Confermato lo stato d'agitazione dopo l'incontro con l'assessore Capone: «Il tirare a campare sistema migliore per anticipare la chiusura del trasporto pubblico locale»
Non lascia soddisfatti, anzi, acuisce le preoccupazioni dei lavoratori l’incontro che ieri i sindacati autonomi hanno avuto con l’assessore al Lavoro di Palazzo Zanca Melino Capone, in merito ai nuovi ritardi sul pagamento degli stipendi. E come si era già intuito, nuovi mesi di sacrifici attendono i dipendenti dell’azienda di via La Farina, con lo stipendio di agosto che non arriverà prima del 20 ottobre.
«Con tutta la buona volontà e la disponibilità alla collaborazione – Ugl, Faisa Cisal, Cub Trasporti, OrSA Trasporti, Rsu Atm – allo stato dell’arte non possiamo che confermare lo stato di agitazione propedeutico ad una nuova stagione di lotta volta a rivendicare il diritto al salario. A tal proposito, in linea con il senso di responsabilità fin qui dimostrato dai lavoratori, prima di porre in essere ogni forma di protesta che coinvolgerebbe l’ordine pubblico, chiederemo udienza a S.E. il Prefetto per valutare la possibilità di eventuali interventi straordinari atti a favorire l’erogazione degli stipendi. Resta inteso che l’emergenza stipendi non può decentrare l’attenzione dall’esigenza di un definitivo piano industriale, il verbale condiviso il 29 agosto è da prendere in considerazione con i connotati di un incentivo alla politica del fare; sarebbe un grave errore svenderlo come piano industriale, pannicelli caldi come il trasferimento all’ATM del servizio ganasce, o l’aumento dei proventi provenienti dalla pubblicità, non possono sicuramente garantire il risanamento di un’azienda che si trascina un orpello di decine di milioni di euro di debiti destinati ad aumentare in virtù degli interessi di mora vantati dai creditori».
Secondo i sindacati «l’atteggiamento del “ tiriamo a campare- mese per mese è il sistema migliore per anticipare la chiusura del trasporto pubblico locale. Nonostante le negatività appena espresse, prendiamo favorevolmente atto dell’atteggiamento dell’Amministrazione che non ha esitato a confermare l’incontro con i sindacati nonostante le organizzazioni confederali ne avessero chiesto un “tattico- rinvio, il Sindaco e la sua giunta hanno così definitivamente espresso l’esigenza del contributo di tutti, in modo particolare di quei sindacati autonomi e di base che come le scriventi rappresentano il personale d’esercizio impegnato sul campo. Nell’attuale stato di emergenza, chi persiste ad alimentare la separazione del fronte sindacale presto dovrà assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei lavoratori e della cittadinanza. Inquietante quanto ammirevole l’atteggiamento del Direttore Generale che all’accusa da parte sindacale, di essere da lungo tempo parte attiva dell’enorme deficit aziendale, ha risposto con chiarezza che -le problematiche sono da ricercarsi sulla gestione politica dell’Azienda fatta di concerto con le organizzazioni sindacali che hanno di fatto coogestito anche senza la presenza del Direttore Generale-. Posto che le scriventi, per fattori oggettivi, non possono essere annoverati fra i partecipanti a tale cogestione – conclude la nota – rendiamo il giusto merito alla chiarezza della Direzione Generale, riservandoci di chiedere ulteriori dettagli su quanto appreso».
