Addetti alle cooperative sociali. Domani sciopero nazionale per il rinnovo del contratto di lavoro

Addetti alle cooperative sociali. Domani sciopero nazionale per il rinnovo del contratto di lavoro

Addetti alle cooperative sociali. Domani sciopero nazionale per il rinnovo del contratto di lavoro

giovedì 03 Aprile 2008 - 08:18

Da due anni i 250 mila lavoratori ne attendono il rinnovo. Prevista una manifestazione a Roma

Sono 250 mila gli addetti alle cooperative sociale che da oltre due anni attendono il rinnovo del contratto di lavoro. Dopo il fallito tentativo di conciliazione avvenuto lo scorso 18 marzo al Ministero del Lavoro, Cgil Fp, Cisl Fp, Fisascat Cisl e Uil Fpl hanno proclamato uno sciopero nazionale che avrà come appuntamento centrale la manifestazione che si terrà domani a Roma.

“La posizione delle cooperative sociali di apparente disponibilità a una definizione rapida del rinnovo contrattuale – si legge nella nota diffusa dai sindacati – nasconde la volontà di mantenere il settore con retribuzioni assolutamente inadeguate rispetto alle attività svolte e alle professionalità presenti nelle cooperative sociali.

Le mobilitazione in tutti i territori della nostra regione e lo sciopero nazionale con manifestazione nazionale a Roma, sono l’occasione per rappresentare alle centrali cooperative (per il ruolo svolto dalla cooperazione e per i suoi valori di riferimento), alle Amministrazioni pubbliche e private e a tutta l’opinione pubblica che CGIL FP – CISL FP – FISASCAT CISL – UIL FPL non sono più disposte ad accettare la logica della razionalizzazione e delle economie nei servizi alla persona (a partire dalle gare di appalto al “massimo ribasso-) perché tutto questo mette in discussione un sistema, anche minimo, di tutele e sicurezze per le addette e gli addetti del settore.

La vertenza delle cooperative sociali in Sicilia rappresenta oltre 15.000 addetti,lavoratori e lavoratrici che operano in un sistema di flessibilità e di precarietà inaccettabili, in condizioni di lavoro sempre peggiori ed onerose. La mobilitazione costituisce quindi una sfida per l’equità, la valorizzazione del lavoro, il diritto ad un salario adeguato alla professionalità ed alla qualità dei servizi erogati-.

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