Una quarantina di verificatori avranno pieni poteri su bus e tram. Gli articolisti: «Da 14 mesi facciamo le verifiche con ottimi risultati, ora siamo esclusi». Il dg Conte: «Pressioni dei sindacati, ma torneremo sulla questione»
«Da oggi non si scherza più» dice uno dei dirigenti dell’Atm. Il che suona un po’ come una minaccia, ma nei fatti è un giusto monito a quei cittadini che troppo spesso hanno sottovalutato la figura dei controllori su autobus e tram. La musica cambia, perché da oggi una quarantina di verificatori sono diventati “pubblici ufficiali-, dunque con poteri equiparabili a quelli di vigili urbani e altre forze dell’ordine. «E’ il risultato di una battaglia di quest’azienda lunga una decina di anni» afferma soddisfatto il direttore generale Claudio Conte, che spiega anche come sia stata «fondamentale la volontà della struttura commissariale, avvalorata dal supporto tecnico dell’azienda e in particolare dell’ing. Cardia». L’atto finale è stata poi la determina dello scorso aprile firmata dal commissario Gaspare Sinatra, che evidentemente è riuscito lì dove nessun sindaco in precedenza aveva osato.
Cosa cambia, nello specifico: i verificatori potranno chiedere l’esposizione dei titoli di viaggio, elevare verbali, pretendere il rilascio esatto delle generalità e dunque dei documenti di identificazione, richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, impedire al trasgressore di sottrarsi all’identificazione, sottrarre titoli di viaggio o documenti alterati, falsi o contraffatti, allontanare dai mezzi chi preclude l’ordine, la sicurezza o arreca disturbo.
«Un ulteriore seppur piccolo passo nella lotta al portoghesismo» afferma Conte. Che però non trova consensi unanimi, non tanto per l’iniziativa in sé, ma per l’esclusione di chi l’attività di verifica la svolge dal febbraio 2007. Ci riferiamo agli articolisti, che vengono retribuiti dalla Regione e per il venti per cento dall’azienda. «Forse si sono dimenticati volutamente di noi – afferma uno degli articolisti Giovanni Macaluso – nonostante da quattordici mesi, con parere favorevole di sindacati, vertici aziendali e ufficio provinciale del lavoro abbiamo svolto questa mansione con pinza e blocco, portando risultati eccellenti. Oggi noi non siamo più riconosciuti, e invece di essere premiati cadiamo nel dimenticatoio. Lo stesso ing. Cardia ha fatto un resoconto del nostro lavoro, parlando di un esito di quasi mille verbali in un mese per noi articolisti, circa una decina, contro gli appena quindici verbali degli altri 25-26 verificatori. Come mai – prosegue Macaluso – l’azienda in questa situazione di perdita invece di farci proseguire nell’attività di verifica ci “punisce-? La vera barzelletta è che adesso abbiamo una mansione che non esiste: di “supporto alla verifica-».
Chiediamo spiegazioni al direttore Conte, che chiarisce: «E’ stata una precisa richiesta e pressione dei sindacati che hanno partecipato al tavolo tecnico (dunque tutti tranne Cgil e Cisl, di fatto, ndr), ma considerati i risultati ottenuti ho l’impressione che l’azienda tornerà ad approfondire la questione». E dunque in un secondo tempo potrebbero rientrare anche gli articolisti, anche se sussisterebbero, secondo qualcuno, anche problemi di tipo contrattuale.
