L'Ancol e il Pianeta dei noleggi e delle indennità di frequenza - Tempostretto

L’Ancol e il Pianeta dei noleggi e delle indennità di frequenza

Rosaria Brancato

L’Ancol e il Pianeta dei noleggi e delle indennità di frequenza

venerdì 26 Luglio 2013 - 06:03

Grazie ad un sistema di controlli che consente di trasmettere a Palermo solo una nota di revisione, l'Ancol, attraverso il Pianeta Verde è riuscita ad ottenere le erogazioni per noleggi, forniture, affitti ed indennità di frequenza. L'associazione, presieduta dal fratello di Melino Capone, Natale, nata senza fini di lucri si è trasformata nel tempo in società commerciale.

Il sistema pieno di “buchi” dei controlli regionali sulle spese effettivamente sostenute dagli Enti ha consentito all’Ancol di ottenere risorse ingenti per i corsi di formazione. L’ex assessore comunale Melino Capone era già finito in un’inchiesta relativa a 13 milioni di euro finiti nelle casse dell’Ancol. Come emerso da quella indagine nell’Ancol figuravano oltre all’esponente del Pdl anche il fratello Natale, come direttore amministrativo, Loredana Pagano ( moglie di Natale Capone e cognata di Melino) con la qualifica di direttore generale, Giovanna Capone, cugina dei due fratelli, quale responsabile amministrativa, Daniela D’Urso (moglie dell’ex sindaco Giuseppe Buzzanca) con la qualifica di Direttore di sede, e Carmelo Impallomeni, cugino dei Capone, quale responsabile amministrativo. La precedente inchiesta ha accertato anche l’assunzione dei genitori di Capone nell’Ancol. Ma l’Ente necessitava di società alle quali rivolgersi per noleggi, affitti, forniture. Ed ecco spuntare “Pianeta Verde”, nata come associazione senza fini di lucro, nella quale tra i soci figurano Natale e e Giovanna Capone, Loredana Pagano. Lo scopo sociale iniziale era quello di: Promuovere iniziative culturali e sportive tendenti a favorire una migliore conoscenza del territorio e dei problemi connessi; Effettuare studi e ricerche per concrete proposte; Organizzare convegni, seminari, tavole rotonde, tornei, spettacoli, viaggi e ogni altra manifestazione per una maggiore diffusione e conoscenza della problematica sociale. Col tempo invece l’associazione finirà con lo svolgere attività commerciale per l’Ancol, l’U.p.l.a e Claii.

Il punto debole della catena dei controlli è nel passaggio dal Servizio per l’impiego di Messina alla Regione, dal momento che i documenti originali (e vidimati) restano all’Ente, mentre a Palermo viene trasmessa solo la rendicontazione finale. L’iter è grosso modo questo: l’Ente, a corsi finiti, ha 60 giorni di tempo per presentare le richieste d’erogazione. Il funzionario, in contraddittorio con il rappresentante dell’Ente stila la nota di revisione in base ai documenti presentati in originale. I documenti esaminati e timbrati dal funzionario restano all’Ente, ed al Dipartimento regionale viene trasmessa solo la nota di rendicontazione finale. La prima fase quindi avviene presso il Servizio centro per l’impiego dove il rappresentante dell’Ente porta i documenti, come spiega agli investigatori uno dei funzionari, Massimo Crovini. L’ incaricato verifica il progetto ed il piano finanziario, controlla il registro delle operazioni contabili. “ Dopo aver effettuato la verifica documentale procedo alla redazione della nota di revisione riportando nella stessa gli importi globali. Nelle note riporto le dichiarazioni personali in ordine alle modalità di revisione, nonché un prospetto indicando gli importi non riconosciuti con specifica delle motivazioni addotte al non riconoscimento. Le note di revisione vengono firmate dal legale rappresentante dell’ente, dal revisore contabile e dal direttore del Servizio Centro per l’impiego e successivamente trasmesse, in triplice copia, al Servizio Gestione dell’Assessorato competente».

Una volta completate le procedure di revisione contabile, tutta la documentazione originale, viene restituita all’Ente di Formazione e nulla rimane agli atti dell’ufficio oltre la nota di revisione redatta alla fine della procedura e inviata alla Regione.

Il Dipartimento quindi non conserva alcun documento di spesa, ma solo la copia del documento di revisione, sulla scorta del quale si procederà alla liquidazione del saldo. Ed è in questo spiraglio che entra il vento.

Anche nel caso dell’Ancol, come per Aram e Lumen, le spese per i noleggi risultano sovradimensionate, ma il consulente del Pm ha evidenziato altre irregolarità, in merito a documenti privi di timbro e firma (contrariamente a quanto attestato nella nota di revisione) in particolare per le ricevute firmate dagli allievi attestanti la riscossione dell’indennità di frequenza.

In un anno, tra i documenti risultati privi dell’attestazione, contrariamente a quanto affermato nella nota di revisione, vi sarebbero: le ricevute-dichiarazioni, per € 71.017,27, inerenti alle indennità corrisposte agli allievi; documenti relativi alle spese di viaggio per €. 7.613,83; lettera d’incarico e contratto relativi all’incarico di progettazione che Ancol conferiva a Melino Capone, ( che era al tempo stesso legale rappresentante dell’Ente) per un onorario di €. 6.400,00; la fattura dell’importo di €. 46.800,00 emessa dall’associazione Pianeta Verde per noleggio attrezzature; e parte delle 34 ricevute, per un importo complessivo di €. 53.069,61.

Gli investigatori hanno ascoltato parte degli allievi le cui firme erano apposte nelle ricevute acquisite nell’indagine. Gli allievi ascoltati hanno dichiarato, tra l’altro, d’aver per lo più ricevuto somme non superiori ai 200-300 euro, quando di non aver ancora ricevuto somme, disconoscendo quindi le ricevute che erano state invece allegate alla documentazione per l’erogazione. I ragazzi firmavano un modulo che era (o sarebbe stato successivamente) compilato dall’Ente.

