Cortile Teatro Festival, l'Horcynus Orca secondo Gaspare Balsamo

Cortile Teatro Festival, l’Horcynus Orca secondo Gaspare Balsamo

Redazione

Cortile Teatro Festival, l’Horcynus Orca secondo Gaspare Balsamo

lunedì 04 Agosto 2025 - 09:20

Il cuntastorie siciliano stasera alla Lega navale di Messina per la quattordicesima edizione della rassegna. Con protagonista lo Stretto

MESSINA – Il secondo appuntamento del XIV Cortile Teatro FestivaL è in programma stasera alle 21. Si tornerà nello spiazzo della Lega Navale (località Grotte), che ha già ospitato l’anteprima della rassegna, per “Epica fera – Cunti da Horcynus Orca”, il cui il cuntastorie siciliano Gaspare Balsamo, già altre volte protagonista del festival messinese, racconterà alla sua apprezzatissima maniera i pescatori e gli uomini di mare dello Stretto di Messina, legati al romanzo di Stefano D’Arrigo. Il progetto “Horcynus Orca” di
Balsamo nasce e si sviluppa dalla riscrittura di alcune parti del romanzo che in questo 2025 festeggia i suoi cinquant’anni. Proprio per questo la location della Lega navale, affacciata direttamente sullo Stretto, appare la sede ideale di questo spettacolo. Informazioni e prenotazioni al numero whatsapp 3476630002.

Così Balsamo racconta la sua “creatura”: «Cunti che girano tutti intorno al tema delle sirene, dei delfini e dei pescatori nelle acque dello Scill’e Cariddi. Nelle trame continue del racconto si lotta per campare e affermare la propria identità e resistenza. I delfini, che per la loro gratuita e irridente ferocia i
pescatori dello Stretto di Messina chiamano fere, sono i coprotagonisti speculari dei cunti, e contendono con i pescatori il dominio sul mare. I pescatori, seguendo la loro cultura d’appartenenza che si alimenta delle storie, delle convenzioni e dei riti dell’Opera dei pupi, chiamano magonzesi le fere, cioè traditori, infami da ammazzare e scannare. Ma la battaglia è continua, su tutti i fronti. Tutte le questioni sono di primaria importanza, e come si lotta per fame, si lotta anche per rivendicare la propria cultura: ed
ecco ricomparire il delfino/fera sulla bocca dei pescatori che, con i fascisti o con gli ufficiali acculturati, disputano su quale lingua suoni meglio. “Dite delfino e delfino sarà” sentenzia il fascista, che impone con violenza la purezza e l’eleganza della lingua nazionale al suono volgare, gretto e basso del dialetto dei pescatori”.

Lo Stretto di Messina, Scilla e Cariddi e il cuntastorie Balsamo

L’artista conclude: “In difesa della parola italiana “delfino” l’autorità nazionale e fascista ordina ai pescatori di sillabare il nome del-fi-no. Il Mare dei due mari, lo Scill’e Cariddi, lo Stretto di Messina è il campo di battaglia degli eserciti che, schierati l’uno in fronte all’altro, si scrutano come tori inferociti, pronti a perpetrare la battaglia infinita tra bene e male, alto e basso, lingua e dialetto, patruni e sutta, fera e delfino».
Il prossimo appuntamento è in programma il 9 agosto nella Tenuta Rasocolmo. Andrà in scena “Bollari – Memorie dello Jonio”, di e con Carlo Gallo. Ancora una volta sarà protagonista il mare: non a caso il sottotitolo del Festival quest’anno è “Com’è profondo il mare”.
Il Cortile Teatro Festival nasce da un’idea di Roberto Zorn Bonaventura (che è il direttore artistico), Giuseppe Giamboi e Stefano Barbagallo. Il Castello di Sancio Panza lo organizza insieme con il Comune di Messina e con la collaborazione del ristorante ‘A Cucchiara e della Tenuta Rasocolmo e con il sostegno di Latitudini e del gruppo Caronte-Tourist. Grafica di Riccardo Bonaventura. Foto di Giuseppe Contarini.

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