Oggi la notifica con tre ipotesi di reato. Indagini dei carabinieri di Messina
MESSINA – Oggi un nuovo sopralluogo del procuratore capo Antonio D’Amato nei luoghi del crollo della palazzina a Pistunina. E, in queste ore, si è proceduto alla notifica, a tre persone, di un’informazione di garanzia e dell’invito a comparire. Le ipotesi di reato sono tre: omicidio colposo plurimo, rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno.
Gli indagati saranno ascoltati nei prossimi giorni. Come riporta AdnKronos, si tratta del commerciante e imprenditore che aveva preso in affitto l’intero pianterreno (ex supermercato) per realizzare una macelleria, dell’ingegnere direttore dei lavori e del titolare dell’impresa a cui sarebbero stati affidati i lavori di ristrutturazione.
Così, nel registro degli indagati, sono stati iscritti gli imprenditori Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì e l’ingegnere Pietro Leone. Quest’ultimo progettò la palazzina nel 1989 ed è parente delle persone colpite dal disastro.
Le indagini della Procura della Repubblica di Messina sono affidate ai carabinieri del Comando provinciale di Messina, unitamente al Servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (Spresal), dell’Asp di Messina e dei Vigili del fuoco. Il tutto per ricostruire come è avvenuto il drammatico episodio e per verificare l’eventuale sussistenza di un nesso con alcuni lavori in corso nello stabile.
Si punta a ricostruire la dinamica del crollo a Pistunina e le responsabilità individuali
In questa fase investigativa, l’obiettivo della Procura è assicurare l’acquisizione genuina delle fonti di prova per ricostruire la dinamica del crollo e risalire alle responsabilità individuali. “L’attività investigativa è svolta a 360 gradi e serve a chiarire una serie di dinamiche, ivi compresa quella se fosse o meno in atto una attività cantieristica per risolvere dei problemi strutturali o altro”, ha spiegato oggi D’Amato. L’inchiesta è stata aperta lo scorso 30 luglio e affidata alla sostituta Anita Siliotti.
“Sono state sentite tante persone ma non posso entrare nei dettagli perché ci sono indagini in corso”, ha a sua volta precisato il comandante provinciale dei Carabinieri Lucio Arcidiacono, anche lui presente stamattina nei luoghi del disastro.
Il sequestro delle aree
In prima battuta si è provveduto al sequestro dell’area in via Giorgio La Pira n. 3, dove c’è la palazzina colpita dal crollo, e dell’area del parcheggio rosso dello stadio San Filippo. Area individuata per lo stoccaggio temporaneo delle macerie estratte dal cratere.
Aggiornamento: intervistato dal Tg1, l’ingegnere Pietro Leone nega di aver coordinato i nuovi lavori.
Nuovo aggiornamento sulla posizione di D’Alì da parte dell‘avvocato Scordo: “Il mio cliente si trovava nella palazzina per verificare lo stato dei pilastri su incarico dei Leone”.


Un edificio non cade se non si toccano pilastri o travi portanti.. non dico ora ma qualcuno nel tempo sicuramente le ha toccate, gli inquirenti dovrebbero cercare foto video registrazioni anche passate per vedere se dove prima c’erano travi o pilastri sono scomparsi…. Se esistono pubblicità dove fanno vedere il supermercato … Il bazar dall’interno e anche il parcheggio che si trovava sotto.
Da considerare anche che nel parcheggio anche mezzi in manovra possono avere toccato pilastri in modo grave