L'uomo è cognato del banchiere Michele Sindona. Introdotti illegalmente in Italia 7000 stranieri
Sarebbe un uomo originario di Patti il capo di un’organizzazione che faceva arrivare clandestini in Lombardia e Friuli, utilizzando falsi visti e contratti di lavoro fittizi. In manette è finito Enrico Cilio, 79 anni, da tempo residente a Milano, già commercialista e cognato di Michele Sindona, il banchiere coinvolto nell’affare Calvi ed accusato di aver ordinato l’omicidio di Giorgio Ambrosoli. L’operazione, condotta dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza di Trieste, ha portato all’arresto di altre 11 persone fra cui il figlio di Cilio, Sebastiano, 54 anni, l’ex nuora, Maria Addolorata Pala 49 anni, ed il nipote Enrico Jr, 25 anni.
Le forze dell’ordine hanno sequestrato terreni, case, conti correnti bancari, quote societarie e società per circa 40 milioni di euro.
L’organizzazione richiedeva agli extracomunitari dea 2000 e 3000 euro in cambio di un falso visto e un contratto di lavoro fittizio per consentire il rilascio di un permesso di soggiorno. Con questo sistema sarebbero stati messi in regola circa 7000 stranieri, in gran parte egiziani.
