Oggi la notifica con ipotesi di reato omicidio colposo plurimo e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro. Indagini dei carabinieri di Messina
MESSINA – Oggi un nuovo sopralluogo del procuratore capo Antonio D’Amato nei luoghi del crollo della palazzina a Pistunina. E, in queste ore, si è proceduto alla notifica, a tre persone, di un’informazione di garanzia e dell’invito a comparire. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo, rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno.
Le indagini della Procura della Repubblica di Messina sono affidate ai carabinieri del Comando provinciale di Messina, unitamente al Servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (Spresal), dell’Asp di Messina e dei Vigili del fuoco. Il tutto per ricostruire come è avvenuto il drammatico episodio e per verificare l’eventuale sussistenza di un nesso con alcuni lavori in corso nello stabile.
Si punta a ricostruire la dinamica del crollo a Pistunina e le responsabilità individuali
In questa fase investigativa, l’obiettivo della Procura è assicurare l’acquisizione genuina delle fonti di prova per ricostruire la dinamica del crollo e risalire alle responsabilità individuali. “L’attività investigativa è svolta a 360 gradi e serve a chiarire una serie di dinamiche, ivi compresa quella se fosse o meno in atto una attività cantieristica per risolvere dei problemi strutturali o altro”, ha spiegato oggi D’Amato. L’inchiesta è stata aperta lo scorso 30 luglio e affidata alla sostituta Anita Siliotti.
“Sono state sentite tante persone ma non posso entrare nei dettagli perché ci sono indagini in corso”, ha a sua volta precisato il comandante provinciale dei Carabinieri Lucio Arcidiacono, anche lui presente stamattina nei luoghi del disastro.
Il sequestro delle aree
In prima battuta si è provveduto al sequestro dell’area in via Giorgio La Pira n. 3, dove c’è la palazzina colpita dal crollo, e dell’area del parcheggio rosso dello stadio San Filippo. Area individuata per lo stoccaggio temporaneo delle macerie estratte dal cratere.

