Atm, positivo il responso dell’incontro Buzzanca – Gentile. I sindacati: «All’appello mancano dieci milioni di euro»

Atm, positivo il responso dell’incontro Buzzanca – Gentile. I sindacati: «All’appello mancano dieci milioni di euro»

Atm, positivo il responso dell’incontro Buzzanca – Gentile. I sindacati: «All’appello mancano dieci milioni di euro»

martedì 11 Maggio 2010 - 15:47

La Regione verserà 3,6 milioni per pagare due mensilità, riconoscerà i contributi per la linea tranviaria dal 2003 ad oggi (oltre 11 milioni) ma chiede che entro l’anno l’azienda diventi Spa

L’Atm e la sua “sopravvivenza”: in cima all’agenda del sindaco Giuseppe Buzzanca continuano ad esserci i guai dell’azienda trasporti. Il sindaco stamani ha avuto un incontro con l’assessore regionale ai Trasporti Luigi Gentile ed il dirigente Vincenzo Falgares. Incontro che ha dato i suoi frutti, purché agli impegni presi seguano i fatti. Primo problema, il pagamento delle due mensilità arretrate: servono 3,6 milioni di euro, che arriveranno, assicura Buzzanca, tramite un decreto di finanziamento della Regione o un’autorizzazione al Comune per chiedere un’anticipazione alle banche.

Secondo problema, i circa 5,3 milioni che la Regione decurterà dai trasferimenti all’Atm per le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’azienda: Palermo li riceverà non più in due ma in cinque tranche annuali, ma Buzzanca ha strappato un impegno secondo cui si tenterà di diluire il pagamento in dieci annualità. Terzo problema, il più significativo, il riconoscimento dei contributi per il chilometraggio relativo alla linea tranviaria: nell’immediato la Regione riconoscerà 1,5 milioni per il 2010, da versare in quattro mensilità. Ma preso verrà predisposto un decreto governativo per stanziare gli 11 milioni di euro relativi al periodo dal 2003 al 2009. Il che, inutile negarlo, consisterebbe una consistente boccata d’ossigeno. Buzzanca ha presentato a Palermo anche una bozza del piano di risanamento dell’azienda (vedi articolo a parte sui debiti pregressi), ma Gentile ha ribadito un punto: entro la fine dell’anno l’Atm dovrà diventare una Spa. Ed è chiaro che la trasformazione, che prevede un eventuale interessamento dei privati, presuppone un risanamento che al momento pare un miraggio.

Ancora un pezza dunque per cercare di recuperare la disperata situazione di un’azienda pubblica sull’orlo del collasso. Una soluzione temporanea utile appena a soddisfare le esigenze dei 650 dipendenti in attesa di stipendio, ma che certo non può far sperare per il meglio. Ne sono ben consapevoli i rappresentanti sindacali che proprio per questo oggi hanno deciso di comune accordo di non accompagnare il primo cittadino, che ha dunque viaggiato solo alla volta di Palermo. Ciò perché, come più volte richiesto dagli stessi rappresentanti dei lavoratori, si ritiene necessario un incontro ufficiale tra le parti che permetta un confronto aperto su tutte le problematiche inerenti il futuro del trasporto cittadino. Una richiesta avanzata anche dal prefetto che in una nota di venerdì scorso ha inoltrato ha invitato Buzzanca e il presidente Lombardo ad un dibattito aperto sulla questione.

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