Il lavoro incessante dei vigili del fuoco, il supporto ai familiari e le indagini della Procura. 48 ore dopo il disastro, Messina continua a fare i conti con questa ferita profonda
MESSINA – Era il pomeriggio del 30 luglio e sono trascorse più di 48 ore dal crollo della palazzina a Pistunina. I vigili del fuoco continuano a scavare tra le macerie, giorno e notte, tra polvere, fumo e caldo opprimente. I corpi di Carmelo e Rosa Leone sono stati ritrovati. Restano quattro dispersi: Sara Leone, Santino Magazzù (il marito di Rosa Leone), Lhairu Warnakulasuriya e Alessandra Frazzica.
Aggiornamento del tardo pomeriggio: un terzo corpo è stato recuperato e si attende il riconoscimento da parte dei familiari.
Grande è l’angoscia dei familiari dei dispersi. E la macchina dei soccorsi continua la sua corsa contro il tempo.
Il sostegno ai familiari dei dispersi
Da parte sua, oggi il sindaco Basile ha avuto rassicurazioni dal presidente della Regione Schifani in merito a un rafforzamento del supporto logistico e organizzativo necessario per sostenere l’impegno nei luoghi del disastro. “Servono mezzi e aiuti”, è stato evidenziato, mentre le istituzioni lavorano in sinergia. Il Comune di Messina, insieme al Coc – Centro operativo comunale, ha pure attivato il Centro polifunzionale della protezione civile di Santa Lucia, “già operativo per le squadre esterne giunte a Messina a supporto dei soccorritori, e ora messo a disposizione anche per accogliere i familiari in un momento di immenso dolore”.


La priorità è trovare le persone sotto le macerie, “continuando a sperare che possano essere ancora vive”, come ha ribadito il comandante dei vigili del fuoco Michele Burgio, e nello stesso tempo sono state avviate le indagini. Le cause del crollo sono ora materia in mano alla Procura della Repubblica.
Le indagini della Procura, disastro colposo e omicidio colposo plurimo le ipotesi di reato
Così stamattina il procuratore capo Antonio D’Amato dopo un nuovo sopralluogo a Pistunina: “È in corso l’attività di acquisizione di una serie di elementi che saranno indispensabili per la ricostruzione della dinamica dell’episodio e per individuare eventuali responsabilità di natura omissiva o commissiva. L’attività investigativa è svolta a 360 gradi e serve a chiarire una serie di dinamiche, ivi compresa quella se fosse o meno in atto una attività cantieristica per risolvere dei problemi strutturali o altro”.
Disastro colposo e omicidio colposo plurimo le ipotesi di reato.
Una nuova ferita nel territorio di Messina
Nel frattempo, Messina fa i conti con un altro colpo al cuore del proprio territorio, dopo Giampilieri e altri disastri. Qualcosa d’inatteso e sconvolgente e che costringe a rafforzare il senso di comunità. Una comunità ferita. Intanto, tra fumi e macerie, si continua a scavare.

