ll premio Raffaele Danzinelli allo scrittore galatese che racconta Rita Atria anche alle scuole
Ancora un prestigioso riconoscimento letterario per Cristiano Parafioriti, di Galati Mamertino, da anni residente a Luino ma rimasto profondamente legato alla Sicilia e al paese nebroideo nel quale affondano le sue radici umane e letterarie. Questa volta il successo arriva da Treviso dove lo scrittore si è aggiudicato il primo posto nella categoria Racconti singoli della seconda edizione del Premio letterario Raffaella Danzinelli, grazie all’opera Io che sono Rita.
Un altro riconoscimento per lo scrittore galatese
Un riconoscimento particolarmente significativo perché premia ancora una volta uno dei lavori più intensi dell’autore galatese, dedicato alla figura di Rita Atria, la giovane siciliana che ebbe il coraggio di ribellarsi alla cultura mafiosa dell’ambiente nel quale era cresciuta e di affidarsi alla giustizia, trovando nel giudice Paolo Borsellino un fondamentale punto di riferimento. Parafioriti sceglie di raccontarne la vicenda in prima persona, entrando idealmente nella voce e nell’anima di Rita e restituendo al lettore non soltanto la dimensione tragica della sua storia, ma soprattutto il difficile percorso di una giovane donna che sceglie di spezzare il legame con un mondo fondato sulla violenza e sull’omertà.
Perché il premio Danzinelli a Parafioriti
Una narrazione nella quale ritorna anche quel rapporto profondo e mai reciso con la Sicilia, terra che occupa un posto centrale nella produzione letteraria dello scrittore galatese. Un legame che Parafioriti ha raccontato più volte nelle sue opere, a partire da Era il mio paese, ambientato proprio nella sua Galati Mamertino, divenuta negli ultimi anni anche meta di iniziative di turismo letterario legate ai suoi racconti. Particolarmente significativa la motivazione della giuria del Premio Danzinelli, che ha definito la narrazione “coinvolgente e profondamente empatica”, sottolineando il difficile cammino della protagonista che, pur provenendo da un contesto segnato dalla cultura mafiosa, trova la forza di scegliere la verità e la giustizia.
Rita Atria nell’opera di Parafioriti
La commissione ha inoltre evidenziato come il racconto affronti temi quali il coraggio, la scelta, la ricerca della verità e il riscatto personale, intrecciandoli con la tragedia dell’attentato e della morte di Paolo Borsellino, uno degli avvenimenti che hanno segnato più profondamente la storia recente della Sicilia e dell’intero Paese. Per Io che sono Rita si tratta dell’ennesima affermazione. Neò gennaio 2025 l’opera aveva vinto il Premio Melagrana – Città di Caserta, sottolineando già allora la capacità dell’autore di affrontare la vicenda di Rita Atria attraverso una prospettiva narrativa personale e intensa. Il nuovo primo premio conquistato a Treviso arricchisce così il percorso letterario di Parafioriti, che negli anni ha portato le proprie opere e, con esse, un pezzo della propria terra d’origine in numerose città italiane.
Uno scrittore e la sua Galati Mamertino
Nonostante viva da molti anni in Lombardia, infatti, Galati Mamertino continua a rappresentare il punto di partenza e di ritorno della sua scrittura. Un rapporto mai interrotto, testimoniato anche dal suo lungo impegno culturale nel paese e dalla direzione artistica del Premio Nazionale di Poesia “Nino Ferraù”, manifestazione alla cui crescita Parafioriti ha contribuito negli anni. E così, anche da Treviso, un nuovo riconoscimento nazionale porta idealmente fino ai Nebrodi il nome di Galati Mamertino. Questa volta attraverso la voce di Rita Atria e una storia profondamente siciliana: quella di chi trova il coraggio di dire no, di scegliere la verità e di trasformare la memoria in testimonianza.

