De Luca: “Decreto Musumeci in contrasto col Dpcm, non lo applico”

Fase 2, nuova ordinanza del sindaco di Messina. “Si alimenta confusione e malessere”

“Non ho ancora ricevuto risposta dai Ministeri competenti a seguito della nota inviata in Prefettura circa i quesiti posti sulle contraddizioni dell’ultima ordinanza ampliativa del presidente Musumeci, rispetto al Dpcm del 26 aprile scorso del presidente Conte. Per tale motivo ho disposto un’ordinanza che recepisce ciò che è il dettato normativo nazionale, lasciando fuori invece ciò che delle disposizioni regionali è in contraddizione con l’attuale Dpcm in vigore. Di conseguenza, si autorizza la ripresa di tutte le attività produttive, commerciali, professionali e industriali previste dall’allegato 3 del Dpcm”.

I cimiteri

Così il sindaco di Messina, Cateno De Luca, che poi spiega anche la posizione del Comune sulla questione cimiteri. “Rimarranno chiusi al pubblico fino al ricevimento di nuove indicazioni rispetto alla circolare del 10 aprile scorso del Gabinetto del Ministero della Salute e richiamata dalla prefetta di Messina con la nota del 16 aprile. Noi pertanto a Messina partiamo dall’ordinanza sindacale del 25 aprile con la quale si allinea la città a tutte le altre d’Italia in termini di restrizioni. Su tale presupposto seguiremo il Dpcm del 26 aprile e l’ordinanza regionale numero 18 del 30 aprile eccetto le parti in contrasto al dettato nazionale, sino a quando non riceveremo i chiarimenti dovuti. Non permetterò che la mia comunità venga accusata di violare le norme perché il presidente Musumeci non ha le idee chiare o perché intende ricorrere a ‘forzature’, come lui stesso le ha definite, che non sono altro che norme in contrasto con il Dpcm”.

“In sostanza, cosa dice Musumeci ai sindaci con la sua ultima ordinanza? Se volete aprite i cimiteri. Quindi – continua il primo cittadino – la responsabilità delle violazioni della circolare ministeriale che ne dispone la chiusura ricade sui sindaci? Non ci sto. Se vuole aprirli, perché non si prende la responsabilità di specificarlo apertamente, come fatto dal governatore della Puglia? Nella sua ordinanza ci sono imbarazzanti contraddizioni in quanto ci sono dei profili che non solo non sono chiari ma infrangono norme nazionali, come appunto la questione dei cimiteri o come la questione della apertura di circoli e associazioni sportive. Saranno invece consentiti gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie”.

Ville comunali, parchi e giardini pubblici

Da oggi, in Sicilia, possono aprire ville comunali, parchi e giardini pubblici. Non a Messina, che posticipa tutto di quattro giorni a venerdì 8 maggio.

“Si dispone – sottolinea il sindaco peloritano – la riapertura delle ville comunali, dei parchi e dei giardini pubblici, previa loro sanificazione, a partire da venerdì 8 maggio, con espresso divieto di assembramento e nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. I genitori e coloro che ne fanno le veci possono accompagnare i figli minorenni presso le ville comunali, i parchi e i giardini pubblici, fermo restando il rispetto della distanza interpersonale. Le aree attrezzate per il gioco dei bambini restano chiuse”.

Gli altri servizi

“Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agroalimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi. Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering. Ma resta confermato il servizio a domicilio e, da oggi, è consentito anche il servizio da asporto. Restano sospese le altre attività inerenti servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti). Sono consentiti i mercati per la vendita di soli generi alimentari che sono tenuti a rispettare gli orari di apertura e chiusura secondo le rispettive delibere ed ordinanze di apertura e che dovranno vigilare sugli ingressi in modo da evitare assembramenti agli ingressi”.

In attesa di chiarimenti

“Fino a quando non si farà chiarezza – conclude De Luca – questa è la strada che seguiremo. Se il presidente Musumeci vuole ampliare le disposizioni nazionali, si assuma la responsabilità delle proprie azioni, senza delegare ai sindaci. Così non si fa altro che creare confusione nella cittadinanza e alimentare malessere”.

L’ordinanza di De Luca

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7 commenti

  1. Ma questo passa la sua vita nella confusione continua il DPCM e l ordinanza regionale sono scritte in italiano molto chiaramente e non in aramaico come sostiene lui quindi è ammessa la riapertura dei cimiteri poi smettiamola di essere in continua campagna elettorale prima contro Conte ora contro Musumeci domani di nuovo contro Conte e così via dicendo be da 55 giorni che continua così quando parlerà di cose serie?????????

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  2. Per favore signor Sindaco, basta, se no non la segue più nessuno. Tanto ora si può uscire di più.

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  3. Ma come quando critica lui i Dpcm è sacrosanto perché lui è più bravo, ma se lo fanno gli altri sono fuorilegge!!!
    E poi cmq qualcosa di diverso dalle disposizioni governative lo deve sempre mettere (vedi apertura parchi) , non sa più che fare per farsi notare.

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  4. MA BASTA CI HAI ROTTO!!

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  5. È una gara a chi scrive la migliore ordinanza ormai………..o a chi ne scrive di piu’ ……a scelta. Importante è che la confusione regni sovrana tra i cittadini.

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  6. Mi scusi sindaco ma che reato si compie se si esce in due in macchina con la fidanzata o compagna, uno guida e uno dietro peraltro con mascherina e guanti per andare alla villa dante o fare la spesa e poi tornare in auto a casa? Mi sembra si stia esagerando…..

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  7. Anziché creare uno stato di terrore e restrizione di libertà credo ci voglia un minimo di libertà di movimento senza arrecare danni agli altri.
    Sarò libero di prendere la mia auto e uscire con la fidanzata o compagna per fare la spesa o due passi?
    Uccido qualcuno?

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