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Cripta del duomo. Sinergia tra Soprintendenza, Curia e Comune di Messina

Marco Ipsale

Cripta del duomo. Sinergia tra Soprintendenza, Curia e Comune di Messina

lunedì 03 Febbraio 2020 - 07:00
Cripta del duomo. Sinergia tra Soprintendenza, Curia e Comune di Messina

L'obiettivo è quello di trovare i soldi necessari per il restauro

MESSINA – “Come facevate a sapere che ci stiamo interessando alla cripta del Duomo?”. Il riferimento della soprintendente di Messina, Mirella Vinci, è al video pubblicato sul nostro giornale, con intervista a padre Giovanni Lombardo e le riprese di Matteo Arrigo, che testimoniano la bellezza di un luogo storico ma, purtroppo, chiuso al pubblico.

Il motivo ce lo aveva spiegato già quattro anni fa il delegato diocesano alla cattedrale, mons. Giuseppe La Speme, che è anche l’economo dell’Arcidiocesi: “Serve un lavoro di restauro e consolidamento delle volte e degli stucchi – ci aveva detto -, oltre alle parti in cemento armato aggiunte in occasione dei vari terremoti per consolidare la struttura superiore della cattedrale”.

E conferma tutto oggi, sottolineando che la Cripta “non è chiusa per un capriccio, ma per questioni di sicurezza. L’intervento da fare è consistente, ci sono vincoli e parametri da rispettare e bisogna realizzare un percorso sollevato per l’accesso, visto che al momento c’è solo una scala in legno. La Soprintendenza aveva dato disponibilità per il progetto ma il problema, più che altro, sono i finanziamenti. Serve sinergia e collaborazione tra noi, in quanto ente proprietario, Soprintendenza e Comune”.

Costo ipotizzato? Tra i 300 e i 400mila euro. Una cifra non eccessiva, basti pensare che i lavori di impermeabilizzazione furono finanziati vent’anni fa dalla Regione con 4 miliardi di lire, corrispondenti a 2 milioni di euro che, rivalutati oggi, sarebbero circa 2,8 milioni.

Il problema è che quei soldi la Curia non ce li ha e la legge europea vieta all’assessorato regionale ai Beni Culturali, che è l’organo tecnico competente, di usarli per opere monumentali della Chiesa, a meno che non ci siano bandi specifici mirati ad enti ecclesiastici. “Per questo chiediamo l’aiuto degli enti pubblici – prosegue mons. La Speme -, per trovare un finanziamento, ad esempio da canali europei, in capitoli ad hoc. In passato ci sono state buone intenzioni, ora mi auguro si traducano in passi significativi”.

Il prossimo è un incontro tra le parti, Curia e Soprintendenza, per concordare un percorso comune. “Voglio a tutti i costi trovare le vie giuste – dice la soprintendente – e studiare un piano insieme alla Curia. E’ un luogo che mi sta molto a cuore. Le nostre catalogatrici si sono già mosse per avviare una campagna di classificazione degli stucchi, ma questo non basta. A breve incontrerò mons. La Speme, c’è una volontà condivisa ma bisogna individuare i finanziamenti necessari. La cripta è un mio interesse prioritario, la Soprintendenza farà tutto ciò che le è consentito tra i propri compiti”.

Ma anche da Palazzo Zanca c’è la voglia di fare squadra. “Parlerò con l’assessore Carlotta Previti, che si occupa di reperire finanziamenti europei – aggiunge il neo assessore alla cultura, Enzo Caruso -. E’ un caso particolare, perché si tratta di un bene di proprietà della Curia, però cercheremo di trovare insieme la soluzione giusta. Purtroppo in Italia si destinano pochissime risorse alla cultura, a volte sono i grossi sponsor ad intervenire ma solo se la città è attrattiva. Il nostro obiettivo a lunga scadenza è quello di riportare Messina sotto i riflettori del Mediterraneo, come punto di riferimento turistico-culturale”.

(Marco Ipsale)

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