"Rita Atria, la settima vittima di via D'Amelio": si presenta il libro a Olivarella

“Rita Atria, la settima vittima di via D’Amelio”: si presenta il libro a Olivarella

Tosi Siragusa

“Rita Atria, la settima vittima di via D’Amelio”: si presenta il libro a Olivarella

mercoledì 10 Giugno 2026 - 06:00

Apppuntamento giovedì 11 giugno con l'inchiesta scritta da Giovanna Cucè e Nadia Furnari

OLIVARELLA – “Rita Atria. La settima vittima di Via D’Amelio”. La giornalista Giovanna Cucè (nella foto) e l’attivista Nadia Furnari sono coautrici del testo-inchiesta sulla morte tragica di Rita Atria, avvenuta dopo la stragepalermitana del 19 luglio 1992. Strage mafiosa nella quale morirono il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Fabio Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Il libro edito da Mesogea viene presentato giovedì 11 giugno alle 18 nel salone parrocchiale dell’oratorio “Giovanni Paolo II” di Olivarella.

A organizzare l’Upcf, Università popolare comprensoriale filippese, con il suo presidente Claudio Cambria, e la Biblioteca “Prof.ssa Nuccia Miroddi”, con il supporto dell’amministrazione comunale di S. Filippo del Mela , con il sindaco Giovanni Pino e padre Stefano Messina, della Parrocchia di S. Maria Immacolata e Sacro Cuore di Gesù .

Dopo i saluti, seguiranno gli interventi delle avvocate Tommasa Siragusa e Santina Dante e prenderanno la parola le coautrici e l’editrice Caterina Pastura. Coordinatrice del momento di incontro sarà Katia Trifirò, docente di Unime.

Il suicidio della “picciridda” Rita e la necessità di riaprire il caso

Il pubblico sarà coinvolto e potrà interagire. Secondo la ricostruzione ufficiale, Rita Atria sarebbe precipitata da un balcone del suo residence romano, al civico 23 di via Amelia. Suicidio, questa la terminologia che ha messo la sordina, archiviando il caso, alla ricerca della verità, che già in apparenza è apparsa e appare sempre più con il trascorrere del tempo – con ben quasi 34 anni che ci separano dal decesso della “picciridda”, allora invero già diciassettenne – avvolta sotto una pesante coltre di silenzio, reticenze, contraddizioni, oltre che contaminazioni dei luoghi. Il volume, in questa novella edizione, Mesogea 2026, Messina, ampliata e aggiornata rispetto alla pregressa, anche diversamente titolata, Io sono Rita, del 2022 per l’editore Marotta & Cafiero, si è avvalso di ulteriori ricerche intorno a documenti d’archivio e testimonianze per riconsegnare a lettori e fruitori delle presentazioni non una narrazione di mafia “tout court”, ma altresì un emblematico fenomeno di abbandono di minore (oggi diremmo
testimone di giustizia e non collaboratrice), da parte di uno Stato che, pure avendola in custodia, non è riuscito a operare neanche in minima parte a sua tutela. Carenza di cura e protezione allora, “in primis” riferibili a tutte le istituzioni correlate alla giustizia che avrebbero dovuto proteggerla dopo la fine violenta del giudice Borsellino, al quale era legata.

Bisogna, e questa è la “ratio” dichiarata del libro, richiedere a gran voce la riapertura di questo caso davvero buio, per restituire voce alla coraggiosa Rita, assai risoluta nella conduzione di una vera lotta contro le mafie, per lei ancor più irta di ostacoli
attesa l’esperienza familiare traumatica, con le intercorse uccisioni prima del mitizzato padre Vito, nel 1985 a Partanna, e poi del fratello Nicola, nel 1991 a Montevago, entrambe figure fortemente amate dalla giovane, pur nella consapevolezza della loro natura di efferati criminali, che ha voluto contribuire a mettere in luce attraverso la collaborazione con gli organi giudiziari.

Mala giustizia e connivenze, allora, che hanno costituito pesante fardello e inquinato questa come anche l’ indagine sulla strage di via D’Amelio.
Riaprire i fascicoli, indagando davvero, sia allora la parole d’ordine, anche contro il silenzio e l’indifferenza dei cosiddetti buoni, che feriscono più della violenza dei cattivi. Non voltiamo allora le spalle all’etica condivisione, contaminiamoci, facendo nostre le pulsioni e la ragionata decisione che avevano condotto Rita ben oltre il sentiero consueto, sopportando il rischio, più che possibile, di porre fine alla sua stessa esistenza, e, prima ancora, di fare a brandelli i residui legami importanti.

Questa morte reclama giustizia, non sottraiamoci, ciascuno faccia, per quanto e come possibile, la propria parte. Dopo la anteprima messinese e la presentazione in quel di Palermo, questo importante passaggio anche in territorio del versante tirrenico, costituisce ulteriore tassello fondamentale.
Ulteriori tappe saranno nel prosieguo programmate anche per l’anno scolastico 2O26/2027 presso Istituti scolastici e Atenei della nostra regione. Si raccomanda per intanto una piena condivisione e un’attiva e consapevole partecipazione per non rendere inane l’impegno dell’associazione antimafia “Rita Atria” e delle valenti coautrici, così come il lavoro della casa editrice e di tutti coloro
che ne hanno approntato supporto.

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