“Ho frequentato un corso di parrucchiera presso l’ ANCOL di Barcellona circa tre anni fa, Il corso è durato tre anni Ricordo di essere stata pagata per i prime due anni con due assegni, il cui importo era di poco superiore a duecento euro; aspetto il pagamento delle somme in relazione al terzo anno di frequenza e so già che avrei dovuto percepire circa 180 euro… Escludo di avere percepito la somma di euro cinquecento perchè non venivano mai pagate cifre così alte agli allievi. Non ricordo se mi fu fatto firmare un foglio in bianco, perché è passato molto tempo. La somma qui indicata non corrisponde assolutamente alla cifra che ho percepito”.

Stando alle testimonianze quindi a compilare il modulo erano gli impiegati, mentre gli allievi si limitavano ad apporre la firma. La madre di un’allieva minorenne fa un racconto analogo a quello precedente, “ricordo ciò con discreta precisione perché ogni volta che mia figlia prendeva le somme faceva il regalo al suo compagno; per il primo anno ha percepito un pò più di trecento euro; per il secondo anno qualcosa meno di trecento euro; per il terzo anno avrebbe dovuto percepire, ma non sono state ancora pagate, circa centottanta euro. Non ricordo di avere percepito in unica soluzione cifre intorno a quattro/cinquecento euro. Ricordo di avere firmato io talune ricevute di pagamento perché mia figlia era minorenne…. non ricordo di averla mai vista questa ricevuta”.

Alla luce della documentazione senza timbri i magistrati hanno il dubbio che la revisione, in realtà, sia stata effettuata, nella migliore delle ipotesi, in maniera sommaria e mediante esame frammentario della documentazione contabile.

C’è poi il capitolo noleggi presso Pianeta Verde (presieduta da Natale Capone), che, sorta “senza fini di lucro” è diventata poi ente commerciale, operante in particolare, con l’Ancol, il cui rappresentante legale è Melino Capone. Nel 2006 inoltre Natale Capone veniva assunto dall’Ancol dal fratello. L’associazione Pianeta Verde, nei rapporti con la Ancol, spesso è stata rappresentata da Giuseppe Caliri, dipendente dell’Ente.

Come ricostruito dal consulente del pubblico ministero, l’Ancol avrebbe stipulato tra il 2004 ed il 2011 almeno 25 contratti di noleggio attrezzature con Pianeta Verde, per €. 962.800,76. In gran parte mancavano i preventivi di confronto e, quando c’erano, risultavano acquisiti presso aziende collegate alla Ancol o a Pianeta Verde, come la ditta Impallomeni Carmelo, cugino dei Capone e dipendente Ancol. L’analisi condotta dal consulente ha evidenziato come i contratti di noleggio avessero riportato canoni assolutamente sproporzionati rispetto al reale valore di noleggio, ma anche al valore di mercato, “così può affermarsi la natura parzialmente fittizia di tali contratti, funzionali unicamente a fornire copertura alla distrazione del denaro pubblico”. Nel 2007, ad esempio, c’è un contratto per 48 mila euro per attrezzature destinate alle sedi di Messina e Siracusa, ma, come si evince dall’inchiesta la consegna della merce non è documentata, non essendoci documenti di trasporto. Stesso copione per un altro contratto del 2007, con destinazione sedi di Messina, Catania e Palermo per 46 mila e 800 euro. Anche in questo caso la consegna della merce non è documentata.

Gran parte del materiale noleggiato nel 2007 inoltre è abbastanza datato, considerato che si tratta di materiale informatico acquistato nel 2002/2003. Parte del materiale inoltre veniva acquistato da Pianeta verde di seconda mano e poi noleggiato come nuovo. A fronte di un valore d’acquisto della merce per 50 mila euro, ad esempio, e quindi di un noleggio per 25 mila, il canone pagato era di 171 mila euro. Attraverso il sistema dell’Ancol e del Pianeta Verde quindi, “sussiste, parimenti- secondo il gip- la contestata truffa, dal momento che, mediante l’artificiosa documentazione atta a rappresentare costi parzialmente inesistenti, gli indagati non solo hanno occultato l’avvenuta distrazione delle somme di denaro, ma anche ottenuto l’approvazione del rendiconto e l’erogazione del saldo”.

Rosaria Brancato

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5 commenti

  1. Bravi così si fa business. Vi manderei a lavare i bagni della stazione.
    Che i fan del vecchio sistema abbiano un po di decoro e stiano zitti. Accorinti non avrà grandi esperienza di amministrazione ma non c’è di meglio in giro e visti i risultati del magna magna degli ultimi anni.

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  2. Ed io ancora aspetto i soldi…

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  3. CHE TRISTEZZA!!!!MA PERCHE’ SI E’ ASPETTATO COSI TANTO ??? I CONTROLLI FANNO EFFETTUATI ANNUALMENTE DALLA GdF. SOLO COSI SI PUO’ PREVENTIVAMENTE ELIMINARE A MONTE IL DANNO ESOSO PER LE CASSE PUBBLICHE !!!

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  4. Mi dispiace questa caduta di stile imputata a Loredana.
    Andavo a scuola con lei, e posso testimoniare che era di una bravura ed integrità morale indiscutibile.
    Ahinoi

    E’ tutto da ripensare, riprogrammare e rifare…
    Siamo alla deriva…senza timone…
    Ma quel che duole, non è il sentimento della deriva, ma la consapevolezza che ci sono tanti schettini al comando…

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  5. Tutti i lavoratori siamo rimasti nella merda senza un lavoro.

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