Secondo la DDA avrebbe messo insieme, con attività illecite, l'immenso tesoro sequestrato dalla Polizia nel maggio scorso
Cinque mesi di indagini per stabilire con certezza che è lui il boss della
“Banda del rione Mangialupi”. Antonino Trovato, 52 anni era già da tempo considerato dagli investigatori la mente della potente organizzazione criminale che gestiva nella zona sud il traffico di droga, l’usura e le estorsioni. Ora Trovato è stato raggiunto da un nuovo provvedimento di custodia cautelare che gli agenti della Squadra mobile di Messina gli hanno notificato in carcere. In pratica Antonino Trovato viene considerato l’artefice del tesoro del clan di Mangialupi che la Mobile aveva sequestrato nei mesi di maggio e giugno scorsi.
Decisive si sono rivelate alcune testimonianze ma anche le intercettazioni telefoniche ed ambientali alle quali erano stati sottoposti alcuni prestanome ed affiliati al gruppo criminale.
La Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale il 12 maggio scorso sequestro beni per oltre 20 milioni di euro ai fratelli Salvatore, Giovanni, Antonino, Franco ed Alfredo Trovato. Furono anche individuati due appartamenti sul viale San Martino nei quali la Polizia scoprì 3 chili e mezzo di cocaina, 175 grammi di eroina ed un milione di euro in contanti. La Squadra Mobile arrestò i fratelli Claudio e Maurizio Cutispoto nella cui disponibilità si trovavano i due appartamenti. Ma alla fine i due si rivelarono solo dei prestanome. Maurizio Cutispoto aveva acquistato gli appartamenti di viale San Martino ma in realtà l’operazione era stata condotta per conto di Antonino Trovato. Quest’ultimo più volte, durante la trattativa, si era presentato al cospetto del vecchio padrone di casa ma Cutispoto lo aveva sempre presentato come suo cugino.
Ora il sostituto della DDA Giuseppe Verzera ha chiesto ed ottenuto dal gip Luana Lino l’arresto di Antonino Trovato perché la sua pericolosità non è cessata con la detenzione in carcere. Il boss del clan di Mangialupi potrebbe ancora minacciare le persone che potrebbero rendere dichiarazioni rilevanti ai fini dell’indagine come già accaduto con l’amministratore giudiziario nel provvedimento di sequestro e ad altri soggetti incaricati della gestione del supermercato “Sicilmarket”. Inoltre, sempre seconda la DDA, Trovato potrebbe continuare a gestire il traffico di droga benché ristretto in carcere visto il suo spessore all’interno della sua associazione.
