Agrumeti virtuali per intascare milioni reali: arrestato il sindaco di Capo d’Orlando Sindoni

Agrumeti virtuali per intascare milioni reali: arrestato il sindaco di Capo d’Orlando Sindoni

Agrumeti virtuali per intascare milioni reali: arrestato il sindaco di Capo d’Orlando Sindoni

martedì 26 Ottobre 2010 - 08:36

L’operazione “One Million Orange” delle Fiamme Gialle di Siracusa: in manette anche un altro amministratore di cooperative agricole, al quale sono stati concessi i domiciliari. L’accusa è di truffa aggravata in concorso nei confronti della pubblica amministrazione

Terremoto giudiziario a Capo d’Orlando, dove in manette è finito il sindaco Vincenzo Sindoni, nella qualità di rappresentate legale della Agridea, azienda agricola orlandina. Insieme a lui è stato arrestato anche Basilio Gugliotta, rappresentante legale della Cam, cooperativa agricola di cui Sindoni, secondo le indagini, risulta essere amministratore di fatto. E’ questo il devastante esito dell’operazione “One Million Orange” portata a compimento dagli uomini della Guardia di Finanza di Siracusa. Lo scenario scoperto dalle Fiamme Gialle è il seguente: agrumeti “virtuali” per intascare milioni “reali”. Da qui le indagini condotte sull’appetitoso business milionario dell’indebita percezione di fondi comunitari che, partita dalla provincia di Siracusana, ne ha varcato per raggiungere il Tirreno.

Così, su ordine della Procura siracusana, che ha diretto le indagini, per Sindoni si sono aperte le porte del carcere di Siracusa mentre Gugliotta è stato posto agli arresti domiciliari. Pesanti i reati ipotizzati a loro carico: truffa aggravata in concorso nei confronti della pubblica amministrazione per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Secondo le Fiamme Gialle siracusane, infatti, queste società, che si occupano di raccolta e conferimento alle industrie di prodotti agricoli, avrebbero ottenuto dall’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) l’indebita erogazione di contributi Feoga (Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia) per oltre un milione di euro, reiterando questo meccanismo di frode acclarato proprio dai finanzieri aretusei nel corso di una precedente indagine svolta nel 2008, indagine che aveva visto contestare allo stesso Sindoni il delitto di associazione per delinquere, in concorso con altre otto persone.

Anche in questo caso, secondo gli inquirenti, risulta difatti dichiarata fraudolentemente la disponibilità di terreni coltivati ad agrumi e la relativa produzione fittizia di arance e limoni. Le indagini condotte dalla Fiamme Gialle hanno permesso di appurare che gran parte dei terreni erano, invece, improduttivi o di proprietà e nella disponibilità di soggetti diversi, che non avevano stipulato alcun contratto di locazione con le cooperative percettrici dei fondi pubblici. Inoltre, le quantità di agrumi dichiarate sono risultate non congrue rispetto alle dimensioni degli agrumeti ed alla capacità produttiva degli stessi.

I contributi indebitamente percepiti ammontano a circa 1 milione di euro e sono stati percepiti fino al mese di giugno del 2009. Diverse le provincie interessate al particolare fenomeno truffaldino: oltre a quella aretusea, infatti, le società coinvolte hanno operato anche in territorio catanese e messinese, forse proprio per creare ulteriori step strutturali tali da rendere ancor più difficile il controllo da parte degli organi preposti. Le due cooperative ed a una terza (l’Upea sempre di Capo d’Orlando e che vede anch’essa il sindaco Sindoni quale amministratore di fatto), anch’essa coinvolta nella vicenda, sono state anche escluse da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi, hanno ricevuto la revoca di quelli già concessi ed è stato loro imposto il divieto di contrattare con la pubblica Amministrazione, sanzioni previste dalla normativa sulla responsabilità amministrative della società.

Le indagini degli uomini del Comando provinciale di Siracusa proseguono per individuare ulteriori anelli della catena di frode che, allo stato, non si esclude possa riguardare un contesto molto più ampio e rivelare nuovi aspetti interessanti sotto il profilo investigativo.

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