Coronavirus. Storia di un compleanno di un paziente in una Rsa di Barcellona

Coronavirus. Storia di un compleanno di un paziente in una Rsa di Barcellona

Redazione

Coronavirus. Storia di un compleanno di un paziente in una Rsa di Barcellona

venerdì 15 Gennaio 2021 - 07:30
Coronavirus. Storia di un compleanno di un paziente in una Rsa di Barcellona

Il compleanno "al tempo del covid-19" di un paziende del Centro Alzheimer - Struttura Geriatrica "Fraternitas" di Barcellona.

BARCELLONA – Questa è la storia di Paolo (nome di fantasia) e di come ieri ha festeggiato il proprio compleanno. Un compleanno un po’ diverso dal solito, in piena pandemia e presso la struttura nella quale è ospite

Paolo ha trascorso la giornata con i dipendenti e gli altri pazienti del Centro Alzheimer – Struttura Geriatrica “Fraternitas” di Barcellona Pozzo di Gotto. Attualmente presso la struttura, dove sono presenti 59 ospiti, sono stati registrati 19 casi di positività al coronavirus e, per questo motivo, dallo scorso 5 gennaio è stato necessario operare dei cambiamenti.

«La struttura, rimodulata per arginare il contagio -si legge in una nota- è stata suddivisa in aree a piani. Il terzo piano è stato interamente adibito a reparto Covid-19 e sono stati attuati tutti i protocolli medici previsti. Ma al secondo e al primo piano i pazienti possono continuare la loro routine quotidiana».

Così Paolo ieri ha festeggiato i suoi 52 anni, insieme a quella che è divenuta un po’ una seconda famiglia.

«Per ovvi motivi -si legge ancora nella nota- non è stato possibile coinvolgere alcuni degli ospiti, ma Paolo è stato felice di aver ricevuto la sua torta di compleanno e di aver potuto festeggiare in sala mensa. Il festeggiato è capace di intendere e di volere ed è tra i più giovani della casa di cura».

Il racconto di Paolo

In una telefonata con la sorella, Paolo racconta la propria esperienza: «Sono stato molto felice di poter festeggiare il mio compleanno. Attendevo da mesi, ed è stato come lo avevo immaginato». Paolo ha poi rassicurato la sorella: «Sto bene, io non sono al terzo piano e spero che gli altri scendano presto».

Nonostante la pandemia, dunque, Paolo ha potuto vivere in momento di gioia e spensieratezza. Una storia che parla delle tante difficoltà affrontate in questo periodo e di come le si sta affrontando.

Come la struttura ha affrontato l’emergenza coronavirus

«Che l’emergenza sanitaria ci avrebbe colpito, era purtroppo prevedibile –ha dichiarato il dirigente medico della struttura, Giovanni Strano– Agire in modo tale che la diffusone del virus da SARS-Cov2 sia arginata e che i pazienti positivi rimangano isolati rispetto agli altri ospiti della struttura, è per noi la priorità adesso. Ringrazio tutto il mio personale per essersi messo a disposizione, in maniera esemplare e stacanovista. La storia di Paolo è soltanto la punta dell’iceberg di quanta passione e attenzione dedichiamo ai nostri ospiti. L’intervento repentino del personale USCA ci è stato grande di aiuto –ha aggiunto–Il personale si è messo subito a disposizione, in particolare il dottor Genovese ci è stato vicino in maniera esemplare».

Dal dirigente della struttura, quindi, un augurio che presto si possa tornare alla normalità: «Al momento tutti i nostri ospiti sono in struttura, curati dal nostropersonale medico e paramedico. Continuiamo quindi imperterriti nel seguire il nostro piano di emergenza, perfezionandolo in base alle esigenze che si presentano giorno dopo giorno. Speriamo di coccolare e curare sempre meglio i nostri ospiti, in attesa che il virus ci lasci».

(Fotto di repertorio).

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