Condanna esemplare per una coppia di coniugi che esercitava forti abusi fisici, psichici e perfino sessuali sui quattro figli della donna, tutti in età al di sotto dei dieci anni.
I giudici della Prima Sezione del Tribunale hanno inflitto sei anni a testa ai due contro i sette anni richiesti dal pm.
La terribile vicenda è venuta a galla quando una delle bambine ha confidato gli abusi subiti ad un’educatrice della casa alloggio in cui viveva con i tre fratellini. L’inferno è iniziato quando la mamma dei quattro bambini è andata a convivere con il nuovo compagno. Quest’ultimo ha subito messo in chiaro le sue intenzioni. Lui era il capofamiglia e tutti gli altri dovevano solo piegarsi al suo volere. Le sue attenzioni si rivolsero subito alla più grande dei figli, che oggi ha raggiunto la maggiore età, e poi via via si è dedicato ai due maschietti ed all’altra femminuccia, tutti al di sotto dei dieci anni. In casa comandava lui, non c’erano discussioni. I bambini dovevano svolgere le faccende domestiche, quindi lavare, spazzare, cucinare e perfino andare a fare la spesa. Se qualcosa non andava per il verso giusto o se uno dei piccoli piangeva o, come tutti i bambini del mondo, chiedeva qualche attenzione, partivano schiaffi e punizioni. Tutto questo avveniva senza che la madre intervenisse mai. Lei chiudeva uno ed anche due occhi di fronte alle vessazioni compiute dal compagno. In fondo anche a lei stava bene che i figli svolgessero al suo posto le mansioni domestiche. E non interveniva nemmeno quando l’uomo ricorreva a punizioni drastiche come cacciarli di casa e lasciargli trascorrere la notte a dormire sul pianerottolo.
Purtroppo presto iniziarono anche gli abusi sessuali. E’ stata sempre la bambina a raccontarlo all’educatrice. Quell’uomo prendeva in braccio i fratellini e li palpeggiava nelle parti intime. Stessa cosa faceva con le femminucce. Negli ultimi tempi aveva preso di mira la più piccola. Spesso la palpeggiava nelle parti intime ed una volta aveva tentato di trascinarla con la forza in camera da letto. Il peggio era stato evitato grazie all’intervento della sorella maggiore che aveva iniziato ad urlare. Neanche di fronte a queste atrocità la madre aveva mai ritenuto d’intervenire.
Grazie alla confessione della bambina ed alla denuncia dell’educatrice della casa di accoglienza nel 2006 i due conviventi furono arrestati. Oggi la condanna del Tribunale. I due imputati sono stati assistiti dall’avvocato Nino Cacìa.
