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Coronavirus. Stromboli, la lettera di un medico: “Fateci i tamponi, non portiamo il virus sull’isola”

Salvatore Di Trapani

Coronavirus. Stromboli, la lettera di un medico: “Fateci i tamponi, non portiamo il virus sull’isola”

lunedì 06 Aprile 2020 - 15:09
Coronavirus. Stromboli, la lettera di un medico: “Fateci i tamponi, non portiamo il virus sull’isola”

La lettera di un medico, che presta continuità assistenziale al presidio di Stromboli. La richiesta è di effettuare tamponi ai medici prima dello sbarco.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un medico, che presta continuità assistenziale presso l’isola di Stromboli. La lettera è indirizzata al primo cittadino e manifesta un’esplicita richiesta: fare i tamponi ai medici che giungono sull’isola, così da evitare la diffusione del coronavirus.

La lettera al primo cittadino

«Signor Primo Cittadino –si legge nella lettera- chi le scrive è un medico che presta servizio di Continuità Assistenziale nel presidio di Stromboli. Le scrivo la seguente per dare voce al mio grido di allarme che echeggia muto tra le desolate mura dell’Asp e dei vari “organi competenti”. Mi faccio anche portavoce della paura degli Isolani nei confronti di chi potrebbe essere untore in una comunità così isolatamente isolata. Chi, se non noi medici potremmo infettare un intera Isola? Chiedo pertanto che ci vengano eseguiti i tamponi o le prove sierologiche, così da non essere noi stessi, per assurdo, fonte di pericolo piuttosto che ancora di salvezza. Sicuro di una sua risposta, Calbo Enrico medico cittadino e orgoglioso di essere siciliano».

Dare sicurezza agli isolani

Abbiamo contattato il medico, che ci racconta la propria esperienza: «Al momento sull’isola di Stromboli non ci sono casi di contagio –spiega- c’è tuttavia grande paura da parte degli isolani, in particolar modo verso noi medici che veniamo da fuori. Il timore è che il virus possa diffondersi proprio a causa nostra. Tanti pazienti hanno paura di recarsi al presidio ospedaliero, con tutti i disagi del caso. Sarebbe opportuno tutelare il territorio, garantendo le giuste misure di sicurezza».

Eseguire i tamponi ai medici che giungono sull’isola, dunque, permettendo lo sbarco solo dopo eventuali risultati negativi. Una forma di tutela che contribuirebbe anche alla serenità degli abitanti dell’isola.

«Non possiamo permettere che i medici passino dall’essere salvatori ad untori –conclude il medico- l’augurio è che la soluzione di un tampone preventivo possa essere attuata. Non è una misura impossibile da eseguire, è tuttavia certamente necessaria».

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